Legalizzazione cannabis. Proposta di risoluzione al Comune di Firenze
Andrea Pugliese, consigliere comunale fiorentino del Partito Democratico, ha depositato alla Presidenza del Consiglio Comunale una risoluzione che verrà portata ai prossimi Consigli Comunali che ha per Oggetto: per la depenalizzazione del consumo, della coltivazione per uso personale e della cessione di piccoli quantitativi della cannabis indica e dei suoi derivati.Segue il testo
Premesso che i rapporti dell’Onu e la relazione dell’Unione Europea 2012 segnalano un continuo aumento della diffusione e del consumo di cannabis e derivati; in particolare l’Italia è il Paese con la prevalenza più alta di consumatori rispetto alla popolazione generale: il 32% degli italiani ha provato marijuana almeno una volta nella vita;
Constatato che questi dati evidenziano il fallimento delle politiche proibizioniste che anche sul fronte dell’offerta hanno ottenuto il solo effetto di concentrarla in pochissime e potentissime organizzazioni internazionali rendendo chiaro che considerare illegale una merce che è consumata da milioni di persone produce solo un aumento di prezzo e crea mafie potenti in grado di comprarsi banche, grandi e piccole imprese, patrimoni immobiliari, media e condizionare partiti, parlamenti e governi;
Considerato che il fallimento del proibizionismo genera costi giganteschi in termini finanziari, sociali, civili, criminali ed etici;
Ricordato che nel nostro Paese la situazione si presenta drammatica anche per la vigente Legge 21 febbraio 2006, n. 49 che ha equiparato l’hashish e la marijuana a cocaina ed eroina e reprime penalmente la coltivazione domestica di cannabis ed il possesso di quantità medie per il consumo personale;
Fatto presente che questa legislazione di intransigente proibizionismo grava di costi considerevoli le finanze pubbliche in quanto assorbe risorse enormi di polizia, giudiziarie, carcerarie, genera il sovraffollamento delle nostre carceri e priva di introiti fiscali lo Stato per la mancata tassazione di un commercio tanto imponente (si calcola che lo Stato potrebbe incassare fino a 8 miliardi di euro e risparmiare somme enormi investite per la repressione del fenomeno);
Rilevato che la Commissione globale per le politiche sulle droghe, guidata dall’ex segretario dell’Onu Kofi Annan, dopo anni di ricerche ha stabilito che non è con la repressione e la criminalizzazione che si combatte il traffico di stupefacenti e si è espressa per “incoraggiare i governi a sperimentare modelli di regolamentazione legale di droghe (per la cannabis, ad esempio) che siano finalizzati a minare il potere della criminalità organizzata e a salvaguardare la salute e la sicurezza dei cittadini”. Depenalizzare il consumo delle droghe leggere è inoltre lo strumento giusto per colpire le filiere di spaccio e “concentrare le azioni repressive sulle organizzazioni criminali violente”, come si legge nel rapporto 2011 di quella stessa Commissione;
Considerato che a livello mondiale è in atto una significativa inversione di tendenza rispetto alle politiche e legislazioni proibizioniste come attestato dalle recenti scelte operate dall’Uruguay, da molti Paesi del Centro e Sud America, dal Portogallo, Australia e dagli Stati di Washington e Colorado che hanno legalizzato attraverso un referendum popolare il consumo personale di marijuana (già consentito per scopi terapeutici in 18 Stati);
Ritenuto che nel nostro Paese sia necessario intervenire intanto con alcune urgenti e limitate modifiche che maggiormente hanno mostrato limiti di efficacia e palesi irrazionalità, per introdurre un principio di graduazione del diverso livello di pericolosità dei comportamenti e per concentrare l’azione di contrasto sulle sostanze e sulle condotte di maggiore pericolosità;
Ritenuto che, in tale contesto, sia necessario escludere dalla fattispecie del reato e dalla punibilità la detenzione, la coltivazione e la cessione a terzi di quantità di cannabis o di prodotti da essa derivati per piccoli quantitativi destinati all’uso personale ed immediato, salvo che il destinatario sia un minore;
CHIEDE
- Al Parlamento di iniziare un percorso per superare i limiti dell’attuale impianto di tipo proibizionistico che caratterizza la legislazione italiana, prendendo spunto dal Disegno di Legge presentato dal senatore Luigi Manconi per modificare l’art. 73 e 75 del Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di coltivazione e cessione della cannabis indica e dei suoi derivati escludendo dalla fattispecie del reato e dalla punibilità la detenzione, la coltivazione e la cessione a terzi di quantità di cannabis o di prodotti da essa derivati per piccoli quantitativi destinati all’uso personale ed immediato, salvo che il destinatario sia un minore;
DECIDE
- Di inviare la presente risoluzione al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Sanità, al Ministro degli Interni, al Ministro della Giustizia, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Parlamentari toscani, al Presidente della Giunta Regionale della Toscana, al Presidente del Consiglio Regionale della Toscana.
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