Venerdì 12 giugno 2026
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Legalizzazione cannabis. Il pensiero del presidente Mujica

AMERICHE - URUGUAY
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Il progetto di legge per la legalizzazione della cannabis in Uruguay, che ha ricevuto lo scorso 31 luglio l'avvallo di una delle due camere del Parlamento, costituisce una “esperienza di avanguardia”, che puo' essere utile al mondo intero, ha detto ieri il presidente José Mujica. “In nessuna parte del mondo la repressione ha dato risultati” contro il traffico della droga. “Noi intendiamo metterci sulla frontiera della dipendenza alle droghe. Non e' una cosa semplice poiche' non abbiamo delle ricette (…), siamo coscienti che stiamo per realizzare un'esperienza di avanguardia per il mondo intero”, dice Mujica nella propria trasmissione radiofonica settimanale “Il presidente parla”.
Dopo piu' di tredici ore di dibattito, la Camera dei deputati dell'Uruguay ha approvato mercoledi' sera questa legge che fara' di questo piccolo Paese sud-americano il primo al mondo dove lo Stato controllera' la produzione e la vendita di cannabis. Il testo deve essere ancora approvato dal Senato prima della promulgazione. L'obiettivo di questo testo promosso dal presidente di sinistra, ex-guerrigliero messo in galera durante la dittatura, e' prima di tutto quello di metter fine “al mercato clandestino e avere un mercato alla luce del giorno”. Inoltre, secondo lui, mira ad un  servizio di “sanita' pubblica”, perche' “se il consumatore e' individuato si potrebbe convincerlo perche' non oltrepassi il limite”.
Il consumo non e' attualmente penalizzato in Uruguay, a differenza del commercio. Se il testo sara' approvato, i consumatori, residenti in Uruguay e iscritti in uno specifico registro, potranno acquistare fino a 40 grammi al mese nelle farmacie autorizzate.
A fronte dell'opposizione della maggior parte degli uruguayani al progetto -un recente sondaggio dell'istituto Cifra fa sapere che il 62% degli uruguayani non e' d'accordo con questa legge- Mujica assicura che “non ha intenzione di abbandonarlo” e che vuole continuare a tentare di convincerli del bene che si avrebbe da questa “esperienza per l'interesse del mondo intero”.
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