Martedì 9 giugno 2026
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Pace fatta fra genitori e figlia quindicenne incinta. Viale: la legge 194 non prevede l'aborto coatto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La quindicenne di Pordenone potrà tenere il bambino frutto della relazione con un operaio ventunenne. I genitori della ragazza, che in un primo tempo l'avevano consigliata di abortire, tanto da spingerla a trascinarli davanti al giudice, ora sono pronti ad aiutarla a crescerlo. Dopo un un incontro tra i genitori e la figlia, racconta ieri il Gazzettino, che aveva raccontato questa storia.
Sono così tornati sui loro passi i genitori della quindicenne incinta che a Pordenone, si era rivolta all'avvocato per scongiurare l'eventualità di dover abortire.
Prima di questa gravidanza, due anni fa, la ragazzina aveva dato alla luce un altro bambino, figlio dello stesso amore per il giovane extracomunitario, che però era stato dato subito in adozione.
Questa volta i genitori sembravano convinti che il bambino non dovesse nascere, che la soluzione migliore fosse l'aborto. La figlia però era contraria e per difendere la sua decisione, si era rivolta ad un avvocato: "Voglio questo figlio. Non saprei sopportare il dolore di un altro allontanamento, né di un aborto".
Alla fine di questa discussione, i genitori si sono detti disponibili a tenere il bambino e ad accogliere sia il bambino sia la figlia nella loro abitazione. Una volta tanto, l'intervento mediatico è stato risolutivo.


''I giornali dicano che la 194 non prevede l'aborto coatto': Silvio Viale, esponente Radicale e ginecologo torinese, interviene per ricordare al legale della quindicenne, Laura Ferretti, che 'nessun medico, in nessun caso, avrebbe praticato una Ivg sulla minore contro la propria volonta''.
Silvio Viale e' critico nei confronti dei giornali che hanno trattato il caso come se ci fosse il pericolo che la ragazza fosse costretta ad abortire. 'L'avvocato ha sbagliato a divulgare la notizia e fa male a metterla in politica, perche' il primo compito nostro, di medici, e suo, di avvocato, e' di tutelare la ragazza e la sua salute psichica'. 'L'avvocato dice di non avere reso pubblico il nome, ma quante ragazze di quindici anni gireranno con il pancione per Pordenone o per qualche paese della provincia?'.'Credo che i giornali debbano dare, anche se tardivamente, un'informazione corretta perche' hanno lasciato credere al lettore che in Italia sia possibile abortire per volonta' dei genitori, contro la volonta' della donna minore e con i medici esecutori obbligati'.

Per l'avvocato Ferretti la polemica innescata nei suoi confronti per aver esposto ai media il caso della ragazza, 'e' assolutamente sterile e volta solo a controllare la stampa, che non deve essere controllata'.
'A dare il via alle critiche e' stato l'assessore comunale ai Servizi sociali di Pordenone, comunista, che aveva tutto l'interesse a non divulgare una notizia del genere, perche' contraria all'ideale del suo partito. Io, pero', trovo francamente controproducente questo atteggiamento, primo perche' io non ho divulgato nessun nome e, per quanto mi sia stato chiesto ripetutamente, non ho dato nessun tipo di indicazione che potesse far riconoscere la coppia. In secondo luogo - ha continuato l'avvocato - io ho raccontato una storia, che fra l'altro in questo periodo di vacanze pasquali e in questo momento in cui si parla molto anche di aborto, ha portato moltissime persone ad interessarsi all'argomento e a riflettere'.
'Io non credo di aver fatto del male a nessuno; l'unica che ha avuto il rapporto con la stampa, sono stata io, per cui la coppia non e' stata turbata dall'intervento dei giornalisti. Se una storia puo' portare il pubblico a porsi delle domande, secondo me e' un grossissimo risultato. Se poi c'e' stato anche il risultato che la ragazza e' riuscita a parlare con i genitori, e' una doppia vittoria.
Perche', altrimenti torniamo al Medioevo, in cui la stampa viene controllata, qualcuno decide di cosa si deve parlare e di cosa non si deve parlare, e francamente non lo ritengo corretto'.
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