A Rio Negro entra in vigore la legge sul fine vita
La legge provinciale Numero 4264 e' stata promulgata lo scorso dicembre dal governatore Miguel Saiz e pubblicata in gennaio sulla Gazzetta Ufficiale numero 4582 della provincia di Rio Negro.
A fine novembre, il Parlamento rionegrino aveva respinto il testo della deputata radicale Marta Milesi sulla morte degna (eutanasia). In seguito e' stato varato dal governatore. Da allora, e per la prima volta, l'eutanasia e' legale in una provincia argentina.
Secondo il sito Notivida, la legge "non tutela dall'accanimento terapeutico come sostiene la sua autrice, bensi' permette il ritiro di mezzi ordinari per rimanere in vita -idratazione e alimentazione-, ossia, legalizza l'eutanasia".
"Somministrare alimenti e acqua, ancorche' per via artificiale, e', all'origine, un mezzo ordinario e adeguato alla conservazione della vita. Per tanto e' obbligatorio nella norma e deve dimostrare d'adempiere al suo scopo, che consiste nel procurare l'idratazione e la nutrizione del paziente. In tal modo si evitano la sofferenza e la morte derivate da inedia e disidratazione", sostiene la Congregazione per la Dottrina della Fede.
In base alla normativa, l'eutanasia puo' essere richiesta dal paziente che, per malattia o incidente, si trovi in uno stadio terminale. Se non e' cosciente la possono chiedere il rappresentante legale o il coniuge, discendenti, ascendenti, parenti consanguinei fino al sesto grado. I medici che fanno obiezione di coscienza sono iscritti nel registro degli obiettori. Ogni struttura assistenziale pubblica e privata deve disporre di risorse umane e materiali sufficienti a garantire questo diritto.
A fine novembre, il Parlamento rionegrino aveva respinto il testo della deputata radicale Marta Milesi sulla morte degna (eutanasia). In seguito e' stato varato dal governatore. Da allora, e per la prima volta, l'eutanasia e' legale in una provincia argentina.
Secondo il sito Notivida, la legge "non tutela dall'accanimento terapeutico come sostiene la sua autrice, bensi' permette il ritiro di mezzi ordinari per rimanere in vita -idratazione e alimentazione-, ossia, legalizza l'eutanasia".
"Somministrare alimenti e acqua, ancorche' per via artificiale, e', all'origine, un mezzo ordinario e adeguato alla conservazione della vita. Per tanto e' obbligatorio nella norma e deve dimostrare d'adempiere al suo scopo, che consiste nel procurare l'idratazione e la nutrizione del paziente. In tal modo si evitano la sofferenza e la morte derivate da inedia e disidratazione", sostiene la Congregazione per la Dottrina della Fede.
In base alla normativa, l'eutanasia puo' essere richiesta dal paziente che, per malattia o incidente, si trovi in uno stadio terminale. Se non e' cosciente la possono chiedere il rappresentante legale o il coniuge, discendenti, ascendenti, parenti consanguinei fino al sesto grado. I medici che fanno obiezione di coscienza sono iscritti nel registro degli obiettori. Ogni struttura assistenziale pubblica e privata deve disporre di risorse umane e materiali sufficienti a garantire questo diritto.
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