Myanmar supera l'Afghanistan come principale fonte di oppio: effetti sul confine indiano

Il Myanmar ha scalzato l'Afghanistan dal ruolo di principale fonte mondiale di oppio illecito, con ricadute dirette sul confine orientale dell'India. È quanto emerge dal Rapporto annuale 2025 del Narcotics Control Bureau (NCB), l'agenzia antidroga indiana, presentato durante la riunione di vertice del Narco-Coordination Centre (NCORD) a Nuova Delhi.
Il cambiamento di scenario è la conseguenza diretta del crollo quasi totale della produzione afghana: dopo il divieto imposto dai Taliban sulla coltivazione del papavero da oppio nel 2022-2023, la produzione in Afghanistan si è ridotta di circa il 93-95%, azzerando di fatto il ruolo del cosiddetto "Mezzaluna d'Oro" (Afghanistan, Pakistan e Iran) come principale area di approvvigionamento globale. Il vuoto lasciato è stato colmato dal "Triangolo d'Oro", la regione che comprende Myanmar, Laos e Tailandia.
Secondo i dati del Myanmar Opium Survey 2025, la coltivazione del papavero da oppio nel paese ha raggiunto un massimo decennale, passando da 45.200 ettari nel 2024 a 53.100 ettari nel 2025, con un aumento del 17% in un solo anno. Per la prima volta, colture significative sono state rilevate anche nella regione di Sagaing, che confina direttamente con il nordest dell'India ed è fortemente destabilizzata dal conflitto seguito al colpo di stato militare del 2021. Il conflitto interno e il collasso economico nel paese hanno reso la coltivazione dell'oppio una fonte di sussistenza cruciale per le famiglie rurali, con ricavi stimati tra 300 e 487 milioni di dollari l'anno, secondo l'UNODC.
Le conseguenze sul versante indiano sono concrete e documentate. Le forze dell'ordine segnalano un aumento netto delle quantità di eroina sequestrate nel nordest del paese: da 7 chilogrammi nel 2023 si è passati a 9 nel 2024, per poi balzare a 31 chilogrammi nel 2025. Di questi, ben 17 chilogrammi sono stati intercettati in Assam. Il corridoio di Manipur (lungo la NH102) rappresenta la via di accesso terrestre primaria per eroina e compresse di metanfetamina, mentre il corridoio di Champhai, in Mizoram, smista i carichi verso la Valle di Barak in Assam. Il rapporto NCB segnala esplicitamente il legame tra questo traffico, il contrabbando di armi e il finanziamento di gruppi insurrezionali, configurando la questione come un problema di sicurezza interna oltre che di sanità pubblica.
Il Myanmar non è solo un produttore di oppiacei: è anche un importante centro di distribuzione di droghe sintetiche come la metanfetamina e la ketamina, controllate da gruppi armati etnici nello Stato di Shan. A ciò si aggiunge un fenomeno crescente sul fronte occidentale: il contrabbando via drone dal Pakistan verso il Punjab è aumentato di quasi cento volte in cinque anni, passando da 3 episodi nel 2021 a 305 nel 2025. Il Punjab raccoglie oltre il 97% dei sequestri di droga effettuati con droni lungo il confine con il Pakistan e il 58% di tutta l'eroina sequestrata in India nel 2025.
Il rapporto NCB, basato su dati raccolti da tutti gli stati e territori dell'Unione, ha registrato un record assoluto: oltre 1,48 lakh di casi e sequestri superiori a 1.200 tonnellate tra stupefacenti e sostanze psicotrope. Tra le minacce emergenti segnalate figurano i nitazeni, una classe di oppioidi sintetici ritenuti fino a 500 volte più potenti dell'eroina, e il ricorso a piattaforme di messaggistica cifrata — Telegram, WhatsApp e Signal — come canali di pubblicizzazione e vendita, con pagamenti in criptovaluta per garantire l'anonimato.
Come riporta Vajiram & Ravi nella sua analisi del rapporto NCB, il documento sottolinea come il commercio di narcotici finanzi reti criminali organizzate, corruzione e riciclaggio di denaro, con gravi ripercussioni sulla salute pubblica — in particolare tra i giovani degli stati di confine — e sulla sicurezza interna del paese.