Giovedì 11 giugno 2026
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Rifiuti. Dal 2000 bollette aumentate del 67%. Cgia Mestre

U.E. - ITALIA
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Tra il 2000 ed il 2013 l'aumento delle bollette relative al servizio di asporto rifiuti e' stato del 67 per cento: se tredici anni fa ogni famiglia pagava mediamente 270 euro, con il debutto della Tares l'esborso medio per ciascun nucleo famigliare dovrebbe attestarsi sui 451 euro. "Come e' possibile che nel 2013 le famiglie paghino un importo cosi' pesante - sottolinea il segretario Giuseppe Bortolussi - quando negli ultimi 5 anni di crisi economica la produzione dei rifiuti urbani e' diminuita del 5 per cento e l'incidenza della raccolta differenziata, che ha consentito una forte riduzione dei costi di smaltimento, e' aumentata di oltre il 30 per cento?". I calcoli relativi alla serie storica sono stati effettuati dall'Ufficio studi della Cgia che ha analizzato i bilanci di 11 Comuni capoluogo di Regione: Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Milano, Palermo, Torino e Trieste. Fino all'anno scorso, in tutte queste realta' amministrative il pagamento dell'asporto rifiuti avveniva attraverso l'applicazione della Tarsu, da quest'anno, invece, tutti gli 8.100 Comuni d'Italia dovranno adottare la Tares che, sulla base delle prime indicazioni emerse dalle analisi effettuate, sembra essere molto piu' onerosa.
Quali sono le ragioni di questa preoccupazione? Secondo la Cgia in primo luogo, la Tares dovra' assicurare un gettito in grado di coprire interamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, vincolo non previsto con l'applicazione della Tarsu. In secondo luogo, si prevede una maggiorazione su tutti gli immobili pari a 0,3 euro al metro quadrato con la quale si andranno a finanziare i servizi indivisibili dei Comuni (illuminazione pubblica, pulizia e manutenzione delle strade). Dall'analisi dei bilanci dei Comuni italiani (anno 2010) e' emerso che lo scostamento tra quanto incassato con la Tarsu/Tia e il costo del servizio di raccolta e smaltimento ammonta a circa 0,9 miliardi di euro. Secondo la Cgia si tratta di una stima sottodimensionata: nell'analisi, oltrer all'assenza dei dati relativi alla Valle d'Aosta, inoltre non si e' potuto tener conto del fatto che molte Amministrazioni comunali esternalizzano il servizio di smaltimento dei rifiuti a societa' collegate.
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