Il Parlamento vota sul ritiro del crocifisso dalle scuole pubbliche
La Commissione parlamentare per l'Educazione -sostenuta da PSOE, ERC-IU-ICV, BNG e con il voto contrario di PP e CiU- ha deciso che il Governo s'impegni a trasferire nell'ordinamento giuridico nazionale la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 2 novembre, in cui dà ragione a un cittadino che denunciava lo Stato italiano per la presenza del crocifisso in una scuola pubblica. La sentenza di Strasburgo segnalava che "il crocifisso nella scuola pubblica configura una violazione dei diritti dei genitori a educare i loro figli secondo le proprie convinzioni e della libertà di religione degli alunni". Nel provvedimento non si menzionano i simboli, bensì i principi. "La Camera dei deputati (Congreso) invita il Governo a trasferire la giurisprudenza stabilita dal Tribunale Europeo dei Diritti Umani, rispetto all'articolo 9 della Convenzione Europea per la Tutela dei Diritti Umani e delle Libertà fondamentali, relativo alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione in base al principio di neutralità ideologica e religiosa dello Stato e, in particolare, riguardo ai centri scolastici". Questo il testo approvato e difeso dal portavoce socialista, Luis Tomas, e accettato da Tardà, promotore dell'iniziativa, che auspicava però un documento più incisivo in termini di contenuti e di scadenze.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti