Lotta alle droghe. Gli impegni del presidente Santos con gli Usa
Nuovi impegni sulla strategia di contrasto alle droghe, e l'allarme sulla situazione in Venezuela. Sono i punti principali dell'incontro svolto ieri a Bogota' tra il segretario di stato Usa Rex Tillerson, impegnato da inizio febbraio in un tour in America latina, e il capo di stato colombiano Juan Manuel Santos. La Colombia, ha assicurato Santos in una conferenza stampa rilanciata dai media locali, intende portare a compimento entro il 2018 lo sradicamento di 115mila ettari di coltivazioni illecite, che si aggiungono ai 90mila ettari nei quali grazie a un accordo raggiunto con 124mila famiglie, si procedera' alla sostituzione di semine illecite con altre legali. Il tema e' particolarmente sentito nell'agenda bilaterale: Washington mantiene alta l'attenzione sulla capacita' della Colombia di contrastare produzione e traffico di stupefacenti, Bogota' rivendica gli sforzi fatti, e ricorda il peso della domanda di droghe proveniente dal mercato statunitense.
Un dossier che si intreccia con quello della sicurezza nella regione e degli sviluppi del processo di pace siglato a fine 2016 con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Un processo che ha bisogno pero' di nuovo impulso, aveva spiegato il segretario di Stato alla vigilia dell'incontro. La Casa Bianca prosegue nella volonta' di appoggiare il processo di pace, anche se il presidente Donald Trump aveva chiesto al Congresso di ridurre del 35 per cento l'appoggio economico per questo capitolo nel 2018, richiesta naufragata assieme alla mancata approvazione del bilancio. Sul tavolo rimangono comunque le perplessita' mai celate di Washington su alcuni aspetti dell'accordo di pace, ed in particolare quello che impedisce in parte che membri dell'ex guerriglia possano essere estradati su richiesta della giustizia Usa.
Un dossier che si intreccia con quello della sicurezza nella regione e degli sviluppi del processo di pace siglato a fine 2016 con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Un processo che ha bisogno pero' di nuovo impulso, aveva spiegato il segretario di Stato alla vigilia dell'incontro. La Casa Bianca prosegue nella volonta' di appoggiare il processo di pace, anche se il presidente Donald Trump aveva chiesto al Congresso di ridurre del 35 per cento l'appoggio economico per questo capitolo nel 2018, richiesta naufragata assieme alla mancata approvazione del bilancio. Sul tavolo rimangono comunque le perplessita' mai celate di Washington su alcuni aspetti dell'accordo di pace, ed in particolare quello che impedisce in parte che membri dell'ex guerriglia possano essere estradati su richiesta della giustizia Usa.
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