Domenica 13 settembre 2026
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Italia terz'ultima in Europa per uso dell'IA tra i giovani

U.E. - ITALIA
Notizia ·

L'Italia si colloca al terzultimo posto in Europa per diffusione dell'intelligenza artificiale tra i giovani, con appena il 51,9% dei ragazzi che dichiara di averla utilizzata. Il dato emerge da un nuovo mini dossier dell'Osservatorio sulla povertà educativa, realizzato nell'ambito del progetto Con i bambini-Openpolis e intitolato "Intelligenza artificiale, una sfida educativa".

 

Come riporta Blitz Quotidiano, il quadro non riguarda solo l'uso diretto degli strumenti di IA generativa da parte degli adolescenti, ma anche le infrastrutture scolastiche disponibili nel Paese: solo il 40,7% degli edifici scolastici statali dispone di un'aula di informatica, con un divario marcato tra i grandi centri urbani e i comuni periferici, dove la quota scende al 33,8%.

Il dossier sottolinea che l'intelligenza artificiale sta trasformando in modo radicale la società e il mercato del lavoro, imponendo nuove competenze digitali considerate ormai essenziali per il futuro dei più giovani. A livello globale, l'uso dell'IA tra i minori è già un fenomeno di massa: le indagini internazionali, europee e nazionali concordano nel rilevare una crescita costante del ricorso a strumenti di IA generativa da parte degli studenti, sia per i compiti scolastici sia per le attività quotidiane.

 

Nonostante questa diffusione globale, l'Italia rischia di affrontare la trasformazione digitale con ritardo e con disuguaglianze interne significative. È quanto avverte Marco Rossi-Doria, presidente di "Con i bambini", secondo cui il divario storico che caratterizza da tempo diversi territori italiani, sommato a quello legato alle nuove tecnologie, rischia di trasformare l'intelligenza artificiale in un moltiplicatore delle disuguaglianze. Se l'accesso agli strumenti digitali e la capacità di utilizzarli in modo critico e consapevole non saranno distribuiti equamente, avverte Rossi-Doria, si creerà un nuovo divario digitale che andrà ad aggiungersi a quelli già esistenti nel sistema educativo italiano.

 

Il dossier evidenzia infine come le sole politiche di regolazione non bastino a garantire un uso consapevole dell'intelligenza artificiale da parte dei minori: serve un intervento più ampio che aiuti i ragazzi a diventare cittadini informati sui rischi legati a privacy, disinformazione ed errori dei sistemi, superando il ruolo di semplici utenti passivi della tecnologia.

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