Italia. Relazione Europol e traffico di stupefacenti
Relazione al Parlamento italiano dell'attivita' svolta da Europol nel 2001, in attuazione della convenzione con il dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell'Interno. Si conferma, nel lavoro tra le polizie europee, la netta prevalenza dello scambio informativo relativo al traffico degli stupefacenti (48%) come negli anni precedenti. Seguono: immigrazione clandestina (17%), tratta di esseri umani (10%), riciclaggio (9%), autovetture rubate (7%), falso monetario (5%) e terrorismo (4%).
Nella relazione si legge che lo scambio informativo tra Europol ed i servizi di polizia nazionale "ha consentito all'Unita' nazionale di contribuire allo sviluppo di importanti indagini e di fornire un sensibile apporto al buon esito di varie operazioni, molte delle quali tuttora in corso, soprattutto degli stupefacenti". Ma c'e' ancora molto da fare e la relazione si conclude nell'ottica della "costruzione di uno spazio giuridico europeo nella lotta al crimine organizzato trasnazionale che sarebbe un'opportunita' di crescita di Europol e, al tempo stesso, una facilitazione delle procedure di collaborazione giudiziaria ad essa correlate".
Nella relazione si legge che lo scambio informativo tra Europol ed i servizi di polizia nazionale "ha consentito all'Unita' nazionale di contribuire allo sviluppo di importanti indagini e di fornire un sensibile apporto al buon esito di varie operazioni, molte delle quali tuttora in corso, soprattutto degli stupefacenti". Ma c'e' ancora molto da fare e la relazione si conclude nell'ottica della "costruzione di uno spazio giuridico europeo nella lotta al crimine organizzato trasnazionale che sarebbe un'opportunita' di crescita di Europol e, al tempo stesso, una facilitazione delle procedure di collaborazione giudiziaria ad essa correlate".
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