New York vieta l'IA generativa nelle scuole fino alla terza media
Il sindaco di New York Zohran Mamdani, insieme al preside del distretto scolastico Kamar Samuels, ha annunciato una moratoria di un anno sull'uso dell'intelligenza artificiale generativa nelle scuole pubbliche della città, dai programmi per bambini di due anni (2-K) fino alla terza media. La misura, che entrerà in vigore con l'anno scolastico 2026-27, riguarderà quasi 600.000 studenti, circa due terzi dell'intera popolazione scolastica del distretto più grande degli Stati Uniti.
Come riporta CNN, il provvedimento prevede la disattivazione delle funzioni di intelligenza artificiale di oltre 38 programmi software finora consentiti nelle scuole, giudicati non conformi ai nuovi standard di sicurezza e controllo fissati dall'amministrazione. I chatbot "compagni" (companion chatbots) saranno vietati a tutti i livelli scolastici, comprese le scuole superiori, mentre servizi come ChatGPT e Claude resteranno esclusi dagli strumenti utilizzabili dagli studenti più piccoli.
Gli studenti delle scuole superiori avranno un trattamento diverso: potranno accedere a un numero limitato di piattaforme di intelligenza artificiale attraverso progetti pilota supervisionati direttamente da un insegnante, riservati a un massimo di 50.000 studenti, pari a circa il 5% della popolazione delle superiori. A tutti gli studenti delle superiori saranno inoltre proposti corsi di "pensiero critico sull'IA" due volte l'anno, pensati per aiutarli a valutare criticamente questi strumenti prima di iniziare a farne un uso abituale.
La policy introduce anche limiti al tempo trascorso davanti agli schermi. Le scuole non potranno fornire dispositivi individuali agli studenti dalla scuola dell'infanzia fino alla seconda elementare, anche se le aule potranno comunque disporre di lavagne multimediali. Per le classi dalla terza alla quinta elementare viene raccomandato un tetto di 30 minuti al giorno di utilizzo di dispositivi individuali, che sale a 45 minuti per le classi dalla prima alla terza media. Restano escluse da questi limiti le tecnologie assistive per studenti con disabilità, gli strumenti di valutazione e le attività didattiche centralmente approvate come e-book, robotica e coding.
Agli insegnanti sarà permesso utilizzare l'intelligenza artificiale soltanto per la pianificazione didattica e per compiti organizzativi, ma non per la valutazione o la correzione degli elaborati degli studenti.
Mamdani ha motivato la scelta sottolineando che i bambini hanno bisogno degli insegnanti e delle relazioni umane per imparare e crescere, e che devono sviluppare competenze insieme ai coetanei, costruire legami con gli educatori e confrontarsi da soli con i problemi più difficili. Il sindaco ha anche criticato l'idea, diffusa nel settore tecnologico, secondo cui l'istruzione basata sull'IA nei primi anni di scuola sarebbe non solo inevitabile ma necessaria, dichiarando di non condividere questa visione.
Per monitorare gli effetti del provvedimento sarà istituita una "Technology in Schools Coalition", una coalizione composta da studenti, insegnanti, genitori, funzionari eletti, esperti del settore e rappresentanti sindacali, che seguirà l'impatto della moratoria e dei progetti pilota nelle scuole superiori nel corso dell'anno scolastico, pubblicando infine un rapporto con raccomandazioni per gli anni successivi.
Il sindacato degli insegnanti (UFT) ha accolto con favore i nuovi limiti sul tempo davanti agli schermi, pur segnalando che restano numerose domande aperte sull'applicazione pratica della policy. Secondo quanto riportato da Chalkbeat New York, anche una coalizione di genitori e associazioni che da mesi chiedeva una moratoria di due anni ha definito la nuova policy "un passo nella direzione giusta", pur esprimendo perplessità sui progetti pilota che permetteranno a decine di migliaia di studenti delle superiori di utilizzare strumenti di IA generativa.
L'amministrazione municipale ha definito la misura la moratoria sull'intelligenza artificiale nelle scuole più ampia mai adottata negli Stati Uniti. Il provvedimento arriva dopo il divieto di utilizzo dei cellulari personali durante l'orario scolastico introdotto lo scorso anno a livello statale, e si inserisce in un più ampio dibattito nazionale sull'uso della tecnologia nelle aule: anche il distretto scolastico di Los Angeles, il secondo più grande del paese, ha bloccato temporaneamente l'accesso all'intelligenza artificiale generativa sui dispositivi degli studenti in tutte le classi, in attesa di elaborare una policy specifica.