I narcos puntano all'Europa passando dall'Africa
I narcotrafficanti messicani non guardano piu' solo al mercato Usa e si dirigono verso l'Europa, passando per l'Africa occidentale.I narcos stanno infatti aumentando in modo consistente la loro presenza sul mercato europeo e russo della cocaina. Per raggiungere tali mete passano da un Paese ormai diventato un crocevia strategico nel traffico della cocaina: la Guinea Bissau e' diventato lo snodo principale del flusso di droga che attraversa l'Atlantico, e che dall'Africa raggiunge le coste della Spagna.
Da li' rifornisce tutto il continente europeo.
Il Paese e' quindi diventato una base chiave nei flussi commerciali 'triangolari' della droga verso la Spagna e il resto del continente: nello stato africano, coincidono diverse fonti, vengono controllati appena il 3% dei carichi che arrivano via mare e negli aeroporti non ci sono ne' speciali scanner ne' cani antidroga.
La presenza di narcotrafficanti messicani, ma anche colombiani, in Guinea rilancia d'altra parte i sospetti sull'uccisione, lo scorso marzo, del presidente Joao Bernardo Viera: sono state ritenute responsabili dell'omicidio alcune frange dell'esercito, ma fin dai primi giorni si e' sospettato che, in realta', dietro l'omicidio ci fossero i burattinai del traffico della droga internazionale.
Le nuove rotte e progetti degli influenti cartelli messicani sono stati raccontati da Michael Braun, ex-agente della Dea, l'agenzia antidroga statunitense, che qualche giorno fa ha visitato il Messico. In un'intervista al quotidiano El Universal, Braun ha raccontato di 'gruppi di narcotrafficanti messicani e colombiani, tra cui le Farc, che si stanno stabilendo in Africa occidentale dove trovano appoggio logistico da parte di gruppi africani del crimine organizzato per poi inviare tonnellate di cocaina in Europa e Russia'.
Nelle sue dichiarazioni, Braun ha anche dato qualche cifra: solo quest'anno, ha precisato, i trafficanti invieranno in Europa fra le 400 e le 500 tonnellate di cocaina.
L'Ufficio contro la droga e il crimine dell'Onu aveva anticipato questo nuovo fenomeno in un recente documento dal titolo 'La minaccia del narcotraffico in America'. 'Sebbene i cartelli colombiani continuino a controllare il flusso di droga verso il mercato europeo, anche i gruppi messicani si sono inseriti nel business', hanno sottolineato gli esperti Onu.
James Stravridris, capo del Comando europeo degli Stati Uniti, ha spiegato - anch'egli in un'intervista alla stampa messicana - come questa tendenza risponda, di fatto, alle leggi del mercato: il consumo di cocaina in nord America cala dell'1,5% all'anno, al contrario in Europa e Russia la domanda aumenta costantemente. I 'signori' della droga latinoamericana reagiscono quindi alle perdite negli Stati Uniti aumentando l'offerta al di la' dell'oceano.
Inoltre, ricorda l'Onu, i narcotrafficanti guadagnano anche con il cambio favorevole euro-dollaro: se mezzo chilo di cocaina viene venduta a 22.000 dollari negli Usa, in Europa il prezzo per la stessa quantita' raggiunge i 45.000 dollari.
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