Italia. Rutelli: l'eutanasia clandestina in Italia non esiste
L'eutanasia non viene in alcun modo praticata negli ospedali italiani. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, rispondendo oggi, nel corso del question time, ad un'interrogazione di Carlo Giovanardi (Udc).
Giovanardi aveva chiesto chiarimenti circa le affermazioni rilasciate dal sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, il quale, ha detto Giovanardi, 'aveva affermato che nelle cliniche e ospedali italiani e' diffusa la pratica dell'eutanasia'.
Citando una nota del ministero della Salute, Rutelli ha sottolineato che 'non sono mai emerse, ne' stanno emergendo, notizie o elementi riconducibili all'esistenza della pratica dell'eutanasia da parte di medici o infermieri in ospedali e cliniche del Servizio sanitario nazionale'.
Si' al testamento biologico, no alla morte anticipata
Si' al Testamento biologico che, pero', 'non apre in alcun modo la strada all'eutanasia, cui il governo e' contrario'. E' la posizione ribadita oggi dal vicepresidente Rutelli.
'La posizione del governo e' scritta con chiarezza nel programma dell'Unione, che si rifa' alla posizione unanime assunta dal Comitato nazionale di bioetica (Cnb) riguardante le cosiddette Dichiarazioni anticipate di trattamento. Questa e' la posizione cui noi siamo favorevoli e per la quale siamo impegnati a perseguire uno strumento legislativo d'intesa con il Parlamento in questa Legislatura'. Rutelli ha quindi voluto sottolineare che 'non si tratta e non si trattera' in alcun caso, quali che siano le posizioni espresse dai singoli, di aprire la strada all'eutanasia, cui siamo contrari'.
L'eutanasia, ha sottolineato Rutelli, 'e' l'azione o omissione che porta anticipatamente alla morte allo scopo di alleviare le sofferenze e questa pratica, cui il governo e' contrario e che pertanto non si prestera' ad alcuna interpretazione ne' legislativa ne' applicativa, non va confusa con la rinuncia all'accanimento terapeutico, ossia a tutti quegli interventi sproporzionati e inutili rispetto alla possibilita' di arrestare il processo della morte del paziente nel tentativo di prolungare la vita ad ogni costo'. Questo, ha concluso il vicepremier, e' 'il punto di differenza: combattere l'accanimento terapeutico e contrastare qualunque idea che l'uomo abbia il diritto di togliere la vita ad una persona che abbia una speranza di conservarla'.
COMMENTI
'Mi sarei aspettato da parte del Vice Presidente del Consiglio On. Francesco Rutelli una severa censura delle affermazioni strumentali di un autorevole membro del Governo come Luigi Manconi, funzionali a voler disciplinare per legge l'eutanasia, visto che si proclama gia' essere ampiamente praticata nelle cliniche e negli ospedali italiani. Prendo atto comunque che membri del Governo straparlano pubblicamente e vengono sconfessati pubblicamente da altri membri dello stesso Governo, che definiscono inesistente questa pratica nei nostri ospedali'. Lo afferma Carlo Giovanardi dell'Udc, a commento della risposta di Rutelli al question time.
'La risposta del vicepremier Rutelli all'interrogazione dell'On.Giovanardi, in merito alle dichiarazioni del sottosegretario Manconi sull'eutanasia, e' stata assolutamente non convincente'. Lo dichiara la deputata azzurra Patrizia Paoletti Tangheroni, secondo la quale 'con la solita arroganza didattica Rutelli ha sciorinato vari pasticci, pensando che l'uditorio ignori la differenza tra eutanasia, accanimento terapeutico tra testamento biologico e cure palliative'.
La parlamentare di Forza Italia continua affermando che 'aldila' della sicumera rutelliana, a cui siamo da tempo abituati, e' mancato l'unico elemento che la risposta doveva contenere ovvero una chiara ed inequivocabile censura per le esternazioni del sottosegretario Manconi, che avevano creato preoccupazione ed avevano insultato tutta la struttura sanitaria nazionale. Ma il vicepremier ha preferito impartire lezioncine cantilenanti anziche' fornire le uniche risposte politiche che il suo ruolo gli imponeva di dare'.
'Essere consapevoli che esiste una 'eutanasia silenziosa' non significa necessariamente volerla legalizzare. Significa semplicemente non nascondersi la verita'.
Non sempre l'ipocrisia e' un omaggio alla virtu'. Talvolta, come in questo caso, l'ipocrisia puo' essere un omaggio all'ipocrisia'. Cosi' il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi (Ds), replica a Carlo Giovanardi (Udc) sui casi di eutanasia e di interruzioni delle cure praticati clandestinamente in Italia- 'Giovanardi parla, palesemente, di cose piu' grandi di lui.
Ora, non pretendo che s'informi e studi (sarebbe troppo), ma, mi creda, qualche lettura potrebbe essergli di giovamento. E, infatti - afferma Manconi in una nota - numerose ricerche scientifiche, in Europa e in Italia, hanno documentato come, nell'assistenza ai malati terminali, si creino situazioni tali da indurre operatori sanitari di diverse professionalita' (medici, anestesisti, rianimatori, infermieri) a determinare o ad accelerare la fine dell'esistenza dei pazienti loro affidati' Il sottosegretario alla Giustizia ricorda una ricerca condotta in venti centri di terapia intensiva dal Centro di bioetica dell'Universita' cattolica di Milano: 'l'indagine, realizzata nel novembre 2002, e' stata coordinata dal professor Adriano Pessina, docente di Filosofia morale presso l'Universita' cattolica di Milano. Dallo studio - sottolinea Manconi - emerge come il 3,6% dei medici che hanno risposto al questionario dichiara di aver praticato l'eutanasia, somministrando farmaci letali; e una percentuale rilevante (15,8%) ha riconosciuto come 'accettabile' quella pratica'.
'Per quanto riguarda, poi, quella che viene definita impropriamente 'eutanasia passiva', i risultati dello studio sono particolarmente significativi: il 39% del campione dichiara di aver attuato la sospensione delle cure (staccare il respiratore, interrompere l'erogazione dell'ossigeno) 'almeno una volta'; il 42% dichiara di averlo fatto 'piu' spesso'. In precedenza - continua Manconi - sul medesimo tema era stata realizzata una ricerca dalla Fondazione Floriani (2000). Lo studio ha interessato 680 medici iscritti alla Societa' di cure palliative e, tra quanti hanno risposto al questionario, il 39% ha dichiarato di aver ricevuto reiterate richieste di eutanasia attiva e il 4% ha riconosciuto di aver accolto quella richiesta.
Una terza ricerca, condotta a livello europeo dal professor J.
L. Vincent, evidenzia come il 40% dei medici intervistati, tutti operanti in unita' di terapia intensiva, ammette l uso clinico di dosi letali di farmaci in 'situazioni estreme'; ammissione che interessa, in quello studio, il 13% degli intervistati italiani'.
'Ipocrita e' chi dice pubblicamente di essere a conoscenza di un reato e non lo denuncia all'autorita' giudiziaria. Se si dice pubblicamente che in Italia l'eutanasia e' praticata si deve anche dire dove, come e da chi'. Lo dichiara in una nota il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
'Da una parte - osserva Volonte' - il vice presidente del Consiglio rassicura tutti dicendo che negli ospedali del servizio sanitario nazionale l'eutanasia non e' praticata, dall'altra il sottosegretario Manconi riesce sia a giustificare le parole di Rutelli che a definire ipocrita chi vuole nascondere la realta' dell'eutanasia nel nostro Paese'. 'Dopo il fattore 'C', il governo Prodi ci ha abituati anche al fattore 'I' ossia incoerenza. Del resto - conclude - da un governo che scende in piazza contro se stesso potevamo aspettarci un buon esempio di coerenza etica e politica?'.
'Lo scontro fra il vicepresidente del Consiglio Rutelli e il sottosegretario alla Giustizia Manconi non puo' essere ridotto a un mero scambio di opinioni'. E' quanto dichiara il senatore di An Alfredo Mantovano, che osserva: 'Se il primo esclude che negli ospedali italiani ci sia una pratica eutanasica, denunciata invece dal secondo e ribadita con una nota, il secondo anche nella veste istituzionale che ricopre ha il dovere di rivolgersi all'autorita' giudiziaria e di fornire tutti i particolari relativi a fatti che il nostro ordinamento penale qualifica come gravemente illeciti'.
