Giovedì 11 giugno 2026
Menu

Pillola 5 giorni dopo. Ginecologi contrari a test gravidanza

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il via libera alla 'pillola dei 5 giorni dopo' e' arrivato il 15 giugno scorso dal Consiglio Superiore di Sanita' (CSS), ma e' gia' in discussione l'obbligo di sottoporsi a un test di gravidanza prima della somministrazione. Su questo punto quasi 9 ginecologi italiani su 10 - considerando EllaOne un contraccettivo di emergenza compatibile con la legge 194 (e come tale da non considerarsi farmaco abortivo) - si dice contrario alla prescrizione di un test "che non puo' ritenersi obbligatorio per tutte le donne che richiedono la contraccezione d'emergenza, ma solo dove una valutazione clinica lo rendesse necessario". La restrizione imposta, secondo quanto dichiara il 50% dei ginecologi, non sarebbe comunque in grado di escludere una gravidanza, specie se molto precoce, e di rispondere quindi a tempi compatibili con la tempestivita' d'uso della contraccezione d'emergenza.
Determinata, sempre secondo i ginecologi, anche la posizione della donna riguardo al test: solo il 15,7% ritiene che lo accetterebbe senza obiezioni, mentre il 32% pensa che le donne potrebbero rinunciare a questa opportunita'. Sono questi i principali risultati della prima indagine sul tema, svolta da Datanalysis per conto dell'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) su oltre 300 ginecologi italiani di Asl e Ospedali, over 40, distribuiti uniformemente sul territorio italiano. "Questo farmaco - dichiara Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa all'Universita' di Pavia e Past Presidente dell'International Society for the Study of Women's Sexual Health (ISSWSH) - non deve essere considerato come contraccezione di emergenza per donne 'distratte' o superficiali, ma come soluzione per donne che hanno avuto problemi seri o vissuto eventi ad alto rischio. Penso, ad esempio, a casi in cui una donna possa sentirsi in diritto di tutelarsi da una gravidanza a rischio o indesiderata, garantendosi una protezione piu' sicura rispetto alla pillola del giorno dopo attualmente in commercio e ultimo efficace baluardo prima di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza, l'esperienza piu' dolorosa sotto tutti gli aspetti, fisici, psichici e morali". "La 'pillola dei 5 giorni dopo' - afferma Emilio Arisi, Presidente della SMIC (Societa' Medico Italiana della Contraccezione) - non va assolutamente confusa con la pillola abortiva RU486. Puo' essere prescritta dal ginecologo, come da qualsiasi altro medico che abbia accertato l'assenza di gravidanza in atto". "Anche l'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) - conclude la sua presidente, Francesca Merzagora - si affianca a quanto espresso dal mondo clinico, ritenendo che l'Italia rappresenterebbe, in caso di restrizioni, un'eccezione assoluta tra i Paesi europei".

La senatrice Donatella Poretti, Radicali, segretario commissione Igiene e Sanita', e' intervenuta in merito con un comunicato:
In attesa della decisione dell'Aifa prevista per il 12 luglio sulla commercializzazione della pillola dei 5 giorni dopo, 9 ginecologi su 10 si dicono contrari al test di gravidanza obbligatorio per la prescrizione della pillola contraccettiva EllaOne, come suggerito dal Consiglio Superiore della Sanita'.
Una modalita' studiata a tavolino per rendere inutile e inutilizzabile questo farmaco.
Infatti, per fare un simile test utilizzando il Ssn occorrerebbero almeno 10 giorni, tra medico curante che lo prescrive, prenotazione, analisi e ritiro del referto. Di nuovo dal medico per avere la ricetta e finalmente andare in farmacia! Ovvero tempi che renderebbero inutile il ricorso al farmaco. Altra tempistica se ci si rivolgesse al privato a pagamento, ovviamente, ma comunque estremamente macchinoso.
Per di più continua a restare incomprensibile perche' solo per questo farmaco dovrebbe essere fatto il test di gravidanza, visto che in gravidanza quasi tutti i farmaci sono vietati, perfino l'aspirina.
Ora siccome il parere del Css non e' vincolante l'unica cosa seria da fare sarebbe ignorarlo, e contestualmente fare cio' su cui l'Aifa era chiamata da oltre un anno e mezzo: stabilire prezzo e rimborsabilita'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →