Domenica 13 settembre 2026
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Migranti, l'accordo Francia-UK "uno entra, uno esce" fa acqua

EUROPA
Notizia ·

L'intesa tra Regno Unito e Francia sui migranti, presentata a luglio 2025 dall'allora premier britannico Keir Starmer e dal presidente francese Emmanuel Macron come un accordo "epocale", si sta rivelando fallimentare secondo diverse organizzazioni per i diritti umani. Come riporta il Guardian, centinaia di richiedenti asilo rimandati dal Regno Unito in Francia nell'ambito del patto "uno entra, uno esce" risultano scomparsi, e tra loro figurerebbero almeno 41 minorenni la cui età era ancora in fase di verifica al momento del rimpatrio.

 

Il meccanismo prevede che il Regno Unito possa rimandare in Francia i migranti arrivati illegalmente attraversando la Manica su piccole imbarcazioni, in cambio dell'accoglienza legale di un pari numero di richiedenti asilo provenienti dalla Francia, purché questi ultimi dimostrino legami familiari con il Regno Unito. L'accordo, entrato in vigore a settembre 2025, scadrà il 1° ottobre e al momento non è chiaro se e con cosa verrà sostituito. La ministra dell'Interno britannica Shabana Mahmood starebbe spingendo per un suo prolungamento e ampliamento, mentre il governo francese vorrebbe che il meccanismo venisse esteso a livello europeo, così da non lasciare Parigi come unico paese tenuto ad accettare i rimpatriati dalle piccole imbarcazioni. Un politico francese ha riferito al Guardian che le sollecitazioni di Parigi verso altri paesi europei, affinché si facciano carico di una quota di richiedenti asilo, non hanno finora ricevuto risposte positive.

 

I numeri raccontano di un'intesa dall'impatto molto limitato: da settembre 2025 sono state trasferite in Francia circa 1.400 persone, appena il 4% dei 32mila migranti che hanno attraversato la Manica da quando l'accordo è stato firmato. A questo dato va aggiunto che una minoranza significativa di chi è stato rimpatriato ha fatto ritorno una seconda volta nel Regno Unito, spesso nascondendosi e vivendo "sotto traccia"; per questo motivo Londra e Parigi hanno modificato il trattato per consentire un secondo rimpatrio anche a chi rientra nascosto su camion.

 

Durante un incontro parlamentare a Westminster, presieduto da Lord German, relatore generale su asilo e migrazione per l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, e da Alex Sobel, nuovo presidente della commissione congiunta sui diritti umani del Parlamento britannico, rappresentanti di diverse ONG hanno riferito ai parlamentari le loro preoccupazioni sulle sparizioni e su altre criticità dello schema. Maddie Harris, direttrice dell'organizzazione Humans for Rights Network, ha spiegato che diverse ONG hanno stilato un elenco di almeno 41 persone di età contestata - minorenni secondo le organizzazioni - che sarebbero state rimpatriate illegalmente in Francia. La detenzione di minori non accompagnati in centri per adulti è vietata dalla legge, e i minori sono esplicitamente esclusi dall'accordo bilaterale.

Il ministero dell'Interno britannico ha respinto con fermezza le accuse, dichiarando categoricamente che nessuno con età contestata sarebbe stato rimpatriato in Francia nell'ambito dell'accordo. Tuttavia, gli organismi indipendenti di controllo delle carceri e dei centri di detenzione (gli Independent Monitoring Boards) hanno segnalato che quasi cento minori sarebbero stati erroneamente identificati e trattenuti come adulti nell'ambito dello schema.

Nel corso dell'incontro parlamentare sono emerse anche testimonianze sulle condizioni di salute di alcuni rimpatriati. Nihal Osman, coordinatrice di programma per Medici Senza Frontiere, ha riferito che i richiedenti asilo arrivano in Francia in condizioni "profondamente preoccupanti", con sintomi che includono flashback, ansia acuta, autolesionismo, pensieri suicidi e crolli psicologici. Il Guardian ha inoltre intervistato diversi rimpatriati che non sono più in contatto con le autorità francesi e che vivono ora nella clandestinità in Europa, sostenendo di essersi resi irreperibili a causa dell'ostilità delle autorità francesi nei loro confronti.

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