Ma per Mantovano 'lo scontro e' piu' ampio e piu' profondo: Rutelli, nell'auspicare che sia approvata una legge sul testamento biologico, assicura che il governo e' contrario a includere in tale legge ogni apertura all'eutanasia. Peccato che nel disegno di legge piu' organico sul punto, quello dei Ds primo firmatario il presidente della commissione sanita' del Senato Ignazio Marino, si prevede che la dichiarazione anticipata di trattamento contiene la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione, che non c'entra nulla con l'accanimento terapeutico ma c'entra molto con l'eutanasia; e che la sottoscrizione della dichiarazione sia obbligatoria per tutti'.
Per l'esponente di Alleanza nazionale, 'le parole adoperate oggi da Rutelli costituiscono una chiara presa di distanza da questo ddl: ma il governo ha il dovere di ribadire tale sua posizione all'interno della commissione sanita' del Senato, dove la discussione di quel ddl e di altri analoghi e' gia' iniziata'.
"Sono maturi i tempi per affrontare, in Parlamento, la discussione sul testamento biologico". Cosi' Chiara Moroni, deputata di Forza Italia, commenta il Question time di questa mattina, dove il vicepremier Francesco Rutelli ha risposto sul tema dell'eutanasia.
"Credo che l'Italia debba mettersi il linea con gli altri paesi europei- continua Moroni- al centro della discussione bisognera' mettere, pero', il divieto di accanimento terapeutico, la libera scelta del malato e pensare all'introduzione di efficaci terapie antidolore. In questa materia- conclude Moroni- l'Italia sconta troppi ritardi".
'E' politicamente rilevante che il vicepremier Francesco Rutelli abbia smentito, pur senza condannarle, come invece avrebbe dovuto fare, le dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, il quale, per perorare la causa della legalizzazione dell'eutanasia, ha tentato di accreditare la tesi secondo cui tale pratica e' gia' diffusissima, a livello clandestino, negli ospedali italiani'.
Lo dichiara il responsabile di An per le politiche della famiglia, Riccardo Pedrizzi, commentando la risposta del vicepresidente del Consiglio al question time della Camera.
'Quando Rutelli dice no all'eutanasia e si' alla rinuncia all'accanimento terapeutico - afferma Pedrizzi - e' d'accordo con noi. Come quando dice si' alla proposta in materia di Dichiarazioni anticipate di trattamento approvata all'unanimita' dal Comitato nazionale di bioetica nel dicembre del 2003. Una proposta - prosegue l'esponente di An - che incontra il nostro consenso perch,, appunto, dice no sia all'eutanasia sia all'accanimento terapeutico, stabilendo giustamente che le indicazioni anticipate del paziente non sono vincolanti per il medico'.
Secondo Pedrizzi, pero', 'la nostra impostazione e quella di Rutelli non sono condivise da settori non irrilevanti della coalizione di Sinistracentro, fautori della legalizzazione dell'eutanasia, magari in forme surrettizie. Noi - prosegue - siamo contro l'eutanasia, contro l'abbandono terapeutico e contro l'accanimento terapeutico; Ma il pericolo, oggi, non e' l'accanimento terapeutico, bensi' l'abbandono terapeutico e l'eutanasia. E' questa - conclude - la minaccia nei cui confronti una societa' e uno Stato che vogliano essere civili debbono battersi'.
'Piuttosto che fare filosofia, Rutelli dovrebbe dire se ritiene lecite la sedazione terapeutica, la sedazione terminale, le terapie sintomatiche e del dolore (ovviamente con dosaggi superiori a quelli di registrazione) sapendo che queste possono produrre l'effetto di accelerare la morte'.
Lo ha detto Silvio Viale, medico di Exit-Italia ed esponente radicale che ha accusato Rutelli di 'ipocrisia' 'Senza interventi attivi - ha aggiunto - il rifiuto dell'accanimento terapeutico e' pura retorica. E' ora di modificare l'impianto giuridico'. 'Del resto, - ha continuato Viale - se il testamento biologico e' il tentativo di evitare che un paziente perda il diritto a rifiutare le terapie, quando non sara' piu' in grado di prendere delle decisioni, e' difficile opporsi al desiderio conseguente di morire in pace e senza sofferenza'.
"Se il sottosegretario Manconi e' a conoscenza di fatti legati ad atti di eutanasia, che sono assolutamente illegali, deve denunciarli. Non vedo come si possano fare affermazioni di questo genere, senza dare un seguito concreto". Luigi Bobba, senatore dell'Ulivo, smonta cosi' la polemica nata in seguito alle dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, e alle smentite del vicepremier Francesco Rutelli nel question time di questa mattina.
"L'unica cosa di cui si discute in Parlamento e' il testamento biologico, tutto il resto e' solo questione mediatica- sostiene Bobba- Non si sta parlando di eutanasia, si dice 'no' all'accanimento terapeutico e 'si' alle cosiddette disposizioni anticipate di trattamento". Per Bobba la questione va ricondotta ai suoi termini reali.
"Si tratta di vedere i modi e le forme di questo testamento, nel rispetto essenziale della verita' e della vita umana", sottolinea il senatore. "Non si parla di introdurre, o meno, l'eutanasia, almeno in termini parlamentari- ribadisce Bobba- poi ciascuno puo' dire quello che vuole". E conclude: "Non vorrei che si scambiasse il non accanimento terapeutico con una specie di eutanasia. Sono due forme molto diverse: non si puo' fare di tutta l'erba un fascio".
"Il testamento biologico e' un atto di civilta': la priorita' e' rivolgere la massima attenzione alle esigenze delle persone che vivono una situazione irreversibile di particolare sofferenza". Lo dice il capogruppo dei Verdi in commissione Affari sociali-Sanita' della Camera, Tommaso Pellegrino, che ha chiesto "un atto concreto al Parlamento sul testamento biologico e, comunque, la massima trasparenza su eventuali casi di eutanasia 'nascosta', senza mai dimenticare pero' il ruolo difficile e delicato esercitato dai rianimatori, a volte alle prese con situazioni davvero critiche. Ci sono, infatti, dei casi-limite che sconfinano nell'accanimento terapeutico e che, dunque, prolungano inutilmente la sofferenza". Secondo il deputato, "cio' che serve e' un confronto sereno tra laici e cattolici, al riparo dai condizionamenti ideologici. E dopo il testamento biologico, occorrera' anche affrontare il dibattito sull'eutanasia".
Giovanardi aveva chiesto chiarimenti circa le affermazioni rilasciate dal sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, il quale, ha detto Giovanardi, 'aveva affermato che nelle cliniche e ospedali italiani e' diffusa la pratica dell'eutanasia'.
Citando una nota del ministero della Salute, Rutelli ha sottolineato che 'non sono mai emerse, ne' stanno emergendo, notizie o elementi riconducibili all'esistenza della pratica dell'eutanasia da parte di medici o infermieri in ospedali e cliniche del Servizio sanitario nazionale'.
Si' al testamento biologico, no alla morte anticipata
Si' al Testamento biologico che, pero', 'non apre in alcun modo la strada all'eutanasia, cui il governo e' contrario'. E' la posizione ribadita oggi dal vicepresidente Rutelli.
'La posizione del governo e' scritta con chiarezza nel programma dell'Unione, che si rifa' alla posizione unanime assunta dal Comitato nazionale di bioetica (Cnb) riguardante le cosiddette Dichiarazioni anticipate di trattamento. Questa e' la posizione cui noi siamo favorevoli e per la quale siamo impegnati a perseguire uno strumento legislativo d'intesa con il Parlamento in questa Legislatura'. Rutelli ha quindi voluto sottolineare che 'non si tratta e non si trattera' in alcun caso, quali che siano le posizioni espresse dai singoli, di aprire la strada all'eutanasia, cui siamo contrari'.
L'eutanasia, ha sottolineato Rutelli, 'e' l'azione o omissione che porta anticipatamente alla morte allo scopo di alleviare le sofferenze e questa pratica, cui il governo e' contrario e che pertanto non si prestera' ad alcuna interpretazione ne' legislativa ne' applicativa, non va confusa con la rinuncia all'accanimento terapeutico, ossia a tutti quegli interventi sproporzionati e inutili rispetto alla possibilita' di arrestare il processo della morte del paziente nel tentativo di prolungare la vita ad ogni costo'. Questo, ha concluso il vicepremier, e' 'il punto di differenza: combattere l'accanimento terapeutico e contrastare qualunque idea che l'uomo abbia il diritto di togliere la vita ad una persona che abbia una speranza di conservarla'.
