Papa: legalizzare l'eutanasia significa rischio pressioni su anziani e malati
L'aborto che "non è un diritto umano", la "preoccupazione" per lo spettro dell'eutanasia, l'Europa che "non può e non deve rinnegare le sue radici cristiane". Questi i temi principali affrontati da Benedetto XVI oggi, nel discorso pronunciato davanti al corpo diplomatico e ai rappresentanti politici e istituzionali austriaci, durante la sua visita in Austria. Una missione pastorale iniziata in mattinata nella Juden Platz di Vienna con l'omaggio, accanto al rabbino capo di Vienna, all'Holocaust Memorial, il memoriale per le vittime della Shoah. Un gesto con cui il Papa ha voluto testimoniare "tristezza, pentimento e amicizia con i fratelli ebrei" e la volontà di "procedere nell'unione e nel dialogo". Poi, a Palazzo Imperiale, l'incontro con il capo dello Stato austriaco Heinz Fischer. Alla partenza, all'aeroporto di Ciampino, Benedetto XVI aveva sottolineato il valore pastorale del viaggio: "Vado per rafforzare la fede della gente, una vita senza Dio è senza orientamento. Il relativismo relativizza tutto, il bene e il male non sono più distinguibili".
Eutanasia. Annessa alla Germania nazista, l'Austria condivise le sue leggi sull'eutanasia, e oggi il Papa lancia con forza l'allarme perché quello spettro non torni a presentarsi. "Una grande preoccupazione costituisce per me il dibattito sul cosiddetto 'attivo aiuto a morire c'è da temere che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé".
Aborto. Nel cuore dell'Europa, "culla dei diritti umani", il Papa ha ribadito che l'aborto "non può essere considerato un diritto umano" perché "è il suo contrario: una profonda ferita sociale". "Mi appello ai responsabili della politica, affinché non permettano che i figli vengano considerati come casi di malattia né che venga di fatto abolita la qualifica di ingiustizia attribuita dall'ordinamento giuridico all'aborto". Parole gravi, per richiamare ognuno alle sue responsabilità, Chiesa compresa: "Io stesso non chiudo gli occhi davanti ai problemi e ai conflitti di molte donne e mi rendo conto che la credibilità del nostro discorso dipende anche da quel che la Chiesa stessa fa per venire in aiuto alle donne in difficoltà".
Eutanasia. Annessa alla Germania nazista, l'Austria condivise le sue leggi sull'eutanasia, e oggi il Papa lancia con forza l'allarme perché quello spettro non torni a presentarsi. "Una grande preoccupazione costituisce per me il dibattito sul cosiddetto 'attivo aiuto a morire c'è da temere che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé".
Aborto. Nel cuore dell'Europa, "culla dei diritti umani", il Papa ha ribadito che l'aborto "non può essere considerato un diritto umano" perché "è il suo contrario: una profonda ferita sociale". "Mi appello ai responsabili della politica, affinché non permettano che i figli vengano considerati come casi di malattia né che venga di fatto abolita la qualifica di ingiustizia attribuita dall'ordinamento giuridico all'aborto". Parole gravi, per richiamare ognuno alle sue responsabilità, Chiesa compresa: "Io stesso non chiudo gli occhi davanti ai problemi e ai conflitti di molte donne e mi rendo conto che la credibilità del nostro discorso dipende anche da quel che la Chiesa stessa fa per venire in aiuto alle donne in difficoltà".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti