New York: quasi 5 anni di centri antidroga con consumo supervisionato. Funzionano?

A New York City sono aperti da quasi cinque anni i primi centri di consumo supervisionato di droghe degli Stati Uniti — strutture in cui è consentito iniettarsi eroina o fumare crack in loco, sotto la sorveglianza di personale qualificato. CBS News ha fatto il punto sull'efficacia di questi luoghi, sollevando domande cui la scienza non ha ancora dato risposta definitiva.
I due centri, gestiti dal no-profit OnPoint NYC e situati nei quartieri di East Harlem e Washington Heights a Manhattan, hanno aperto il 30 novembre 2021, autorizzati dalla città ma non dal governo federale, che mantiene in vigore leggi degli anni Ottanta contro i cosiddetti "crack house". Si tratta dei primi centri di questo tipo formalmente riconosciuti da un ente pubblico negli Stati Uniti.
Nel solo primo anno di attività, 2.841 persone hanno frequentato i due centri per un totale di 48.533 accessi, e il personale è intervenuto in 636 occasioni per scongiurare overdose letali. Un quinto dei partecipanti è stato indirizzato verso servizi di alloggio, disintossicazione, cure primarie o sostegno all'impiego. Secondo quanto riportato dalla Drug Policy Alliance, il 100% di chi ha chiesto di accedere a percorsi di disintossicazione o ricovero per dipendenze è stato messo in contatto con strutture esterne.
I sostenitori del modello sottolineano anche l'impatto sul territorio: prima dell'apertura del centro di Washington Heights, il parco di fronte contava in media 13.000 siringhe abbandonate al mese raccolte dai parchi cittadini. Nel mese successivo all'apertura, le siringhe raccolte erano scese a 1.000.
Sul fronte delle morti per overdose, i dati mostrano che negli ultimi due anni i decessi in città sono calati sensibilmente rispetto al picco storico del 2023. Il Dipartimento della Salute di New York ha attribuito il risultato a "diversi anni di maggiori investimenti in strategie di prevenzione delle overdose basate sull'evidenza", senza citare esplicitamente OnPoint. I National Institutes of Health (NIH) stanno finanziando uno studio pluriennale sui tre centri di consumo supervisionato attivi negli Stati Uniti — i due di New York e uno a Providence, nel Rhode Island — ma le conclusioni non sono ancora disponibili. Uno dei ricercatori principali ha dichiarato a CBS News di ritenere che questi centri abbiano avuto un effetto positivo sulla salute pubblica.
Non mancano però le voci critiche. Secondo l'analista Charles Fain Lehman, gli stessi dati portano a conclusioni opposte. I detrattori accusano i centri di attrarre spacciatori e consumatori abituali, peggiorando la sicurezza percepita nelle zone circostanti. Uno studio pubblicato sul Journal for Experimental Criminology ha rilevato un aumento significativo dei reati contro il patrimonio vicino alla sede di Washington Heights, anche se gli autori hanno collegato il fenomeno all'apertura di un negozio Target nelle vicinanze, facilmente soggetto a taccheggio, piuttosto che al centro di consumo.
Un'analisi dei dati sulle chiamate al 112 effettuata da CBS News ha mostrato che la maggioranza delle segnalazioni dagli indirizzi di OnPoint riguardava servizi di ambulanza, con poche chiamate che richiedevano l'intervento della polizia. Uno studio del 2023 non aveva rilevato variazioni significative nei livelli di criminalità o degrado nelle aree limitrofe ai centri.
Sul piano politico, il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani ha visitato OnPoint a marzo 2026, appena due mesi dopo il suo insediamento, esprimendo pubblico sostegno al programma.
I centri di consumo supervisionato esistono da decenni in Europa, Canada e Australia. Quello di Vancouver, in Canada, è attivo dal 2003, ma quella città ha registrato un aumento costante delle morti per overdose fino al picco del 2022, a dimostrazione di quanto il fenomeno sia complesso da valutare.
Fonte: CBS News