Narcotraffico con Italia. Polemiche tra Governo e opposizione
Si inaspriscono le polemiche in Albania fra maggioranza e opposizione sul narcotraffico, dopo che la polizia locale ha fermato ieri pomeriggio un cittadino italiano, G. R, 68 anni, originario di Varese, atterrato con un piccolo aereo privato sulla spiaggia di Divjaka, a circa 80 chilometri a sud di Tirana. Un altra persona, un cittadino albanese S. B., residente in Italia, e' stato arrestato nella stessa zona, dopo che nella sua auto sono stati trovati ingenti quantitativi di marijuana. Secondo fonti della polizia, B. avrebbe ammesso che la droga era destinata all'aereo guidato da R.. L'opposizione di centrodestra, guidata dal sindaco di Tirana Lulzim Basha, che da alcune settimane parla di un espansione del narcotraffico, ha accusato il governo di " legami diretti con i cartelli della droga". Il premier Edi Rama ha dichiarato invece che l'intervento della polizia "ha dimostrato che lo stato ha reagito rapidamente". L'aereo di R., di tipo "Piper I-GRMP" era atterrato lo scorso giovedi' presso l'aeroporto internazionale di Tirana con regolare permesso delle autorita' albanesi. Secondo le prime informazioni, anche B., era rientrato in Albania lo stesso giorno. Alle ore 13.26 di ieri, secondo quanto ha affermato il ministro dell'Interno albanese, Saimir Tahiri, l'aereo sarebbe decollato con destinazione l'Italia. Dopo alcuni minuti di volo, R. ha tagliato i contatti con la torre di controllo albanese che avrebbe chiesto anche a un aereo di linea che aveva avvistato il piccolo velivolo di comunicare con lui, ma senza ottenere alcuna risposta. Fonti della polizia albanese hanno spiegato a "Nova" che proprio in questo momento - durante il silenzio radio - sarebbe scattato l'allarme. Le autorita' dell'aviazione avrebbero avvisato sia le strutture dell'aeronautica militare che la polizia, segnalando la posizione del Piper al momento dell'ultima comunicazione.
Gli agenti polizia di frontiera avrebbero notato l'aereo compiere alcuni giri, volando a bassa quota, sulla costa tra Kavaja e Divjaka. L'atterraggio poi sulla spiaggia di Divjaka, "verso le 14.40", secondo il ministro Tahiri, e' stato avvistato anche dagli abitanti della zona che a loro volta hanno avvisato la polizia. Durante la fase dell'atterraggio, R. pare aver perso il controllo. Una delle ruote si e' completamente staccata, e anche l'elica ha subito dei danni. All'arrivo della polizia albanese sul posto, R. ha dichiarato di aver effettuato un atterraggio di emergenza per problemi tecnici. "Sara' l'inchiesta a verificare quanto queste affermazioni siano vere", ha spiegato il ministro nella sua breve comunicazione con la stampa ieri pomeriggio. Intanto a Divjaka, la polizia aveva bloccato l'accesso all'intera zona.
Un'autovettura e' stata fermata mentre si stava allontanando dalla spiagga. Appena visto il posto di blocco della polizia, il conducente, l'emigrante rientrato dall'Italia B., ha abbandonato l'auto ed e' scappato. All'interno del veicolo sono state trovate ingenti quantita' di marijuana. Poche ore dopo B. e' stato catturato. Nel frattempo durante i controlli nell'aera vicina all'aereo rimasto bloccato sulla spiaggia, la polizia ha scoperto anche otto borse piene di droga. In totale, l'ammontare della marijuana sequestrata, secondo le affermazioni di Tahiri, ammonta a circa 460 chili. Durante l'interrogatorio, R. avrebbe negato ogni legame con B., che a sua volta invece avrebbe dichiarato di dover consegnare la marijuana al pilota italiano.
La vicenda avviene dopo che nelle scorse settimane ci sono stati forti dibattiti politici sul traffico di droga. Secondo alcune segnalazioni dei servizi segreti, di cui ha fatto uso anche l'opposizione di centrodestra, i narcotrafficanti nell'ultimo periodo starebbero utilizzando anche dei velivoli per le loro attivita' illecite. Inizialmente si e' parlato di un presunto traffico dall'ex base militare di Gjader, a nord dell'Albania. Le accuse dell'opposizione sono state respinte dal ministero della Difesa, mentre anche i servizi segreti hanno pubblicamente dichiarato che non esisterebbero prove accertate che confermino questa versione dei fatti. Gli stessi servizi segreti pero', in un documento pubblicato dai media albanesi, riportavano delle indiscrizioni su dei piccoli aerei privati atterrati proprio nella zona di Divjaka e anche a Tepelena, piu' a sud. Sulla base queste informazioni che l'opposizione ha indicato la responsabilita' del governo del premier Edi Rama, che pero' ha respinto le accuse. Anzi, lo stesso Rama e altri esponenti della maggioranza avevano ironizzato sull'ipotesi del narcotraffico per via aerea. E ieri non e' si e' fatta attendere la reazione dell'opposizione. Il primo e' stato l'ex premier Sali Berisha con un suo post sul social media Facebook. "Questa maggioranza ha trasformato l'Albania nella Colombia dell'Europa", ha scritto Berisha. Poco dopo e' giunto il messaggio di Rama, sempre su Facebook. "L'operazione antidroga e' l'ennesima prova che lo stato si sta riprendendo rapidamente e che la polizia e' tornata a svolgere il proprio dovere", ha replicato Rama. Ma secondo Berisha non ci sarebbe stata alcuna operazione di polizia, e l'aereo sarebbe stato "costretto ad atterrare dal sovraccarico di droga gia' imbarcato all'aeroporto di Tirana".
Sulla stessa linea e' stata anche la dichiarazione del leader dell'opposizione Basha, in una sua dichiarazione in tarda serata. Paragonando il governo ad "una pericolosa banda criminale", Basha ha dichiarato che "e' stato fatto di tutto per far sparire le tracce, cercando di allontanare la droga e nascondere i soldi del narcotraffico", ha affermato Basha, secondo il quale la vicenda dell'aereo "e' una conferma delle nostre preoccupazioni e accuse, e ci dimostra quanto siano andati oltre e quanto potere ha accumulato il cartello della droga sostenuto dal governo. Quelli che ironizzavano sulle accuse dell'opposizione oggi si sono autodenunciati. La caduta dell'aero testimonia praticamente la caduta dello stesso governo", ha affermato Basha.
Ai suoi commenti ha replicato nuovamente la maggioranza. Dalla sede del partito socialista il vicecapogruppo parlamentare, Erion Brace, ha dichiarato che l'operazione antidroga "e' stata la testimonianza di un governo fortemente impegnato nella lotta contro l'illegalita', la corruzione e la criminalita' organizzata, profondamente radicate e strutturate negli ultimi otto anni" del potere del centrodestra. La vicenda avvenuta ieri rischia di alimentare ancora di piu' un dibattito che prosegue da alcune settimane. L'opposizione albanese, infatti, sembra aver trovato un posizione dominante sulla faccenda del narcotraffico dopo che le sue denunce erano state accolte con risate e ironia dalla maggioranza.
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