Lampedusa. Barrot: l'Ue non lasci sola l'Italia
L'Europa non lasci sola l'Italia nel controllo della frontiera sud dell'Unione. Da Lampedusa lancia il suo appello, ai Paesi membri, Jacques Barrot, commissario Ue alla Giustizia e alle Liberta' civili, sull'isola siciliana per vigilare sul rispetto dei diritti dei migranti. Un invito, quello del vicepresidente della Commissione Europea, che fa eco ad anni di richieste di aiuto lanciate bipartisan da governi italiani di destra e sinistra. L'immigrazione e' un fardello che va condiviso, ripete, durante la serrata visita al Cie ed al centro di accoglienza. 'Anche se il nostro continente attraversa un momento di grossa crisi economica'.
Dichiarazioni politiche, ma anche un imprevisto faccia a faccia con gli extracomunitari sbarcati negli ultimi mesi a Lampedusa. Scortato dal prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per l'Immigrazione del Viminale, Barrot non si limita al 'tour' ufficiale tra la cucina del Cie, tirata a lucido per l'occasione, e le camerate dei migranti. Fa domande sulle condizioni sanitarie degli ospiti della struttura, chiede se c'e' qualcuno che sta facendo lo sciopero della fame. Poi, in un fuori programma, chiede di parlare direttamente con gli immigrati, di ascoltare le loro voci, i loro racconti. In un francese stentato decine di tunisini - al momento nella struttura di contrada Imbriacola ci sono circa 690 persone, mentre nel Cpa sono ospitati in 21 - cercano di rispondere alle domande del commissario.
'Perche' venite qui - chiede Barrot - Cosa vi aspettate?'. In pochi rispondono di voler restare in Italia. La maggior parte ha parenti in altri Paesi europei e sogna di ritrovare la propria famiglia. Tutti chiedono lavoro. Tutti dicono di essere fuggiti da fame e miseria. Per Barrot, pero', l'unica chance per una 'vita diversa' resta quella dell'ingresso regolare. 'Perche' non provate a chiedere il visto?', domanda piu' volte e, davanti al racconto delle difficolta' a cui si va incontro nel seguire questa strada, il commissario auspica 'una politica dei visti piu' generosa'.
Ma Barrot non si limita ad accertare le condizioni dei migranti, 'decenti, anche grazie agli sforzi delle autorita' italiane', e chiede rassicurazioni. Davanti ai container che costituiranno la struttura del nuovo Cie, in costruzione, nonostante il no dei lampedusani, nell'ex base Loran che ora ospita il Cpa, il commissario incalza Morcone. Vuole assicurazioni sulla capienza del centro che, a suo dire, non deve superare i 350 posti: 'non solo per motivi di sicurezza, ma anche per consentire agli ospiti di socializzare'. E il delegato del Viminale si impegna: 'Ci metto la mia faccia', risponde. Il commissario nei cui interventi ricorre spesso 'la preoccupazione per il futuro dei migranti' sorride quando Morcone gli annuncia che verranno organizzate attivita' di formazione professionale per chi restera' nel Cie in attesa di rimpatrio. Una prospettiva che piace a Barrot, che promette aiuti economici dell'Ue.
La visita lampo del commissario si conclude nei locali dell'Aeronautica, davanti all'amministrazione comunale. Alle critiche alla politica del Viminale sull'isola, risponde tirandosi fuori. 'Sono qui per controllare che l'Italia rispetti i principi europei sull'immigrazione, non per risolvere le vostre questioni politiche - dice - Mi sono informato sul trattamento riservato ai richiedenti asilo e sulle prospettive future del Cie. Ho ricevuto risposte e rassicurazioni'. Nel primo pomeriggio il commissario lascia Lampedusa per un'altra frontiera calda, Malta. 'Continueremo a vigilare e, se necessario, torneremo', promette prima di salire in aereo.(Ansa)
Dichiarazioni politiche, ma anche un imprevisto faccia a faccia con gli extracomunitari sbarcati negli ultimi mesi a Lampedusa. Scortato dal prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per l'Immigrazione del Viminale, Barrot non si limita al 'tour' ufficiale tra la cucina del Cie, tirata a lucido per l'occasione, e le camerate dei migranti. Fa domande sulle condizioni sanitarie degli ospiti della struttura, chiede se c'e' qualcuno che sta facendo lo sciopero della fame. Poi, in un fuori programma, chiede di parlare direttamente con gli immigrati, di ascoltare le loro voci, i loro racconti. In un francese stentato decine di tunisini - al momento nella struttura di contrada Imbriacola ci sono circa 690 persone, mentre nel Cpa sono ospitati in 21 - cercano di rispondere alle domande del commissario.
'Perche' venite qui - chiede Barrot - Cosa vi aspettate?'. In pochi rispondono di voler restare in Italia. La maggior parte ha parenti in altri Paesi europei e sogna di ritrovare la propria famiglia. Tutti chiedono lavoro. Tutti dicono di essere fuggiti da fame e miseria. Per Barrot, pero', l'unica chance per una 'vita diversa' resta quella dell'ingresso regolare. 'Perche' non provate a chiedere il visto?', domanda piu' volte e, davanti al racconto delle difficolta' a cui si va incontro nel seguire questa strada, il commissario auspica 'una politica dei visti piu' generosa'.
Ma Barrot non si limita ad accertare le condizioni dei migranti, 'decenti, anche grazie agli sforzi delle autorita' italiane', e chiede rassicurazioni. Davanti ai container che costituiranno la struttura del nuovo Cie, in costruzione, nonostante il no dei lampedusani, nell'ex base Loran che ora ospita il Cpa, il commissario incalza Morcone. Vuole assicurazioni sulla capienza del centro che, a suo dire, non deve superare i 350 posti: 'non solo per motivi di sicurezza, ma anche per consentire agli ospiti di socializzare'. E il delegato del Viminale si impegna: 'Ci metto la mia faccia', risponde. Il commissario nei cui interventi ricorre spesso 'la preoccupazione per il futuro dei migranti' sorride quando Morcone gli annuncia che verranno organizzate attivita' di formazione professionale per chi restera' nel Cie in attesa di rimpatrio. Una prospettiva che piace a Barrot, che promette aiuti economici dell'Ue.
La visita lampo del commissario si conclude nei locali dell'Aeronautica, davanti all'amministrazione comunale. Alle critiche alla politica del Viminale sull'isola, risponde tirandosi fuori. 'Sono qui per controllare che l'Italia rispetti i principi europei sull'immigrazione, non per risolvere le vostre questioni politiche - dice - Mi sono informato sul trattamento riservato ai richiedenti asilo e sulle prospettive future del Cie. Ho ricevuto risposte e rassicurazioni'. Nel primo pomeriggio il commissario lascia Lampedusa per un'altra frontiera calda, Malta. 'Continueremo a vigilare e, se necessario, torneremo', promette prima di salire in aereo.(Ansa)
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