COMMENTI
'Mi sarei aspettato da parte del Vice Presidente del Consiglio On. Francesco Rutelli una severa censura delle affermazioni strumentali di un autorevole membro del Governo come Luigi Manconi, funzionali a voler disciplinare per legge l'eutanasia, visto che si proclama gia' essere ampiamente praticata nelle cliniche e negli ospedali italiani. Prendo atto comunque che membri del Governo straparlano pubblicamente e vengono sconfessati pubblicamente da altri membri dello stesso Governo, che definiscono inesistente questa pratica nei nostri ospedali'. Lo afferma Carlo Giovanardi dell'Udc, a commento della risposta di Rutelli al question time.
'La risposta del vicepremier Rutelli all'interrogazione dell'On.Giovanardi, in merito alle dichiarazioni del sottosegretario Manconi sull'eutanasia, e' stata assolutamente non convincente'. Lo dichiara la deputata azzurra Patrizia Paoletti Tangheroni, secondo la quale 'con la solita arroganza didattica Rutelli ha sciorinato vari pasticci, pensando che l'uditorio ignori la differenza tra eutanasia, accanimento terapeutico tra testamento biologico e cure palliative'.
La parlamentare di Forza Italia continua affermando che 'aldila' della sicumera rutelliana, a cui siamo da tempo abituati, e' mancato l'unico elemento che la risposta doveva contenere ovvero una chiara ed inequivocabile censura per le esternazioni del sottosegretario Manconi, che avevano creato preoccupazione ed avevano insultato tutta la struttura sanitaria nazionale. Ma il vicepremier ha preferito impartire lezioncine cantilenanti anziche' fornire le uniche risposte politiche che il suo ruolo gli imponeva di dare'.
'Essere consapevoli che esiste una 'eutanasia silenziosa' non significa necessariamente volerla legalizzare. Significa semplicemente non nascondersi la verita'.
Non sempre l'ipocrisia e' un omaggio alla virtu'. Talvolta, come in questo caso, l'ipocrisia puo' essere un omaggio all'ipocrisia'. Cosi' il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi (Ds), replica a Carlo Giovanardi (Udc) sui casi di eutanasia e di interruzioni delle cure praticati clandestinamente in Italia- 'Giovanardi parla, palesemente, di cose piu' grandi di lui.
Ora, non pretendo che s'informi e studi (sarebbe troppo), ma, mi creda, qualche lettura potrebbe essergli di giovamento. E, infatti - afferma Manconi in una nota - numerose ricerche scientifiche, in Europa e in Italia, hanno documentato come, nell'assistenza ai malati terminali, si creino situazioni tali da indurre operatori sanitari di diverse professionalita' (medici, anestesisti, rianimatori, infermieri) a determinare o ad accelerare la fine dell'esistenza dei pazienti loro affidati' Il sottosegretario alla Giustizia ricorda una ricerca condotta in venti centri di terapia intensiva dal Centro di bioetica dell'Universita' cattolica di Milano: 'l'indagine, realizzata nel novembre 2002, e' stata coordinata dal professor Adriano Pessina, docente di Filosofia morale presso l'Universita' cattolica di Milano. Dallo studio - sottolinea Manconi - emerge come il 3,6% dei medici che hanno risposto al questionario dichiara di aver praticato l'eutanasia, somministrando farmaci letali; e una percentuale rilevante (15,8%) ha riconosciuto come 'accettabile' quella pratica'.
'Per quanto riguarda, poi, quella che viene definita impropriamente 'eutanasia passiva', i risultati dello studio sono particolarmente significativi: il 39% del campione dichiara di aver attuato la sospensione delle cure (staccare il respiratore, interrompere l'erogazione dell'ossigeno) 'almeno una volta'; il 42% dichiara di averlo fatto 'piu' spesso'. In precedenza - continua Manconi - sul medesimo tema era stata realizzata una ricerca dalla Fondazione Floriani (2000). Lo studio ha interessato 680 medici iscritti alla Societa' di cure palliative e, tra quanti hanno risposto al questionario, il 39% ha dichiarato di aver ricevuto reiterate richieste di eutanasia attiva e il 4% ha riconosciuto di aver accolto quella richiesta.
