Italia. Di Siena (Ulivo): politici cattolici potrebbero bloccare dibattito sull'eutanasia
Nel centrosinistra molti esponenti cattolici potrebbero bloccare la discussione sull'eutanasia. Lo pensa Piero Di Siena, senatore dell'Ulivo, membro della commissione Lavoro a Palazzo Madama che aggiunge: "Penso che ci troviamo di fronte a temi e questioni che il legislatore deve affrontare con grande equilibrio, ma in modo approfondito e aprendo una fase di discussione che deve essere libera da ogni pregiudizio per trovare una soluzione su una moderna sensibilita' rispetto ai temi della sofferenza e della dignita' della vita". Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato le forze politiche al confronto sull'eutanasia. "Credo che vi sia un'autorevole beneplacito ad aprire il confronto in Parlamento per trovare delle soluzioni piu' idonee. Il Parlamento deve in qualche modo aprire una discussione sulla base della sollecitazione del presidente della Repubblica, per definire quali siano i provvedimenti che possono essere assunti e va fatta con uno spirito di apertura. Irrigidimenti di principio, che vedo soprattutto da parte dei cattolici, non sono opportuni per darci una configurazione piu' esatta della dimensione dei problemi. La mia sensibilita' e' molto vicina a quella espressa da Stefano Rodota' nel suo libro dal titolo La vita e le regole. Tra diritto e non diritto".
Pensa che i ministri cattolici, come Livia Turco, che comunque e' favorevole al testamento biologico, possano creare un problema al confronto sull'eutanasia? "Penso di no. Nel corso della sua esperienza politica e del suo percorso istituzionale, il ministro della Salute Turco ha sempre dimostrato di saper affrontare in modo autonomo il tema dell'esercizio della responsabilita' politica da quello della fede. Non credo che dalla Turco possano venire dei problemi. Penso che ci siano diversi esponenti politici che vivono la loro fede, la loro esperienza di cattolici con tratti di integralismo o da neofiti. Esponenti come Francesco Rutelli potrebbero rappresentare un problema per questa discussione". E sul testamento biologico il senatore conclude: "Credo che questa possa essere la via di approccio principale al problema. Piu' che parlare di eutanasia credo che sia necessario affrontare i casi concreti per evitare limiti alla liberta' individuale di decidere se vivere la vita. Il testamento biologico puo' essere un elemento importante per definire questo quadro di problemi. La scienza contemporanea ci da' strumenti di accanimento terapeutico che fino a qualche anno fa erano impensabili e che determinano un allungamento di una vita che in altre condizioni sarebbe gia' finita".
Pensa che i ministri cattolici, come Livia Turco, che comunque e' favorevole al testamento biologico, possano creare un problema al confronto sull'eutanasia? "Penso di no. Nel corso della sua esperienza politica e del suo percorso istituzionale, il ministro della Salute Turco ha sempre dimostrato di saper affrontare in modo autonomo il tema dell'esercizio della responsabilita' politica da quello della fede. Non credo che dalla Turco possano venire dei problemi. Penso che ci siano diversi esponenti politici che vivono la loro fede, la loro esperienza di cattolici con tratti di integralismo o da neofiti. Esponenti come Francesco Rutelli potrebbero rappresentare un problema per questa discussione". E sul testamento biologico il senatore conclude: "Credo che questa possa essere la via di approccio principale al problema. Piu' che parlare di eutanasia credo che sia necessario affrontare i casi concreti per evitare limiti alla liberta' individuale di decidere se vivere la vita. Il testamento biologico puo' essere un elemento importante per definire questo quadro di problemi. La scienza contemporanea ci da' strumenti di accanimento terapeutico che fino a qualche anno fa erano impensabili e che determinano un allungamento di una vita che in altre condizioni sarebbe gia' finita".
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