Italia. Ricerca: giudici hanno opinioni diverse sull'eutanasia
"Il diritto alla vita non deve trasformarsi in un dovere alla vita. Morire è un dovere biologico e morale, da vivere come si vive la nascita, come un processo inevitabile. Oggi invece la morte è sempre più brutalizzata e nascosta". E' quanto ha affermato oggi Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto Oncologico Europeo (Ieo) di Milano intervenuto al dibattito su "I giudici -i casi Weilby e Englaro- la libertà di disporre di sè" che si è tenuto oggi al Palazzo di Giustizia di Milano.
Al convegno, la docente di Diritto e Bioetica della Facoltà di Biologia dell'Università di Milano Bicocca, Roberta Dameno, ha anticipato alcuni spunti della ricerca pilota su "Progresso biomedico e biotecnologico e diritti fondamentali". L'indagine -la prima di questo tipo in Italia- evidenzia, tra l'altro, a proposito dell'eutanasia, come ad esempio "i giudici si siano espressi in modo tutt'altro che univoco, mostrando come si renda necessario legiferare in questi ambiti se non si vuole correre il rischio di mettere in discussione lo stesso principio della certezza del diritto", e come "tra gli stessi giudici non sembri esservi accordo nemmeno sul principio del consenso informato alle cure sanitarie, nonostante alcune importanti pronunce giurisprudenziali".
L'audio del dibattito e' disponibile su Radio Radicale.
Al convegno, la docente di Diritto e Bioetica della Facoltà di Biologia dell'Università di Milano Bicocca, Roberta Dameno, ha anticipato alcuni spunti della ricerca pilota su "Progresso biomedico e biotecnologico e diritti fondamentali". L'indagine -la prima di questo tipo in Italia- evidenzia, tra l'altro, a proposito dell'eutanasia, come ad esempio "i giudici si siano espressi in modo tutt'altro che univoco, mostrando come si renda necessario legiferare in questi ambiti se non si vuole correre il rischio di mettere in discussione lo stesso principio della certezza del diritto", e come "tra gli stessi giudici non sembri esservi accordo nemmeno sul principio del consenso informato alle cure sanitarie, nonostante alcune importanti pronunce giurisprudenziali".
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