Venerdì 12 giugno 2026
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Narcoguerra. 102 giornalisti uccisi negli ultimi 10 anni, un quinto di tutto il mondo

AMERICHE - MESSICO
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Negli ultimi dieci anni, almeno 500 giornalisti sono morti in tutto il mondo nell'esercizio della loro professione, secondo l'ONU. Un quinto di questi lavorava vin Messico. La Fiscalía Especial para la Atención de Delitos cometidos contra la Libertad de Expresión (la Procura Speciale per l'attenzione ai crimini contro la liberta' d'espressione), che dipende dalla Procura Generale della Giustizia messicana, ha registrato 102 omicidi contro la stampa negli ultimi 14 anni. Sono i primi dati ufficiali pubblicati dal Governo da quando, nel 2010, fu creato questo organismo.
Secondo questi dati, gli assassinii dei giornalisti si sono intensificati a partire dal 2006, il primo anno del Governo di Felipe Calderon (2006-2012), quando l'ex-presidente adotto' una strategia molto dura per fronteggiare i cartelli della droga in Messico. Mentre tra il 2000 e il 2006, durante il mandato di Vicente Fox, le vittime dei delitti contro la liberta' d'espressione furono 21, nel sestennio di Calderon sono salite a 71. Il documento fa sapere che che l'anno piu' nero per la stampa e' stato il 2010, con un totale di 13 morti.
“Il numero complessivo di morti, e' considerevolmente minore rispetto alla denuncia fatta dall'associazione Articulo 19, dice il suo direttore per il Messico, Dario Ramirez. L'organizzazione di difesa dei diritti dei professionisti dell'informazione ha documentato nel medesimo periodo 77 morti in tutto il Paese. Mentre per la Commissione Nazionale sui diritti umani, il numero e' ancora maggiore, con 86 morti. “Il numero complessivo e' molto preoccupante” -dice la titolare della Procura, Laura Angelina Borbolla- “perche' i comunicatori esercitano una funzione sociale fondamentale”.
Secondo Ramirez, i dati sono “una chiara evidenza del contesto di insicurezza degli ultimi 14 anni, dell'incapacita' dello Stato messicano ad impedire gli assassini e anche dell'impunita' degli stessi”. Il rapporto pubblicato dalla Procura, riconosce che per solo 155 casi ci sono le indagini preliminari in corso, mentre 33 sono conclusi.
“Il ritmo delle indagini non dipende dal numero dei funzionari che vi sono dediti ne' dalla capacita' del dipartimento, bensi' dal procedimento, che e' lungo. L'istruzione delle prove dura come minimo nove mesi. Standard che corrispondono a quelli della Procura Generale della Repubblica”.
Secondo i dati, dall'anno 2000 le zone piu' violente sono Chihuahua (16 morti) e Veracruz (15). La regione del sud-est, dove c'e' quest'ultimo Stato, e' la piu' pericolosa per esercitare la professione giornalistica, con 35 persone assassinate, mentre il nord-est e' al secondo posto con 27 omicidi.
Secondo un rapporto di Réporter sans Frontières, il Messico e' tra i 30 Paesi piu' pericolosi al mondo per esercitare la professione di giornalista, al pari di nazioni come Iraq, Corea del Nord, Iran e Siria.
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