Una terza ricerca, condotta a livello europeo dal professor J.
L. Vincent, evidenzia come il 40% dei medici intervistati, tutti operanti in unita' di terapia intensiva, ammette l uso clinico di dosi letali di farmaci in 'situazioni estreme'; ammissione che interessa, in quello studio, il 13% degli intervistati italiani'.
'Ipocrita e' chi dice pubblicamente di essere a conoscenza di un reato e non lo denuncia all'autorita' giudiziaria. Se si dice pubblicamente che in Italia l'eutanasia e' praticata si deve anche dire dove, come e da chi'. Lo dichiara in una nota il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
'Da una parte - osserva Volonte' - il vice presidente del Consiglio rassicura tutti dicendo che negli ospedali del servizio sanitario nazionale l'eutanasia non e' praticata, dall'altra il sottosegretario Manconi riesce sia a giustificare le parole di Rutelli che a definire ipocrita chi vuole nascondere la realta' dell'eutanasia nel nostro Paese'. 'Dopo il fattore 'C', il governo Prodi ci ha abituati anche al fattore 'I' ossia incoerenza. Del resto - conclude - da un governo che scende in piazza contro se stesso potevamo aspettarci un buon esempio di coerenza etica e politica?'.
'Lo scontro fra il vicepresidente del Consiglio Rutelli e il sottosegretario alla Giustizia Manconi non puo' essere ridotto a un mero scambio di opinioni'. E' quanto dichiara il senatore di An Alfredo Mantovano, che osserva: 'Se il primo esclude che negli ospedali italiani ci sia una pratica eutanasica, denunciata invece dal secondo e ribadita con una nota, il secondo anche nella veste istituzionale che ricopre ha il dovere di rivolgersi all'autorita' giudiziaria e di fornire tutti i particolari relativi a fatti che il nostro ordinamento penale qualifica come gravemente illeciti'.
Ma per Mantovano 'lo scontro e' piu' ampio e piu' profondo: Rutelli, nell'auspicare che sia approvata una legge sul testamento biologico, assicura che il governo e' contrario a includere in tale legge ogni apertura all'eutanasia. Peccato che nel disegno di legge piu' organico sul punto, quello dei Ds primo firmatario il presidente della commissione sanita' del Senato Ignazio Marino, si prevede che la dichiarazione anticipata di trattamento contiene la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione, che non c'entra nulla con l'accanimento terapeutico ma c'entra molto con l'eutanasia; e che la sottoscrizione della dichiarazione sia obbligatoria per tutti'.
Per l'esponente di Alleanza nazionale, 'le parole adoperate oggi da Rutelli costituiscono una chiara presa di distanza da questo ddl: ma il governo ha il dovere di ribadire tale sua posizione all'interno della commissione sanita' del Senato, dove la discussione di quel ddl e di altri analoghi e' gia' iniziata'.
"Sono maturi i tempi per affrontare, in Parlamento, la discussione sul testamento biologico". Cosi' Chiara Moroni, deputata di Forza Italia, commenta il Question time di questa mattina, dove il vicepremier Francesco Rutelli ha risposto sul tema dell'eutanasia.
"Credo che l'Italia debba mettersi il linea con gli altri paesi europei- continua Moroni- al centro della discussione bisognera' mettere, pero', il divieto di accanimento terapeutico, la libera scelta del malato e pensare all'introduzione di efficaci terapie antidolore. In questa materia- conclude Moroni- l'Italia sconta troppi ritardi".
'E' politicamente rilevante che il vicepremier Francesco Rutelli abbia smentito, pur senza condannarle, come invece avrebbe dovuto fare, le dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, il quale, per perorare la causa della legalizzazione dell'eutanasia, ha tentato di accreditare la tesi secondo cui tale pratica e' gia' diffusissima, a livello clandestino, negli ospedali italiani'.
Lo dichiara il responsabile di An per le politiche della famiglia, Riccardo Pedrizzi, commentando la risposta del vicepresidente del Consiglio al question time della Camera.
