L'Onu contro l'Italia: no a respingimenti indiscriminati
Torna all'attacco l'Onu contro la politica del governo Berlusconi sugli immigrati. E lo fa con una lettera ufficiale dell'Unhcr, che incassa il 'pieno appoggio' del segretario Ban Ki-Moon, proprio nel giorno in cui il premier, da Sharm el Sheik, rivendica la scelta dei respingimenti, difende il ministro Maroni e assicura che sui barconi non c'e' 'praticamente' nessuno che abbia diritto all'asilo.
Critiche all'Italia arrivano anche dall'Ue che definisce l'asilo 'un principio universale che va rispettato ovunque', ma accoglie, almeno in parte, la richiesta del ministro degli Esteri Franco Frattini di organizzare un vertice europeo in materia: il tema e' stato inserito all'ordine del giorno della riunione dei ministri dell'interno dell'Ue, gia' fissata per il 5 giugno.
All'Unhcr, che esprime 'grave preoccupazione' per la politica dei respingimenti e chiede di 'riammettere' le persone respinte e 'identificate come individui che cercano protezione internazionale', Berlusconi risponde indirettamente da Sharm El Sheik. E assicura che sui barconi 'come dicono le statistiche, persone che hanno diritto d'asilo non ce n'e' praticamente nessuna. Solo casi eccezionalissimi'. Che a salpare sono persone 'reclutate dalla criminalita' ', che 'hanno pagato un biglietto' e 'non sono spinte da una loro speciale situazione all'interno di paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie, ma sono reclutate dal mondo del lavoro o del non lavoro in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali'.
Berlusconi difende poi il suo ministro dell'Interno, al quale l'Unhcr ha inviato la lettera, e spiega: Maroni non fa altro che eseguire 'gli accordi con la Libia presi direttamente tra me ed il leader libico Gheddafi'.
E la maggioranza fa quadrato accanto al premier: il presidente del Senato Renato Schifani assicura che 'l'Italia 'sta esercitando un proprio diritto', previsto 'dalle norme nelle intese europee', il ministro della Difesa Ignazio La Russa liquida le critiche ai respingimenti come 'chiacchiere', mentre Gasparri contrattacca: 'l'Onu invece di richiamare l'Italia puo' verificare in Libia se sussistono le condizioni per la concessione, anche in Italia, dell'asilo politico a persone che ne abbiamo diritto'. Frattini assicura che il respingimento in mare e' un modo per tutelare gli immigrati.
'Preferisco - dice - rimandarli indietro prima che arrivino sulle coste italiane, perche' arrivano in situazioni disperate. Preferisco aiutarli, salvare vite umane che e' la priorita' '.
MARONI, UNHCR VERIFICHI IN LIBIA ASILO; HAMMARBERG DOVREBBE DIMETTERSI - Respinge al mittente le critiche di Onu e opposizione, invita alle dimissioni il commissario ai Diritti umani del Consiglio d'Europa, propone che le verifiche sui richiedenti asilo si facciano in Libia e promette che la strategia dei respingimenti proseguira'. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, tiene duro sulla linea del contrasto all'immigrazione clandestina che e', sottolinea, 'condivisa da tutto il Governo'.
La prima replica e' per l'Unhcr, che ieri aveva chiesto all'Italia di riammettere le persone respinte che avevano diritto alla protezione. 'La Libia - spiega Maroni - fa parte dell'Onu, in Libia e' presente l'Alto commissariato per i rifugiati della Nazione Unite, che puo' fare gli accertamenti delle persone che chiedono asilo. E per coloro che hanno diritto all'asilo, non vedo perche' dovrebbero essere mandati in Italia come dice l'Unhcr: l'Europa se ne faccia carico: e' questa la proposta che ho fatto al commissario europeo per la Giustizia, Jacques Barrot'. Ci sono, aggiunge, 'molti pregiudizi sulla Libia. Io credo che la verifica dell'asilo si possa benissimo fare anche li'. Basta volerlo. Certo, se poi l'Unhcr ci manda una persona part-time...'.
La seconda risposta e' per il commissario ai Diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, molto critico verso la strategia dei respingimenti. 'Il commissario - fa notare Maroni - e' stato smentito dal suo capo, il segretario generale dell'organizzazione. Se io avessi detto 'facciamo i respingimenti' e Berlusconi avesse detto che io parlo a titolo personale io mi sarei dimesso. Hammarberg dovrebbe quindi avere la dignita' di dimettersi'.
Il ministro passa poi all'opposizione. 'C'e' - osserva - chi vorrebbe spalancare le porte a un'invasione di clandestini, ma per fortuna ci siamo noi al Governo che la pensiamo diversamente'. Quando i migranti arrivavano in Italia, ricorda, 'venivamo criticati perche' l'accordo con la Libia non funzionava, ora che funziona ci criticano perche' facciamo i respingimenti'. Come ha detto oggi Berlusconi, prosegue, 'io ho eseguito gli accordi sottoscritti dal Governo con la Libia e cio' vuol dire che tutto il Governo condivide questa linea'.
