Niente di nuovo: i giovani sono guardati male
Da un sondaggio dell'Osservatorio della gioventù solidale circa la percezione che si ha dei giovani e della loro autonomia, il 49% dei francesi (quasi uno su due) mostra di avere un'immagine molto negativa. Un pessimismo persistente, se un'indagine del 2009 sull'impegno giovanile nella vita pubblica rilevava che il 51% della popolazione era quanto mai scettica. In questo sondaggio emerge che i giovani sono considerati "individualisti", "poco tolleranti", e nello stesso tempo dipendenti dai soldi dei genitori. Secondo il 62% degli intervistati, i giovani dai 15 ai 25 anni sono inattivi, per il 52% hanno dei comportamenti irresponsabili e si distinguono per una grave mancanza di lucidità, che nuoce alla loro autonomia e all'inserimento nella società. "La percezione della gioventù è sempre più negativa durante le crisi: i giovani fanno paura quando il mutamento sociale appare minaccioso", spiega Cécile Van de Velde, specialista in sociologia comparata della giovinezza, delle età e delle generazioni in Europa, oltre che madrina dell'Osservatorio. "Comunque, il legame individuale con il giovane, nella sua accezione famigliare, resta molto forte. Sguardo paternalistico, sguardo diffidente: e' uno schema ambivalente che esiste da sempre".
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