Nuova condanna della Corte di Strasburgo all'Italia: deve risarcire ergastolano
La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia a pagare 10 mila euro di danni morali e altrettanti di spese processuali a Franco Scoppola, condannato all'ergastolo per aver ucciso la moglie e ferito uno dei figli il 2 settembre 1999. Scoppola e' alla sua seconda vittoria davanti ai giudici: gia' lo scorso anno l'Italia era stata condannata per 'trattamento inumano' durante la detenzione dell'uomo.Questa volta i giudici di Strasburgo hanno stabilito che Scoppola non poteva essere condannato all'ergastolo, come previsto da una norma entrata in vigore il giorno stesso in cui il giudice decreto' la sentenza, ma che invece avrebbe dovuto essere condannato a 30 anni in base a una legge entrata in vigore durante il periodo intercorso tra il suo arresto e l'emissione del giudizio.
La Corte, con questa sentenza, che e' definitiva, ha seguito per la prima volta il principio della retroattivita' della legge piu' favorevole all'imputato, argomentando che questo principio del diritto penale conosce ormai un ampio consenso in Europa.
Attualmente detenuto nella prigione di Parma, Scoppola il 10 giugno del 2008, aveva gia' ottenuto dai giudici il riconoscimento di danni morali per cinquemila euro euro per il 'trattamento inumano e degradante' a cui era stato sottoposto durante la detenzione a Regina Cieli. Costretto su una sedia a rotelle, non poteva muoversi all'interno della struttura carceraria perche' questa non era dotata delle necessarie infrastrutture.
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