Venerdì 12 giugno 2026
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Narcoguerra. Caso Iguala. Famigliari chiedono aiuto ai narcos per conoscere la verita'

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·
I famigliari dei 43 studenti vittime del “caso Iguala” non hanno fiducia nelle spiegazioni del Governo di cio' che e' accaduto (i loro figli sarebbero stati assassinati e nascosti nella calce da alcuni narcos che li avevano scambiati per delinquenti rivali), e questa settimana hanno pubblicamente chiesto aiuto ad un narco locale perche' indaghi e faccia loro sapere i particolari di quanto accaduto.
Hanno messo il loro messaggio in una strada della citta' di Iguala, scritto in modo visibile e grande, facendo riferimento ad un messaggio che, a loro volta, era stato loro inviato da questo narco alle famiglie a meta' di febbraio scorso: “Signor Santiago Mazari Hernàndez. Noi padri di famiglia le mandiamo umilmente questo messaggio. Le chiediamo il favore di aiutarci a conoscere la sorte dei nostri figli, poiche' il Governo non e' stato serio con noi. Non solo, ma ci ha fatto male con le sue menzogne. Noi siamo gente povera ed hanno calpestato la nostra dignita'. Vorremmo sapere in tutti i modi come ci potete aiutare. Siamo disposti ad incontrarla se lei lo vuole”.
I famigliari continuano a pensare che i propri congiunti non siano morti ed intendono esplorare ogni ambito per saperlo, cosi' come ha spiegato per telefono questa mattina Carmen Rodriguez, sorella di una delle vittime, Christian Rodriguez, di 19 anni: “La certezza che hanno i loro genitori e' che siano vivi e non morti. Sono disposti a fare tutto cio' che e' necessario perche' i ragazzi ritornino nella vita quotidiana”.
Santiago Mazari, e presumibilmente un leader del cartello dei Los Rojos. Un gruppo criminale locale che e' in lotta per il controllo del territorio dello Stato di Guerrero (dove si trova Iguala) contro un altro cartello chiamato Guerreros Unidos, a cui il Governo imputa la mattanza degli studenti. Nel messaggio che Mazari, alias “El Carrete”, aveva inviato ai famigliari delle vittime, si legge che le autorita' vogliono ucciderlo perche' “non si conosca la verita' sul caso” e che gli sarebbe piaciuto parlare coi famigliari per rimuovere gli ostacoli che impediscono la verita'.
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