Martedì 23 giugno 2026
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Rette RSA nelle Marche: aumenti insostenibili, famiglie e strutture in conflitto

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Si accende il dibattito sulle rette delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) nelle Marche e non solo. Come riporta Il Resto del Carlino, le famiglie degli anziani ospitati nelle strutture denunciano aumenti insostenibili, mentre i gestori si giustificano con il rincaro dei costi di gestione e l'adeguamento dei contratti del personale.

 

Il caso più emblematico riguarda la cooperativa sociale Cooss Marche, che gestisce strutture a Urbino, Acqualagna e Mondolfo. Secondo quanto dichiarato dal presidente Diego Mancinelli, gli aumenti tariffari si inseriscono nel quadro delle determinazioni assunte dalla Regione Marche sulle tariffe per i servizi residenziali agli anziani non autosufficienti, e sono resi necessari dal costante incremento dei costi di gestione e dal rinnovo del contratto collettivo delle cooperative sociali, che ha riconosciuto trattamenti economici migliorativi ai lavoratori. La cooperativa ha precisato di aver differito e reso graduale l'adeguamento — formalmente già efficace dal 1 luglio 2025 — per attenuare l'impatto sulle famiglie.

 

Ma i numeri restano pesanti. Un familiare pesarese con la madre ricoverata ad Acqualagna racconta che la retta arriva anche a 1.600 euro al mese, coperta in parte dalla pensione dell'anziana (820 euro più 500 di invalidità) e per la differenza dai servizi sociali del Comune. Con gli aumenti previsti — circa 5 euro al giorno da marzo e altri 2,57 euro al giorno da giugno — il conto rischia di diventare insostenibile.

 

Le famiglie degli ospiti della Residenza Montefeltro non hanno intenzione di accettare passivamente i rincari: dopo un primo tentativo di aumento, bloccato temporaneamente, la Cooss ha comunicato che un incremento di circa 230 euro al mese partirà nei prossimi mesi. I parenti dei degenti chiedono una dilazione degli aumenti e, soprattutto, un miglioramento dei servizi, che giudicano carenti in vari settori, contestando che i rincari siano giustificati dai costi del personale, peraltro sempre sotto organico.

 

Sul piano politico, le opposizioni si sono mobilitate. A Urbino, la minoranza consiliare ha annunciato una mozione per chiedere un intervento urgente di Comune e Regione a sostegno delle famiglie, definendo la situazione «insostenibile» per pensionati e figli che ogni mese affrontano sacrifici enormi per garantire assistenza e dignità ai propri cari non autosufficienti. In ambito regionale, la consigliera M5S Marta Ruggeri ha sollecitato la discussione di un'interpellanza chiedendo alla giunta Acquaroli di spiegare se gli aumenti tariffari siano compatibili con le disposizioni regionali e se si intenda garantire trasparenza e tutela delle famiglie.

 

Sul fronte dei fondi pubblici, la Regione Marche aveva annunciato un intervento da 30,6 milioni di euro per il periodo 2025-2027: 20,9 milioni a supporto degli enti gestori e 9,7 milioni a favore delle famiglie per abbattere i costi delle rette. La giunta ha anche comunicato di destinare 5 milioni all'anno a partire da luglio 2025 per incrementare la quota sanitaria. Tuttavia, secondo il Gruppo Solidarietà (GruSol) di Moie di Maiolati, tutto è ancora fermo, e negli ultimi quattro anni le tariffe mensili sono già cresciute mediamente di oltre 300 euro. Nei posti letto privati si parla di cifre tra 2.500 e 3.000 euro al mese, «insostenibili per ogni famiglia di reddito medio».

Al centro del nodo strutturale c'è la ripartizione della retta tra quota sanitaria — a carico del Servizio Sanitario Regionale — e quota sociale o alberghiera, che ricade su Comuni e famiglie. Il GruSol chiede che sia definita la tariffa complessiva in modo trasparente, eliminando la distinzione tra quota fissa e variabile spesso usata per scaricare costi impropri sull'utenza, e che venga abrogata o modificata la delibera regionale 1403/2025, sostituendo la convenzione scaduta nel 2012 con una nuova che limiti le prestazioni extra-accreditamento al solo comfort alberghiero, su esplicita richiesta del residente.

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