Obama vuole regolarizzare 12 milioni di clandestini
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sta pensando ad un meccanismo di amnistia per i clandestini, per lo piu' ispanici, che lavorano da anni negli Stati Uniti, per offrir loro uno statuto legale.
Lo scrive il New York Times, ricordando che l'argomento rimane molto controverso negli Stati Uniti, soprattutto in un momento di crisi, con l'aumento record della disoccupazione.
Obama ha promesso di risolvere la questione all'elettorato ispanico, che, probabilmente per la prima volta, ha votato in massa per un candidato afroamericano.
Ma, il presidente Usa rischia ora di incontrare la dura opposizione dei repubblicani, convinti da sempre che una amnistia sia una ingiustizia per quei milioni di candidati immigrati che si sono messi in fila, aspettando il proprio turno.
Nel 2007, una bozza di legge ampiamente bipartisan dell'allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush, scritta in collaborazione con il 'liberal' Ted Kennedy, il senatore del Massachusetts, era stata clamorosamente bocciata dai repubblicani. Ora i rischi di scontri sono addirittura maggiori, viste le tensioni e la crisi.
Secondo Cecilia Munoz, una delle strette collaboratrici di Obama alla Casa Bianca, il presidente intende avviare 'una politica di riforma per controllare l'immigrazione facendolo in una maniera ordinata', e lo fara' prendendo pubblicamente la parola a maggio.
L'idea e' di avviare una serie di gruppi di lavoro, per giungere a risultati concreti entro l'estate. Fonti della Casa Bianca ricordano che non si tratta di una priorita' assoluta, come la riforma sanitaria o quella del settore energetico.
Ma e' un argomento che il presidente intende affrontare molto in fretta, cioe' durante il primo anno di mandato, anche perche' si tratta di circa 12 milioni di persone.
Lo stesso Obama riconosce volentieri che si tratta di un campo minato. Il 18 marzo, ad un incontro pubblico a Costa Mesa, in California, l'inquilino della Casa Bianca aveva detto: 'So che si tratta di una vicenda molto sensibile, so benissimo che l'argomento e' controverso', aggiungendo pero' che occorrono 'meccanismi per alla fin fine uscire dall'ombra'.
Lo scrive il New York Times, ricordando che l'argomento rimane molto controverso negli Stati Uniti, soprattutto in un momento di crisi, con l'aumento record della disoccupazione.
Obama ha promesso di risolvere la questione all'elettorato ispanico, che, probabilmente per la prima volta, ha votato in massa per un candidato afroamericano.
Ma, il presidente Usa rischia ora di incontrare la dura opposizione dei repubblicani, convinti da sempre che una amnistia sia una ingiustizia per quei milioni di candidati immigrati che si sono messi in fila, aspettando il proprio turno.
Nel 2007, una bozza di legge ampiamente bipartisan dell'allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush, scritta in collaborazione con il 'liberal' Ted Kennedy, il senatore del Massachusetts, era stata clamorosamente bocciata dai repubblicani. Ora i rischi di scontri sono addirittura maggiori, viste le tensioni e la crisi.
Secondo Cecilia Munoz, una delle strette collaboratrici di Obama alla Casa Bianca, il presidente intende avviare 'una politica di riforma per controllare l'immigrazione facendolo in una maniera ordinata', e lo fara' prendendo pubblicamente la parola a maggio.
L'idea e' di avviare una serie di gruppi di lavoro, per giungere a risultati concreti entro l'estate. Fonti della Casa Bianca ricordano che non si tratta di una priorita' assoluta, come la riforma sanitaria o quella del settore energetico.
Ma e' un argomento che il presidente intende affrontare molto in fretta, cioe' durante il primo anno di mandato, anche perche' si tratta di circa 12 milioni di persone.
Lo stesso Obama riconosce volentieri che si tratta di un campo minato. Il 18 marzo, ad un incontro pubblico a Costa Mesa, in California, l'inquilino della Casa Bianca aveva detto: 'So che si tratta di una vicenda molto sensibile, so benissimo che l'argomento e' controverso', aggiungendo pero' che occorrono 'meccanismi per alla fin fine uscire dall'ombra'.
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