Mercoledì 2 settembre 2026
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Eurispes: 2 italiani su 3 hanno un rapporto problematico col digitale

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Due italiani su tre considerano problematico il proprio rapporto con smartphone, computer e social network. È quanto emerge da un'indagine Eurispes su tecnologie digitali e salute mentale, condotta tra novembre e dicembre 2025 su un campione di oltre mille persone rappresentativo della popolazione italiana, come riporta Quotidiano Sanità.

 

Lo smartphone si conferma lo strumento più diffuso, usato regolarmente dal 94,3% degli intervistati, seguito da computer o laptop (65,2%), Smart Tv (61,2%), tablet (33,6%), smartwatch (28,4%) e console per videogiochi (17,5%). Nel complesso, il 65,8% del campione valuta in qualche misura problematico il proprio rapporto con le tecnologie digitali, con un'incidenza che sale al 41,9% tra i 18-24enni e al 30,2% tra i 25-34enni, per poi scendere nelle fasce d'età successive. Tuttavia, tra gli over 64 si registra la quota più alta di chi definisce il proprio rapporto con il digitale "molto problematico", pari al 10,2%, un dato che riflette probabilmente le difficoltà di adattamento sperimentate da parte della popolazione anziana.

I comportamenti considerati problematici riguardano quote molto ampie della popolazione, almeno in modo occasionale: l'83,9% ha usato lo smartphone più a lungo di quanto previsto, il 70,8% ha avuto la sensazione di sprecare troppo tempo online e il 65,3% ha provato ansia di fronte alla batteria del telefono scarica. Il 22,8% degli italiani utilizza il telefono anche alla guida, comportamento che tra i più giovani sale addirittura al 40%. Il 26,6% della popolazione ha tentato, senza riuscirci, di ridurre l'uso dello smartphone: una percentuale che supera il 40% nella fascia 18-34 anni, a segnalare uno scarto significativo tra l'intenzione di limitare l'uso del telefono e la reale capacità di mantenere il controllo.

 

Tra i più giovani prevale un utilizzo particolarmente intenso, sia in forma attiva che passiva: il 96,5% scorre contenuti sui social senza interagire attivamente, mentre il 98,8% osserva i profili altrui senza mai intervenire. Emergono inoltre esperienze negative vissute online: il 26% degli intervistati si è imbattuto involontariamente in contenuti violenti, mentre il 23,4% ha subito insulti o offese in rete. Questi episodi hanno un impatto misurabile sul benessere psicologico: il 45,9% dichiara ripercussioni sul proprio equilibrio emotivo e il 39,3% sull'autostima, con effetti più marcati proprio tra le fasce più giovani della popolazione.

 

Il quadro che emerge dall'indagine Eurispes è quello di una tecnologia ormai percepita come irrinunciabile nella vita quotidiana, ma che porta con sé automatismi, fatica e una crescente perdita di controllo, con criticità che si concentrano soprattutto tra le nuove generazioni.

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