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 U.E. - U.E. - Libertà di espressione. Rapporto Consiglio d'Europa su situazione 2018
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5 maggio 2019 9:53
 
Un rapporto pubblicato il 2 maggio, alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, dal Servizio della società dell’informazione del Consiglio d'Europa, individua le principali minacce alla libertà d’espressione in Europa nel 2018 e le azioni che i governi dovrebbero avviare per contrastarle in via prioritaria.
Il rapporto desta una serie di preoccupazioni riguardanti l’aumento della violenza e delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti e ricorda l’omicidio di almeno due giornalisti che indagavano attivamente su casi di corruzione e criminalità organizzata.
I crescenti attacchi verbali e la legislazione restrittiva che le ONG devono affrontare in alcuni paesi sono anch’essi motivo di preoccupazione, così come la diffusione della disinformazione attraverso i media e i canali online e l’impatto negativo della rivoluzione digitale sulla sostenibilità finanziaria del giornalismo investigativo e di qualità.
Il rapporto elenca cinque linee d‘azione che richiedono una particolare attenzione da parte del Consiglio d’Europa e dei suoi 47 Stati membri. Tali priorità includono la protezione efficace dei giornalisti dalla violenza e dalle intimidazioni, misure antiterrorismo che non siano utilizzate in modo abusivo per limitare indebitamente la libertà di stampa e la tutela dei media di servizio pubblico e di un giornalismo investigativo e di qualità.
In aggiunta, gli Stati dovrebbero intensificare i propri sforzi per elaborare un quadro giuridico chiaro che affronti le responsabilità degli intermediari di Internet in materia di libertà di espressione e fare in modo che la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sia integrata sistematicamente ai sistemi giudiziari e normativi nazionali.
Il rapporto sottolinea che il controllo da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo rimane uno strumento fondamentale per garantire che le leggi e le pratiche nazionali siano coerenti con le norme stabilite dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Nel 2018, la Corte ha emesso più di 70 sentenze riguardanti casi di libertà di espressione, che rilevano violazioni in circa due terzi di esse.

Nella parte sull’indipendenza dei media si legge che: «Pressioni finanziarie, favoritismi e altre forme di manipolazione indiretta dei media e sono sempre più utilizzati da politici di ogni tipo». L’Italia è inserita come esempio *: «il vice primo ministro e leader del Movimento cinque stelle ha chiesto alle aziende statali di interrompere la pubblicità sui giornali e ha annunciato piani per “una riduzione dei contributi pubblici indiretti” ai media nel bilancio 2019. Nel novembre 2018, ha pubblicato sui social media un post contenente frasi offensive nei confronti dei giornalisti italiani e ha richiesto nuove restrizioni di legge sugli editori».

* (pag.14 del rapporto, primo capoverso). Platform alert, “Deputy Prime Minister Di Maio and former MP Battista insulted journalists,” 12 November 2018.
 
 
 
 
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