Venerdì 12 giugno 2026
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Ru486 e ricovero ordinario, Livia Turco: Roccella vuole ricattare le Regioni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Il Governo chiarisca le sue reali intenzioni sulla possibilita' che le donne utilizzino la pillola Ru486 e se le linee guida presentate ieri dal sottosegretario Roccella non costituiscano una contraddizione con il diritto di autodeterminazione della persona, in merito alla scelta delle cure a cui sottoporsi, e con la deontologia medica". Lo chiede Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, in una interrogazione a risposta immediata al ministro della Salute.
Secondo Turco, "le linee guida del Governo suonano come un avvertimento alle Regioni per impedire che venga previsto l'utilizzo del farmaco in day hospital. E' inaccettabile - sottolinea - che il sottosegretario arrivi addirittura a ipotizzare la negazione del rimborso della prestazione, da parte del servizio pubblico, alle strutture sanitarie in caso che il ricovero non sia ordinario, cioe' di tre giorni".
"Questa non e' una 'criticita' amministrativa', come dice Roccella - sottolinea l'ex ministro della Salute - ma un ricatto vero e proprio. Il Governo non si intrometta nella relazione tra medico e paziente e dica, piuttosto, quanti sono fino ad oggi i casi di interruzione di gravidanza con la pillola Ru486".

 'Mi sorprende che l'onorevole Livia Turco, che e' stata Ministro della Salute, non sappia che il Ministero non puo' ipotizzare la 'negazione del rimborso della prestazione' semplicemente perche' i rimborsi e i relativi controlli spettano alle Regioni. La questione dei rimborsi, cosi' come e' stata posta da alcuni quotidiani e dall'interrogazione della Turco, e' semplicemente insensata'.
Lo afferma in una nota il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella secondo la quale 'il Ministero si e' limitato a segnalare alle Regioni le criticita', dal punto di vista della correttezza amministrativa, che possono nascere qualora le dimissioni volontarie della paziente non siano la rinuncia a proseguire il trattamento, ma un modo per l'organizzazione sanitaria di evitare i costi del ricovero, favorendo l'aborto a domicilio'.
'Non ho mai parlato di day hospital - aggiunge Roccella - anche perche' i pareri espressi dalla Commissione Sanita' del Senato e dal Ministro Sacconi affermano in modo esplicito che l'aborto farmacologico e' compatibile con la nostra legge solo se praticato in regime di ricovero ordinario. Tali pareri sono stati comunicati alla Commissione Europea, come richiesto dalla direttiva comunitaria per il mutuo riconoscimento, la procedura con cui la Ru486 e' stata introdotta in Italia. L'autonomia delle Regioni, che il Ministero non ha in alcun modo 'minacciato', non puo' certamente riguardare l'interpretazione della legge 194: non tocca infatti alle Regioni stabilire quali procedure abortive rispettino la legge nazionale. Come abbiamo piu' volte ricordato, anche i tre pareri espressi dal Consiglio superiore di sanita', massima autorita' sanitaria del nostro Paese, affermano la necessita' del ricovero ordinario a garanzia della salute delle donne'.

Livia Turco (Pd) controreplica alla sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella sulla pillola abortiva Ru486.
"Nella mia interrogazione a risposta immediata al ministro della Salute, nella quale ho chiesto chiarimenti anche sulle ipotesi di negare il rimborso della prestazione da parte del servizio pubblico alle strutture sanitarie in cui il ricovero per l'uso della pillola Rn486 non sia ordinario, ho fatto riferimento ad affermazioni dello stesso sottosegretario Roccella riferite dalla stampa e da lei mai smentite", precisa Livia Turco in un comunicato. "Dunque, il sottosegretario si metta d'accordo con se stessa".

ASSESSORE E-R, ORIENTAMENTO IMMUTATO
- Dopo le linee guida per le Regioni presentate ieri dal sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, l'orientamento dell'Emilia-Romagna per la somministrazione della Ru486 resta quello 'ribadito con una nota alle Aziende sanitarie il 15 aprile scorso'. Lo precisa il neo assessore regionale Carlo Lusenti, in un comunicato.
'Nella nostra Regione - ricorda - la pillola Ru486 viene somministrata in ospedale: o in regime di day hospital con presa in carico ospedaliera fino al 14/o giorno, o in regime di ricovero ordinario su richiesta della donna o del medico'. La nota del 15 aprile, aggiunge Lusenti, tratta ampiamente 'le indicazioni sul percorso assistenziale, le informazioni da dare alla donna per permettere una scelta consapevole, le valutazioni cliniche sull'opportunita' o meno di utilizzare l'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) farmacologica, citate nelle linee guida ministeriali'.
Le scelte dell'Emilia-Romagna, precisa l'assessore, sono 'nel pieno rispetto della tutela della salute della donna, della legge 194, delle valutazioni clinico-assistenziali dei professionisti basate sui dati di letteratura internazionale.
L'esperienza che abbiamo fatto al riguardo in oltre quattro anni non ha fatto registrare alcun problema rilevante'. In Emilia- Romagna, infatti, l'Ivg con Ru486 e' possibile dal dicembre 2005, scelta da un basso numero tra le donne ricorse all'aborto: il 3,8% nel 2006, il 5% nel 2007, il 4,7% nel 2008 e il 6,8% nel 2009.

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