I respingimenti verso la Libia proseguiranno, dunque e dopodomani a Gaeta saranno cedute alle autorita' libiche le prime tre motovedette per fare i pattugliamenti congiunti nelle acqua territoriali di Tripoli. 'Ho parlato oggi con l'ambasciatore libico in Italia Gaddur - informa il ministro - e non ci sono problemi, il programma continua. Naturalmente - precisa - e' un processo che per noi vede sempre al primo posto la vita umana'.
Critiche all'Italia arrivano anche dall'Ue che definisce l'asilo 'un principio universale che va rispettato ovunque', ma accoglie, almeno in parte, la richiesta del ministro degli Esteri Franco Frattini di organizzare un vertice europeo in materia: il tema e' stato inserito all'ordine del giorno della riunione dei ministri dell'interno dell'Ue, gia' fissata per il 5 giugno.
All'Unhcr, che esprime 'grave preoccupazione' per la politica dei respingimenti e chiede di 'riammettere' le persone respinte e 'identificate come individui che cercano protezione internazionale', Berlusconi risponde indirettamente da Sharm El Sheik. E assicura che sui barconi 'come dicono le statistiche, persone che hanno diritto d'asilo non ce n'e' praticamente nessuna. Solo casi eccezionalissimi'. Che a salpare sono persone 'reclutate dalla criminalita' ', che 'hanno pagato un biglietto' e 'non sono spinte da una loro speciale situazione all'interno di paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie, ma sono reclutate dal mondo del lavoro o del non lavoro in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali'.
Berlusconi difende poi il suo ministro dell'Interno, al quale l'Unhcr ha inviato la lettera, e spiega: Maroni non fa altro che eseguire 'gli accordi con la Libia presi direttamente tra me ed il leader libico Gheddafi'.
E la maggioranza fa quadrato accanto al premier: il presidente del Senato Renato Schifani assicura che 'l'Italia 'sta esercitando un proprio diritto', previsto 'dalle norme nelle intese europee', il ministro della Difesa Ignazio La Russa liquida le critiche ai respingimenti come 'chiacchiere', mentre Gasparri contrattacca: 'l'Onu invece di richiamare l'Italia puo' verificare in Libia se sussistono le condizioni per la concessione, anche in Italia, dell'asilo politico a persone che ne abbiamo diritto'. Frattini assicura che il respingimento in mare e' un modo per tutelare gli immigrati.
'Preferisco - dice - rimandarli indietro prima che arrivino sulle coste italiane, perche' arrivano in situazioni disperate. Preferisco aiutarli, salvare vite umane che e' la priorita' '.
MARONI, UNHCR VERIFICHI IN LIBIA ASILO; HAMMARBERG DOVREBBE DIMETTERSI - Respinge al mittente le critiche di Onu e opposizione, invita alle dimissioni il commissario ai Diritti umani del Consiglio d'Europa, propone che le verifiche sui richiedenti asilo si facciano in Libia e promette che la strategia dei respingimenti proseguira'. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, tiene duro sulla linea del contrasto all'immigrazione clandestina che e', sottolinea, 'condivisa da tutto il Governo'.
La prima replica e' per l'Unhcr, che ieri aveva chiesto all'Italia di riammettere le persone respinte che avevano diritto alla protezione. 'La Libia - spiega Maroni - fa parte dell'Onu, in Libia e' presente l'Alto commissariato per i rifugiati della Nazione Unite, che puo' fare gli accertamenti delle persone che chiedono asilo. E per coloro che hanno diritto all'asilo, non vedo perche' dovrebbero essere mandati in Italia come dice l'Unhcr: l'Europa se ne faccia carico: e' questa la proposta che ho fatto al commissario europeo per la Giustizia, Jacques Barrot'. Ci sono, aggiunge, 'molti pregiudizi sulla Libia. Io credo che la verifica dell'asilo si possa benissimo fare anche li'. Basta volerlo. Certo, se poi l'Unhcr ci manda una persona part-time...'.
La seconda risposta e' per il commissario ai Diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, molto critico verso la strategia dei respingimenti. 'Il commissario - fa notare Maroni - e' stato smentito dal suo capo, il segretario generale dell'organizzazione. Se io avessi detto 'facciamo i respingimenti' e Berlusconi avesse detto che io parlo a titolo personale io mi sarei dimesso. Hammarberg dovrebbe quindi avere la dignita' di dimettersi'.
Il ministro passa poi all'opposizione. 'C'e' - osserva - chi vorrebbe spalancare le porte a un'invasione di clandestini, ma per fortuna ci siamo noi al Governo che la pensiamo diversamente'. Quando i migranti arrivavano in Italia, ricorda, 'venivamo criticati perche' l'accordo con la Libia non funzionava, ora che funziona ci criticano perche' facciamo i respingimenti'. Come ha detto oggi Berlusconi, prosegue, 'io ho eseguito gli accordi sottoscritti dal Governo con la Libia e cio' vuol dire che tutto il Governo condivide questa linea'.
I respingimenti verso la Libia proseguiranno, dunque e dopodomani a Gaeta saranno cedute alle autorita' libiche le prime tre motovedette per fare i pattugliamenti congiunti nelle acqua territoriali di Tripoli. 'Ho parlato oggi con l'ambasciatore libico in Italia Gaddur - informa il ministro - e non ci sono problemi, il programma continua. Naturalmente - precisa - e' un processo che per noi vede sempre al primo posto la vita umana'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti