Palliativisti: approvare leggi su testamento biologico e terapia del dolore
Approvare una legge per le Direttive Anticipate di fine vita. L'apertura del XIV Congresso della Societa' Italiana per le Cure Palliative (SICP), che si svolgera' a Perugia dal 13 al 16 novembre, sara' dedicata proprio a questa richiesta, rivolta alle istituzioni. Ne ha parlato ieri a Milano, presentando il congresso, Furio Zucco, presidente della SICP e direttore Cure Palliative all'Ospedale di Garbagnate.
'La Sicp non intende presentare alcuna legge sul testamento biologico, ma nel dibattito fra chi dice che e' necessaria una legge sulle direttive anticipate e chi dice che se ne puo' fare ameno, si schiera nettamente con i primi. E lo fa con un documento ufficiale, frutto di una lunga esperienza a contatto con pazienti al termine della loro vita e con le loro famiglie'.
Il documento della SICP distingue tra Direttive di Istruzione e di Delega, che rappresentano l'una il completamento dell'altra. Presentato alla Commissione Igiene e Sanita' del Senato, presieduta da Ignazio Marino, il documento vuole approfondire la tematica, soprattutto nel caso di persone affette da malattie in fase avanzata ed evolutiva, nel settore delle cure palliative.
La Direttiva di Istruzioni contiene le preferenze della persona circa le alternative terapeutiche possibili. In essa sono espresse le opinioni relativamente alle procedure assistenziali piu' invasive ed onerose. 'In questo caso possono anche essere prese in considerazione forme di assistenza palliative con lo scopo del miglioramento della qualita' di vita'. La Direttiva di Delega contiene invece l'indicazione di una persona di fiducia che il malato sceglie perche' prenda le future decisioni in sua vece, quando lui stesso non fosse piu' in grado di farlo. 'E' un fiduciario, nel senso di una persona di cui il malato si fida completamente, che puo' essere moglie/marito, un figlio o anche un amico'.
TERAPIA DEL DOLORE: LEGGE LONTANA, 100 MILA IN ATTESA - In Italia ogni anno il dolore nel cancro rappresenta un sintomo importante per un numero di pazienti che varia dai 30 ai 70mila al momento della diagnosi e per oltre 100mila malati nella fase terminale della malattia. Ma la semplificazione della prescrizione degli oppioidi, farmaci in grado di alleviarlo, e' ancora al palo. 'La prevalenza del dolore nei malati oncologici tende a crescere progressivamente con l'avanzamento dello stadio della malattia: se alla diagnosi circa il 28% dei malati lamenta dolore, in corso di trattamento la percentuale sale al 50-70% per portarsi al 64-80% se la malattia e' avanzata'.
In base allo Studio Epic, condotto in 12 Paesi europei e che ha coinvolto 4.824 pazienti oncologici, di cui 457 italiani, il dolore risulta il primo sintomo e spinge il paziente a rivolgersi al medico. Tuttavia le terapie sono spesso inadeguate e per il 42% dei pazienti il dolore e' talmente insopportabile da far loro desiderare la morte. Nel 66% dei casi impedisce di condurre una vita normale, ostacolando anche semplici attivita' quotidiane e, per la meta' di loro, influisce negativamente sulla vita familiare.
In questa situazione, Zucca si lamenta del fatto che 'gli oppioidi sono ancora al palo'. Nonostante gli sforzi fatti dalla SICP in tema di semplificazione della prescrizione di oppiacei, l'Italia e' ancora agli ultimi posti in Europa nel loro utilizzo. 'Solo recentemente la Commissione Igiene e Sanita' del Senato ha licenziato con parere positivo il disegno di legge' sulla semplificazione della prescrizione, presentato dal ministro Turco 'ormai oltre 10 mesi fa, il 17 Gennaio 2007'.
Per Zucco, l'ulteriore semplificazione della prescrizione degli oppioidi attraverso la possibilita' di utilizzo del ricettario normale del SSN da parte dei medici di famiglia e specialisti (con l'abolizione dell'obbligo dell'utilizzo del ricettario speciale per gli stupefacenti) e' un passo fondamentale per controllare il dolore severo dei malati affetti da dolore cronico e in particolare di quelli con dolore affetto da tumore.
'La Sicp non intende presentare alcuna legge sul testamento biologico, ma nel dibattito fra chi dice che e' necessaria una legge sulle direttive anticipate e chi dice che se ne puo' fare ameno, si schiera nettamente con i primi. E lo fa con un documento ufficiale, frutto di una lunga esperienza a contatto con pazienti al termine della loro vita e con le loro famiglie'.
Il documento della SICP distingue tra Direttive di Istruzione e di Delega, che rappresentano l'una il completamento dell'altra. Presentato alla Commissione Igiene e Sanita' del Senato, presieduta da Ignazio Marino, il documento vuole approfondire la tematica, soprattutto nel caso di persone affette da malattie in fase avanzata ed evolutiva, nel settore delle cure palliative.
La Direttiva di Istruzioni contiene le preferenze della persona circa le alternative terapeutiche possibili. In essa sono espresse le opinioni relativamente alle procedure assistenziali piu' invasive ed onerose. 'In questo caso possono anche essere prese in considerazione forme di assistenza palliative con lo scopo del miglioramento della qualita' di vita'. La Direttiva di Delega contiene invece l'indicazione di una persona di fiducia che il malato sceglie perche' prenda le future decisioni in sua vece, quando lui stesso non fosse piu' in grado di farlo. 'E' un fiduciario, nel senso di una persona di cui il malato si fida completamente, che puo' essere moglie/marito, un figlio o anche un amico'.
TERAPIA DEL DOLORE: LEGGE LONTANA, 100 MILA IN ATTESA - In Italia ogni anno il dolore nel cancro rappresenta un sintomo importante per un numero di pazienti che varia dai 30 ai 70mila al momento della diagnosi e per oltre 100mila malati nella fase terminale della malattia. Ma la semplificazione della prescrizione degli oppioidi, farmaci in grado di alleviarlo, e' ancora al palo. 'La prevalenza del dolore nei malati oncologici tende a crescere progressivamente con l'avanzamento dello stadio della malattia: se alla diagnosi circa il 28% dei malati lamenta dolore, in corso di trattamento la percentuale sale al 50-70% per portarsi al 64-80% se la malattia e' avanzata'.
In base allo Studio Epic, condotto in 12 Paesi europei e che ha coinvolto 4.824 pazienti oncologici, di cui 457 italiani, il dolore risulta il primo sintomo e spinge il paziente a rivolgersi al medico. Tuttavia le terapie sono spesso inadeguate e per il 42% dei pazienti il dolore e' talmente insopportabile da far loro desiderare la morte. Nel 66% dei casi impedisce di condurre una vita normale, ostacolando anche semplici attivita' quotidiane e, per la meta' di loro, influisce negativamente sulla vita familiare.
In questa situazione, Zucca si lamenta del fatto che 'gli oppioidi sono ancora al palo'. Nonostante gli sforzi fatti dalla SICP in tema di semplificazione della prescrizione di oppiacei, l'Italia e' ancora agli ultimi posti in Europa nel loro utilizzo. 'Solo recentemente la Commissione Igiene e Sanita' del Senato ha licenziato con parere positivo il disegno di legge' sulla semplificazione della prescrizione, presentato dal ministro Turco 'ormai oltre 10 mesi fa, il 17 Gennaio 2007'.
Per Zucco, l'ulteriore semplificazione della prescrizione degli oppioidi attraverso la possibilita' di utilizzo del ricettario normale del SSN da parte dei medici di famiglia e specialisti (con l'abolizione dell'obbligo dell'utilizzo del ricettario speciale per gli stupefacenti) e' un passo fondamentale per controllare il dolore severo dei malati affetti da dolore cronico e in particolare di quelli con dolore affetto da tumore.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti