Martedì 9 giugno 2026
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Narcoguerra. A che punto e' la nuova strategia di lotta del Governo. I desaparecidos

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·
 Il segretario del Governo messicano. Miguel Angel Osorio Chong, si e' impegnato ieri 24 maggio, in un incontro con la stampa internazionale, a produrre entro due mesi “le statistiche nel numero delle persone scomparse” (desaparecidos) in Messico nell'ambito della guerra contro il narcotraffico. Osorio Chong ha precisato che le polemiche sul numero di piu' di 26.000 desaparecidos durante il sestennio del presidente Felipe Calderon (2006-2011), reso noto un mese fa, si riferisce in realta' a persone “non individuate”, in molti casi di gente che ha lasciato il proprio luogo di residenza in seguito a problemi famigliari o di altro tipo. Il segretario ha portato come esempio quello di uno Stato, che non ha detto quale sia, in cui “su 900 casi di presunti desaparecidos ne sono poi stati rintracciati 700”, ed ha assicurato che la futura lista sara' con i nomi e cognomi delle vittime e con il luogo e la circostanza in cui sono spariti.
I desaparecidos nella lotta contro il crimine organizzato pesano come una lastra di marmo sul giudizio politico che la storia dara' sulla presidenza di Calderon (e' gia' in corso un'iniziativa in questo senso da parte della Corte Penale Internazionale de L'Aja), e sono motivo di forte indignazione da parte della societa' civile messicana. Recentemente un gruppo di madri di disaparecidos ha fatto uno sciopero della fame di una settimana a Citta' del Messico per esigere dal Governo informazioni sui propri figli.
Secondo il segretario del Governo questo dramma e' un esempio della mancanza di coordinamento tra le differenti istanze del Governo e la precedente Amministrazione. “Non esiste una base di dati di desaparecidos in quanto tali. Molto morti durante gli scontri a fuoco tra i cartelli sono finiti nelle fosse comuni senza essere stati identificati”. Ed e' proprio questo coordinamento -tra Procura Generale della Repubblica, Esercito, Marina, corpi di polizia e servizi di intelligence- che fa la differenza della politica di sicurezza del Governo attuale rispetto a quello precedente. Come esempio ha portato il fatto che su 105.000 detenuti durante il precedente sestennio, solo 3.000 sono attualmente sotto giudizio o stanno scontando una pena pur in assenza di prove. Il Governo federale si riunisce mensilmente coi governatori delle cinque zone di sicurezza in cui e' stato diviso il Paese per sviluppare una politica comune in merito.
Oltre al coordinamento, il segretario ha sottolineato che le altre differenze sono in come oggi vengono presentati i detenuti per delinquenza organizzata. “Non vengono mostrati in televisione da ogni istituzione che li cattura e non li si trasforma in eroi nazionali. Cosi' come si violava il giusto processo mettendoli in liberta'”. Secondo Osorio Chong, in questi sei mesi del nuovo Governo, “sono astati abbattuti piu' di 50 importanti obiettivi”.
In merito ai risultati della nuova strategia, il ministro ha assicurato che il numero di morti relazionati con il crimine organizzato, e' calato di circa il 20%. Secondo i dati ufficiali, tra dicembre e aprile scorso ci sono stati 5.296 omicidi rispetto ai 6.432 che erano stati registrati tra luglio e novembre del 2012, il 18% in meno. Il numero quotidiano di morti in tutto il Paese tra gennaio e la meta' di maggio e' stato di 34 rispetto ai 41 del medesimo periodo dell'anno scorso.
Una strategia che si sta mettendo alla prova in questi giorni nello Stato di Michoacan, paradossalmente il medesimo Stato del sud-ovest del Paese in cui Calderon lancio' la guerra contro il narcotraffico nel dicembre del 2006 e schiero' per la prima volta l'Esercito nelle strade. Sette anni dopo, la situazione di caos che viene vissuta in buona parte del territorio, ha spinto l'attuale Governo a dispiegare proprio li' un cospicuo numero di forze di polizia e militari.
Secondo Osorio Chong il Michoacan e' molto importante perche' collega i porti del Pacifico, da dove entra in Messico buona parte della droga proveniente dal Sudamerica, e perche' la sua destabilizzazione da parte dei cartelli coinvolge il centro del Paese. Lo Stato ha avuto tre governatori diversi negli ultimi sei anni e ci sono state due operazioni di polizia su grande scala. “Noi stiamo facendo come prima”. “C'e' uno splendido coordinamento con un comando unico nelle mani dell'Esercito, che sta lavorando per guadagnarsi la fiducia da parte delle varie comunita' civiche”.
Nel contempo state lavorando sulle autorita' e le forze di polizia corrotte e legate ai narcos?, gli e' stato chiesto da un giornalista nella conferenza stampa. “Stiamo investigando su coloro che sono stati individuati come legati al crimine organizzato. Presto faremo i loro nomi e cognomi”, ha risposto il segretario.
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