Lunedì 24 agosto 2026
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Legge per vietare i social ai minori di 16 anni

OCEANIA - NUOVA ZELANDA
Notizia ·

Il governo neozelandese, guidato dal primo ministro Christopher Luxon, ha presentato in Parlamento un disegno di legge che vieta l'accesso ai social media ai minori di 16 anni. Come riporta Punto Informatico, il provvedimento, denominato Online Safety Bill, segue l'esempio dell'Australia, dove una legge analoga è in vigore dal 10 dicembre 2025. Diversi studi indipendenti e lo stesso report pubblicato dal governo australiano segnalano però che l'efficacia della norma è limitata, perché molti minorenni riescono comunque ad accedere ai social poiché la verifica dell'età spesso non funziona o non è stata ancora implementata.

 

Nonostante questi limiti, l'esecutivo di Wellington ha deciso di procedere comunque. Il testo riguarda piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat, che dovranno verificare l'età degli utenti utilizzando le informazioni già disponibili sugli account oppure ricorrendo a metodi come la scansione del volto o il caricamento di un documento di identità digitale. La legge si estende anche ai chatbot basati sull'intelligenza artificiale, mentre restano escluse le piattaforme di messaggistica come WhatsApp, i giochi online come Roblox e le applicazioni di AI a scopo produttivo, tra cui ChatGPT, Gemini e Copilot.

 

Le piattaforme interessate dovranno inoltre effettuare una valutazione dei rischi legati al proprio servizio e spiegare come intendono identificarli e ridurli. In caso di violazione degli obblighi previsti, le sanzioni potranno arrivare fino al 10% del fatturato globale dell'azienda coinvolta. Non sono invece previste sanzioni dirette per genitori o minori.

 

Luxon ha motivato la scelta citando dati secondo cui un ragazzo su tre, tra i 13 e i 17 anni, trascorre già oggi almeno cinque ore al giorno sui social media, con conseguenze negative su salute mentale, sonno, vita familiare e rendimento scolastico. "Non possiamo assolutamente accettare il danno che viene arrecato a una generazione di bambini neozelandesi", ha dichiarato il premier.

 

Il percorso parlamentare del provvedimento resta però incerto. La coalizione di governo neozelandese è composta da tre partiti - National, New Zealand First e ACT Party - ma soltanto il National, il partito dello stesso Luxon, sostiene il disegno di legge. Gli altri due alleati di governo hanno fatto sapere che non lo voteranno, per cui l'eventuale approvazione dipenderà dal sostegno dei parlamentari dell'opposizione. Il testo sarà comunque discusso dal nuovo Parlamento che uscirà dalle elezioni del 7 novembre.

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