Mappa europea della diffusione dell'Hiv
Il virus dell'Aids e' un maestro di trasformismo: in pochi decenni l'Hiv si e' manifestato sotto varie forme che poi si sono insediate nelle diverse aree del mondo. In Africa circolano soprattutto i sottotipi A, C e D; in Usa si riscontra quasi solo il tipo B, che e' dominante anche in Europa.
Un gruppo internazionale, presieduto da Dimitrios Paraskevis dell'Universita' di Atene, ha tentato, per la prima volta, di capire la dinamica dell'Hiv e di rintracciare il percorso del virus all'interno del continente europeo.
L'equipe ha esaminato i virus di 4.000 sieropositivi di 16 Stati europei piu' Israele, limitandosi alle infezioni causate dal sottotipo B. La ricerca ha mostrato che il virus non e' diffuso in modo omogeneo, tanto da consentire agli studiosi di suddividere gli Stati in tre tipi: gli esportatori di Hiv; gli importatori e quelli in cui il virus si muove nelle due direzioni (Retrovirology, vol.6. pg. 49). Il maggior esportatore e' la Grecia; seconda la Spagna, seguita da Portogallo e Serbia. "Grecia, Spagna e Portogallo sono le mete preferite dai turisti dell'Europa centrale", dice Paraskevis, e questo potrebbe voler dire che le persone si contagiano soprattutto in vacanza. Gli Stati importatori sono Austria, Belgio, Danimarca, Germania e Lussemburgo. Quest'ultimo ha la piu' alta quota di virus importati dalle nazioni europee, e soprattutto dal Portogallo -forse perche' il 13% della popolazione e' d'origine portoghese. In un'altra serie di Stati l'Hiv si muove nelle due direzioni. Tra questi, Italia, Israele, Norvegia, Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Svizzera. Qui la spiegazione probabile e' che si tratta di Paesi ad alto tasso di migrazione. La Polonia fa invece storia a se': ne' importazione ne' esportazione di virus, ma una famiglia chiusa. L'ipotesi e' che il virus sia stato introdotto chissa' quando da una persona e che da allora si propaghi soprattutto nell'ambiente della droga. "I virus viaggiano con le persone", conclude Paraskevis. "Conoscere le vie di trasmissione puo' servire ad adottare migliori e piu' adeguate misure di prevenzione".
Un gruppo internazionale, presieduto da Dimitrios Paraskevis dell'Universita' di Atene, ha tentato, per la prima volta, di capire la dinamica dell'Hiv e di rintracciare il percorso del virus all'interno del continente europeo.
L'equipe ha esaminato i virus di 4.000 sieropositivi di 16 Stati europei piu' Israele, limitandosi alle infezioni causate dal sottotipo B. La ricerca ha mostrato che il virus non e' diffuso in modo omogeneo, tanto da consentire agli studiosi di suddividere gli Stati in tre tipi: gli esportatori di Hiv; gli importatori e quelli in cui il virus si muove nelle due direzioni (Retrovirology, vol.6. pg. 49). Il maggior esportatore e' la Grecia; seconda la Spagna, seguita da Portogallo e Serbia. "Grecia, Spagna e Portogallo sono le mete preferite dai turisti dell'Europa centrale", dice Paraskevis, e questo potrebbe voler dire che le persone si contagiano soprattutto in vacanza. Gli Stati importatori sono Austria, Belgio, Danimarca, Germania e Lussemburgo. Quest'ultimo ha la piu' alta quota di virus importati dalle nazioni europee, e soprattutto dal Portogallo -forse perche' il 13% della popolazione e' d'origine portoghese. In un'altra serie di Stati l'Hiv si muove nelle due direzioni. Tra questi, Italia, Israele, Norvegia, Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Svizzera. Qui la spiegazione probabile e' che si tratta di Paesi ad alto tasso di migrazione. La Polonia fa invece storia a se': ne' importazione ne' esportazione di virus, ma una famiglia chiusa. L'ipotesi e' che il virus sia stato introdotto chissa' quando da una persona e che da allora si propaghi soprattutto nell'ambiente della droga. "I virus viaggiano con le persone", conclude Paraskevis. "Conoscere le vie di trasmissione puo' servire ad adottare migliori e piu' adeguate misure di prevenzione".
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