'Quando Rutelli dice no all'eutanasia e si' alla rinuncia all'accanimento terapeutico - afferma Pedrizzi - e' d'accordo con noi. Come quando dice si' alla proposta in materia di Dichiarazioni anticipate di trattamento approvata all'unanimita' dal Comitato nazionale di bioetica nel dicembre del 2003. Una proposta - prosegue l'esponente di An - che incontra il nostro consenso perch,, appunto, dice no sia all'eutanasia sia all'accanimento terapeutico, stabilendo giustamente che le indicazioni anticipate del paziente non sono vincolanti per il medico'.
Secondo Pedrizzi, pero', 'la nostra impostazione e quella di Rutelli non sono condivise da settori non irrilevanti della coalizione di Sinistracentro, fautori della legalizzazione dell'eutanasia, magari in forme surrettizie. Noi - prosegue - siamo contro l'eutanasia, contro l'abbandono terapeutico e contro l'accanimento terapeutico; Ma il pericolo, oggi, non e' l'accanimento terapeutico, bensi' l'abbandono terapeutico e l'eutanasia. E' questa - conclude - la minaccia nei cui confronti una societa' e uno Stato che vogliano essere civili debbono battersi'.
'Piuttosto che fare filosofia, Rutelli dovrebbe dire se ritiene lecite la sedazione terapeutica, la sedazione terminale, le terapie sintomatiche e del dolore (ovviamente con dosaggi superiori a quelli di registrazione) sapendo che queste possono produrre l'effetto di accelerare la morte'.
Lo ha detto Silvio Viale, medico di Exit-Italia ed esponente radicale che ha accusato Rutelli di 'ipocrisia' 'Senza interventi attivi - ha aggiunto - il rifiuto dell'accanimento terapeutico e' pura retorica. E' ora di modificare l'impianto giuridico'. 'Del resto, - ha continuato Viale - se il testamento biologico e' il tentativo di evitare che un paziente perda il diritto a rifiutare le terapie, quando non sara' piu' in grado di prendere delle decisioni, e' difficile opporsi al desiderio conseguente di morire in pace e senza sofferenza'.
"Se il sottosegretario Manconi e' a conoscenza di fatti legati ad atti di eutanasia, che sono assolutamente illegali, deve denunciarli. Non vedo come si possano fare affermazioni di questo genere, senza dare un seguito concreto". Luigi Bobba, senatore dell'Ulivo, smonta cosi' la polemica nata in seguito alle dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, e alle smentite del vicepremier Francesco Rutelli nel question time di questa mattina.
"L'unica cosa di cui si discute in Parlamento e' il testamento biologico, tutto il resto e' solo questione mediatica- sostiene Bobba- Non si sta parlando di eutanasia, si dice 'no' all'accanimento terapeutico e 'si' alle cosiddette disposizioni anticipate di trattamento". Per Bobba la questione va ricondotta ai suoi termini reali.
"Si tratta di vedere i modi e le forme di questo testamento, nel rispetto essenziale della verita' e della vita umana", sottolinea il senatore. "Non si parla di introdurre, o meno, l'eutanasia, almeno in termini parlamentari- ribadisce Bobba- poi ciascuno puo' dire quello che vuole". E conclude: "Non vorrei che si scambiasse il non accanimento terapeutico con una specie di eutanasia. Sono due forme molto diverse: non si puo' fare di tutta l'erba un fascio".
"Il testamento biologico e' un atto di civilta': la priorita' e' rivolgere la massima attenzione alle esigenze delle persone che vivono una situazione irreversibile di particolare sofferenza". Lo dice il capogruppo dei Verdi in commissione Affari sociali-Sanita' della Camera, Tommaso Pellegrino, che ha chiesto "un atto concreto al Parlamento sul testamento biologico e, comunque, la massima trasparenza su eventuali casi di eutanasia 'nascosta', senza mai dimenticare pero' il ruolo difficile e delicato esercitato dai rianimatori, a volte alle prese con situazioni davvero critiche. Ci sono, infatti, dei casi-limite che sconfinano nell'accanimento terapeutico e che, dunque, prolungano inutilmente la sofferenza". Secondo il deputato, "cio' che serve e' un confronto sereno tra laici e cattolici, al riparo dai condizionamenti ideologici. E dopo il testamento biologico, occorrera' anche affrontare il dibattito sull'eutanasia".
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