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 ARGENTINA - ARGENTINA - Lotta narcotraffico. Nuovo piano del Governo
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12 giugno 2018 16:16
 
Lotta contro il narcotraffico e rafforzamento della giustizia federale, sono questi i punti principali di un ambizioso progetto di ampliamento delle risorse affidate alla magistratura presentato ieri dal presidente argentino Mauricio Macri. Il progetto, denominato "Argentina senza narcotraffico", prevede la creazione di 94 nuovi tribunali con i rispettivi giudici e la nomina di 85 nuovi pubblici ministeri in tutto il territorio nazionale dediti specialmente alla persecuzione del traffico di droga. Alla presentazione dell'iniziativa, riferisce "La Nacion", erano presenti oltre ai principali rappresentanti dell'area della Giustizia, come il ministro German Garavano, il presidente della Corte suprema, Ricardo Lorenzetti, ed il Procuratore generale, Eduardo Casal, anche i governatori delle principali province di frontiera, l'area piu' esposta alle attivita' del narcotraffico e che piu' beneficera' di questa iniziativa.
 "L'obiettivo del progetto e' raddoppiare i tribunali federali che gia' esistono per poter combattere piu' efficacemente il narcotraffico specialmente nelle zone di frontiera", ha dichiarato il ministro della Giustizia, German Garavano. L'applicazione del programma "Argentina senza narcotraffico" dipendera' dai tempi di approvazione della legge, sulla quale esiste gia' il consenso di parte dell'opposizione, e dai tempi di creazione dei tribunali, selezione e nomina dei giudici, ed in questo senso il ministro prevede che "il processo potrebbe durare tra uno e due anni". "La lotta contro il narcotraffico e' una politica di stato e c'e' l'impegno di tutto il potere politico, del presidente, dei ministri e dei governatori, di appoggiare il lavoro che svolgono i giudici", ha affermato Garavano.
Secondo il ministro si tratta di un progetto "cruciale" che si integra con l'applicazione del nuovo Codice di procedura penale" a partire dalla fine di quest'anno" e con il progetto di riforma del Codice penale che verra' presentato il 21 giugno in Parlamento e che prevede l'inasprimento delle pene per i delitti legati al traffico di stupefacenti. Il Senato argentino aveva approvato il 26 aprile scorso un pacchetto di modifiche al Codice di procedura penale (Cpp) che introduce nuove norme e figure fondamentali tuttora assenti come quella del "collaboratore di Giustizia". Le nuove disposizioni, oltre ad armonizzare con il Codice diverse figure penali introdotte negli ultimi due anni, ne hanno incorporato di nuove, come la figura del cosiddetto "pentito", la flagranza di reato e la responsabilita' penale imprenditoriale.
Alcune modifiche inizialmente previste in una sezione dedicata alle "Tecniche speciali di investigazione, e soprattutto quelle che prevedevano un'estensione delle facolta' di "vigilanza remota" e di manomissione di apparecchi elettronici, sono state scorporate nel corso del dibattito parlamentare. Questo su suggerimento anche di diverse organizzazioni non governative, considerando che era necessario un approfondimento in sede di commissione e che si correva il rischio di introdurre misure eccessivamente lesive del diritto alla privacy.
 Il governo argentino aveva annunciato di recente che e' inoltre sotto analisi l'ipotesi di utilizzare unita' delle Forze armate in operazioni di sicurezza, principalmente sul fronte della lotta al narcotraffico, al terrorismo ed al crimine organizzato. Per avanzare su questo punto, segnala il quotidiano "La Nacion", l'esecutivo deve tuttavia prima revocare un decreto dell'ex presidente Nestor Kirchner che vieta la partecipazione militare in compiti che non siano esclusivamente di difesa e soprattutto superare la forte opposizione di una parte della societa' che non dimentica i crimini perpetrati durante la dittatura. "Aiuteremo il ministero della Sicurezza nelle frontiere dove abbiamo registrato oltre cento passaggi non ufficiali", ha dichiarato il ministro della Difesa, Oscar Aguad, a margine di un evento per la celebrazione della "giornata dell'Esercito" al quale ha partecipato insieme al presidente Mauricio Macri. Lo stesso presidente, nel suo discorso, ha dichiarato che "c'e' bisogno di Forze armate che si adattino alle necessita' del ventunesimo secolo e siano preparate ad affrontare le minacce che oggi ci preoccupano".
E' in questo senso che Macri ha espresso l'esigenza di "un maggiore sforzo di collaborazione con altre aree dello Stato" e la possibilita' che unita' dell'Esercito collaborino "con appoggio logistico alle forze di sicurezza". L'obiettivo, ha precisato il presidente, e' quello di "proteggere gli argentini dalle minacce e dalle sfide attuali", ma anche quello di contribuire "alla politica estera" del paese. Il ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, presente all'evento, ha dichiarato da parte sua che "per noi e' benvenuta ogni collaborazione volta alla protezione della cittadinanza". Il capo delle forze di Sicurezza ha quindi confermato che "si sta affrontando la necessita' di modifiche normative" e che al momento e' gia' vigente una collaborazione nelle frontiere tra Esercito e Gendarmeria attraverso l'operazione "scudo del Nord" avviata dal precedente governo di Cristina Kirchner.
Il ministro della Difesa, Oscar Aguad, sottolineava che oggi l'Esercito gia' dispone della facolta' di collaborare su missioni di appoggio logistico e di mettere a disposizione le sue infrastrutture, anche se ha confermato che si sta discutendo della possibilita' della assunzione di "nuove responsabilita'", come la partecipazione nella lotta al narcotraffico, al terrorismo ed al crimine organizzato. Un'altra disposizione che si sta valutando sarebbe il travaso volontario di soldati alle forze di Gendarmeria (frontiera terrestre) e Prefettura (frontiere marine).
Il ministro della Difesa, Oscar Aguad, sottolineava che oggi l'Esercito gia' dispone della facolta' di collaborare su missioni di appoggio logistico e di mettere a disposizione le sue infrastrutture, anche se ha confermato che si sta discutendo della possibilita' della assunzione di "nuove responsabilita'", come la partecipazione nella lotta al narcotraffico, al terrorismo ed al crimine organizzato. Un'altra disposizione che si sta valutando sarebbe il travaso volontario di soldati alle forze di Gendarmeria (frontiera terrestre) e Prefettura (frontiere marine).
I vicini Uruguay e Brasile permettono alle Forze armate di agire come forze di sicurezza in un raggio di 20 km lungo le frontiere, sottolineano fonti ufficiali a "La Nacion" che sostengono che l'Argentina e' "il paese piu' arretrato nella regione in questo senso", e che l'attuale limitazione "e' ridicola". "Per noi l'importante e' iniziare il dibattito su questo fronte", ha dichiarato un esponente del governo presente all'atto, sottolineando che "le Forze armate non sono le stesse della dittatura". E' questo uno dei punti piu' delicati della questione della partecipazione militare in questioni di sicurezza per una importante fetta della societa' argentina che ancora oggi reclama giustizia nei confronti dei crimini perpetrati all'epoca del governo militare.
Estela Carlotto, presidente dell'associazione non governativa "Abuelas" della Piazza di Maggio, avverte sul fatto che "si sta torcendo l'azione delle Forze Armate dal nemico esterno al nemico interno". "Lo possiamo vedere gia' da adesso con la repressione delle manifestazioni e la brutalita' che si scatena da parte delle forze dell'Ordine" ha aggiunto Carlotto in dichiarazioni rilanciate dal quotidiano "Pagina 12". Il governo argentino deve ad ogni modo fare fronte ad esigenze speciali determinate dall'organizzazione del G20 previsto per i prossimi 30 novembre e 1 dicembre a Buenos Aires. In questo senso l'Argentina dovra' dotarsi di moderni aerei a capacita' supersonica, oltre ad un sistema di difesa missilistico e radar di ultima generazione in vista del summit dei capi di stato. Si tratta di uno standard minimo, richiesto dai servizi di sicurezza delle principali potenze che parteciperanno al summit, e principalmente Stati Uniti, Russia e Cina.
 (agenzia stampa Nova)
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