Venerdì 6 novembre 2026
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Parlamento Ue doplora il divieto delle chiese di usare i contraccettivi

U.E.
Notizia ·
Il Parlamento europeo, durante la sua sessione plenaria svoltasi questa settimana a Bruxelles, ha approvato con 394 voti contro 182 e 34 astensioni una risoluzione sulla mortalità materna nei paesi via di sviluppo in cui si "deplora il divieto, sostenuto dalle chiese, di usare contraccettivi" e si considera che le cause di morte legate alla gravidanza potrebbero essere ridotte con la possibilità di ricorso all'aborto "legale e sicuro". La risoluzione è stata adottata in vista della Conferenza mondiale delle Nazioni unite sugli Osm - Obiettivi di sviluppo del Millennio (eradicare la povertà e le cause di mortalità precoce nei paesi in via di sviluppo)- che si terrà il 25 settembre 2008. 
La risoluzione, approvata con una maggioranza di centro-sinistra (Pse, Verdi, Sinistra unitaria e Liberaldemocratici), esprime "forte preoccupazione per il fatto che la riduzione della mortalità materna (nell'ambito dell'Osm 5) è l'unico Osm per cui non solo non sono stati compiuti progressi dal 2000, in particolare nell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale", ma per il quale "si registrano oggi dati uguali a quelli di 20 anni fa". L'Osm 5, pertanto, "è fra gli obiettivi che hanno meno probabilità di essere realizzati entro il 2015". 
Nel testo, l'Europarlamnto, dopo aver sottolineato che "la mortalità materna è l'indicatore piú drammatico delle disuguaglianze sanitarie globali", ricorda che "ogni anno oltre mezzo milione di donne muoiono durante la gravidanza o il parto e che il 99% di questi decessi si registrano nei paesi in via di sviluppo", aggiungendo che "in 20 anni l'incidenza di questi decessi nell'Africa subsahariana è rimasta praticamente immutata, con un tasso di riduzione annua soltanto dello 0,1%"; di conseguenza, "per una donna il rischio di morire durante la gravidanza o il parto è di uno su sedici nell'arco della vita". L'Assemblea, quindi, lamenta "il fatto che l'Africa subsahariana, avendo i livelli piú elevati di mortalità materna, abbia anche il tasso piú basso del mondo dell'uso di contraccettivi (19%), mentre il 30% dei decessi da maternità nella regione sono provocati da aborti eseguiti in modo non sicuro". In questo contesto, gli eurodeputati considerano che "le cause della mortalità materna potrebbero essere prevenute assicurando l'assistenza alla maternità in condizioni di sicurezza, l'accesso ad una contraccezione efficace e la possibilità di aborto legale e sicuro". 
Gli eurodeputati, perció, invitano poi il Consiglio Ue e la Commissione europea "ad ampliare la fornitura di servizi sanitari per la maternità nel contesto dell'assistenza sanitaria primaria, sulla base del concetto della scelta informata, dell'educazione alla maternità sicura, di un'assistenza prenatale focalizzata ed efficace, di programmi nutrizionali per la madre, di un'adeguata assistenza al parto che eviti un eccessivo ricorso al parto cesareo e assicuri le emergenze ostetriche, di servizi di invio a centri idonei per le complicazioni della gravidanza, del parto e dell'aborto, e dell'assistenza sanitaria e pianificazione familiare post-natali".  Il punto controverso sulla contraccezione è il paragrafo 21, in cui l'Assemblea "deplora il divieto, sostenuto dalle chiese, di usare contraccettivi, dal momento che l'uso del preservativo e fondamentale per la prevenzione di malattie e gravidanze indesiderate".
Quanto all'aborto, infine, la risoluzione, "condanna la norma USA "Global Gag" che impedisce alle Ong straniere che beneficiano di finanziamenti Usaid (Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale) per la pianificazione familiare di utilizzare i propri fondi non statunitensi per fornire servizi abortivi legali, consulenza medica o aborti su richiesta medica".    
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