Martedì 28 luglio 2026
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RSA a 2.000 euro, pensioni a 1.000: in Maremma invecchiare è un lusso

U.E. - ITALIA
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In Maremma, invecchiare dignitosamente in una struttura protetta è diventato un privilegio economico fuori dalla portata della maggior parte dei pensionati. Lo denuncia Il Giunco.net, quotidiano online del territorio grossetano, mettendo a confronto due cifre impietose: la pensione media locale si aggira intorno ai mille euro mensili, mentre il costo di un posto in Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) supera i duemila euro al mese.

Il divario è netto e strutturale: l'assegno previdenziale medio non copre nemmeno la metà della retta di degenza. Chi non dispone di un adeguato supporto familiare o di integrazioni economiche aggiuntive si trova di fatto escluso dall'accesso alle strutture di cura per anziani non autosufficienti.

 

Il quadro si inserisce in un contesto demografico ed economico già segnato da criticità profonde. Secondo l'analisi della Cgil di Grosseto, nella provincia il 90% dei redditi dichiarati è riconducibile a lavoratori dipendenti e pensionati, mentre il lavoro autonomo rappresenta appena il 10% del totale. In diversi Comuni del territorio, i redditi da pensione risultano addirittura superiori ai redditi medi da lavoro — segnale di quanto il lavoro locale sia sottopagato, frammentato in contratti stagionali e part-time involontari.

 

A ciò si aggiunge un progressivo invecchiamento della popolazione: nel solo capoluogo, a fronte di un aumento complessivo dei residenti negli ultimi quindici anni, si registra la perdita di oltre milletrecento persone in età lavorativa e un incremento di oltre tremila ultrasessantacinquenni. Una tendenza che aumenta la domanda di assistenza proprio mentre le risorse individuali disponibili si assottigliano.

 

Il risultato è un sistema di welfare per gli anziani che regge solo grazie alle reti familiari o a patrimoni privati. Per chi non li ha, la prospettiva di una vecchiaia in una struttura adeguata rimane, nei fatti, inaccessibile.

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