Mercoledì 4 novembre 2026
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E.Romagna. Approvato definitivamente programma per l'integrazione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'Assemblea legislativa regionale ha approvato a maggioranza (contrari Fi-Pdl, An-Pdl, Lega nord; astenuti Udc e Per E-R) il Programma triennale 2009-11 per l'integrazione sociale degli stranieri, che pone l' alfabetizzazione, la mediazione e l'antidiscriminazione come linee guida.
Sono oltre 100.000 gli immigrati in Emilia-Romagna con permessi di soggiorno di lunga durata (40.000 i figli di genitori stranieri nati in regione) e contruibuiscono con le loro imposte con circa 400.000 euro al gettito fiscale (Dossier Caritas 2008). 'Il cambiamento della societa' regionale in senso interculturale e' gia' in essere', ha commentato l'assessore regionale alle Politiche sociali, Anna Maria Dapporto, che ha giudicato importante l'approvazione del provvedimento anche in vista della 'Giornata internazionale dei migranti' in programma giovedi'. Nei prossimi vent'anni, ha aggiunto, l'immigrazione raddoppiera', ma anche se questo 'innesca in parte della popolazione sentimenti di diffidenza e chiusura, voglio pero' ricordare che la percezione secondo cui prevarrebbero i 'costi' dell'integrazione rispetto ai 'benefici' per l'economia non corrisponde affatto alla realta''.
In aula e' stato approvato all'unanimita' un emendamento di Tiziano Tagliani (Pd) sottoscritto da Alberto Vecchi (An-Pdl) che applica anche ai contributi per le nuove imprese il criterio del bando unico, senza separazioni tra italiani e stranieri, gia' adottato per altre politiche sociali. Il Programma e' stato cosi' modificato al paragrafo 4, lettera C: cosi', 'per facilitare l'avvio di regolari attivita' imprenditoriali da parte di immigrati, sia in forma individuale che in forma associativa, si ritiene opportuno sviluppare iniziative promozionali, informative e formative come previsto dall'art.16 della legge regionale 5/2004' (legge sull'immigrazione), non prevedendo piu' le 'azioni di incentivazione' del precedente Programma 2005-08, criticate soprattutto dalla Lega nord, che stigmatizzava la destinazione dei fondi solo agli immigrati e non agli emiliano-romagnoli.
L'apporto dei lavoratori immigrati alla creazione di ricchezza in Emilia-Romagna (Pil) e' stato nel 2006 l'11,3% del totale (Fonte Unioncamere), mentre nel 2005 era del 10,8%. A livello nazionale, il gettito contributivo Inps 2007 dei lavoratori stranieri pesa per oltre il 10%. In Emilia-Romagna si stima che i contributi Inps derivanti dai dipendenti stranieri siano circa un miliardo (anno 2007) e le pensioni a persone straniere non superano invece l'1% della spesa pensionistica totale (anno 2006).
Per Tagliani, occuparsi di questa realta' non solo e' doveroso proprio per questi motivi, ma 'e' il solo modo di scongiurare una guerra tra poveri'. Vecchi si e' espresso al favore dell'emendamento firmato insieme a Tagliani, ma contro il Programma, in particolare per una concezione troppo 'larga del diritto di residenza'. Contrario anche Mauro Manfredini (Lega nord): 'Questo programma continua a contenere elementi discriminatori nei confronti degli emiliano-romagnoli'. Andrea Leoni (Fi-Pdl) ha motivato il No del suo gruppo al provvedimento, definito 'un atto ideologico, che portera' a altro spreco di denaro pubblico, senza effetti positivi per una vera integrazione', anzi, ha parlato di 'disintegrazione sociale'. Silvia Noe' (Udc) ha motivato l'astensione condividendo la necessita' di razionalizzare le poche risorse disponibili e, solidale, ha espresso gratitudine per gli immigrati che, con il loro lavoro, aiutano famiglie e imprese nella nostra regione. Anche per Carlo Monaco (Per E-) 'l'Italia non e' assediata da una minaccia esterna, da nuove invasioni barbariche, anzi, la forza delle societa' occidentali sta proprio nel presentarsi come societa' aperte', ma ha criticato il Programma definendolo 'reticente sulla sostanziale differenza fra stranieri residenti e clandestini'. Favorevole invece Mario Mazzotti (Pd), che ha ricordato come simili atti per l'immigrazione, in applicazione di direttive nazionali, siano gia' stati approvati da altre Regioni (Veneto, Lombardia e Piemonte) e che lo stesso presidente della Camera sia intervenuto a favore della concessione del diritto di voto agli stranieri residenti.  
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