La Ru486 si acquista online, specialmente nei Paesi con leggi restrittive sull'aborto
E' il web la farmacia virtuale dove le donne possono acquistare la pillola abortiva, quando non e' venduta nel proprio Paese. Ancora una volta la rete Internet diventa il grande contenitore occulto per soddisfare le richieste di chi vuole prodotti illegali o di difficile reperimento. Come gia' avviene per integratori e prodotti dopanti. A lanciare l'allarme e' oggi la Bbc online che rivela come le donne irlandesi, ma anche di altre 70 nazioni dove il farmaco abortivo Ru486 non e' in commercio, Italia compresa, si approvvigionano via computer. Con l'illusione di poter fare tutto a casa propria e senza l'assistenza di un medico.
Un fai da te che pero' si rivela pericoloso per la salute visto che circa l'11% delle donne che hanno optato per l'acquisto della pillola online sono poi state costrette a correre in ospedale per l'interruzione di gravidanza chirurgica. In alcuni casi, infatti, il feto non e' stato completamente espulso o si e' verificato un sanguinamento eccessivo. Il sito internet Women on Web (www.womenonweb.org/), fornisce la possibilita' di acquistare il farmaco altrimenti proibito. E in base a un sondaggio effettuato su 2.00 donne che ne hanno fatto ricorso, emerge che il 58% si e' dichiarata soddisfatta della possibilita' offerta, e il 31% stressata ma tutto sommato ha ritenuto accettabile l'esperienza. Il sito internet assicura l'invio il farmaco solo a quelle donne che vivono in nazioni in cui la legge e' fortemente restrittiva, e che sono a meno di 9 settimane di gravidanza.
EXELGYN: ATTENZIONE, E' PARACETAMOLO - L'azienda produttrice della pillola abortiva Ru486 ha presentato una denuncia nei confronti del sito internet 'Women on Web' per la vendita on line di farmaci contraffatti 'spacciati' per il loro prodotto. Non a base di mifepristone, ma di paracetamolo. "Abbiamo proceduto in questo modo - spiegano all'Adnkronos Salute fonti interne dell'industria francese Exelgyn Laboratoires - perche' all'interno di quelle pillole non c'e' il principio attivo della Ru486, cioe' il mifepristone, bensi' del paracetamolo", molecola presente nei comuni medicinali utilizzati contro i sintomi influenzali.
"Alle italiane non serve acquistare online la pillola abortiva Ru486, che non e' in commercio nel nostro Paese, perche' ci sono alternative praticabili. Ma non bisogna demonizzare la vendita sul web di questo farmaco per chi non puo' avere accesso all'interruzione di gravidanza nel proprio Paese". Silvio Viale, ginecologo e alfiere in Italia della sperimentazione dell'aborto farmacologico, commenta cosi', all'Adnkronos Salute. "Iniziamo col distinguere l'aspetto legale da quello medico. Chi acquista su Internet un farmaco vietato nel proprio Paese, viola le leggi. Ma dal punto di vista sanitario non corre particolari pericoli. Basta che a casa arrivi il farmaco vero e proprio, e che sia corredato dalle corrette informazioni, anche sul luogo in cui rivolgersi in caso di complicazioni", assicura. Viale ricorda che "in alcune nazioni dove la pillola Ru486 e' disponibile, la supervisione dell'aborto e' affidata a un paramedico. E, nei fatti l'espulsione del feto a seguito dell'assunzione del farmaco non e' diversa da un comune aborto spontaneo, come se ne verificano 70 mila ogni anno in Italia tra le mura domestiche".
Il fatto che l'11% delle donne che hanno acquistato online la Ru486 sia poi dovuto andare comunque in ospedale, per eccessivo sanguinamento o non completa espulsione del feto, "non cambia la mia opinione. Si tratta di una percentuale bassa.
Anche il 2% di chi sceglie l'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) chirurgica deve sottoporsi a un secondo intervento per complicazioni sottostimate. E i dati sulla sperimentazione della Ru486 condotta dalla mia equipe all'ospedale S'Anna di Torino hanno mostrato la necessita' di un raschiamento solo per il 6,7% delle donne".
Insomma, per il ginecologo ed esponente dei Radicali, "la vendita online e' la soluzione per chi vive in un Paese dove l'aborto e' vietato dalla legge. E sono la maggior parte. In Europa l'Ivg e' ancora vietata solo in Irlanda, Polonia, Malta e le piccole nazioni come San Marino, Monaco, Andorra. Ma nel resto del mondo l'aborto e' vietato quasi ovunque".
Quanto poi alla questione della scappatoia della rete Internet, Viale spiega che "per combatterla non servono campagne manichee di demonizzazione, ma invece la disponibilita' dei farmaci richiesti nei canali ufficiali. E in condizioni di sicurezza. Non dimentichiamoci che i modi per aggirare leggi e divieti sono tanti. E anche in Italia sempre piu' donne cominciano a varcare il confine per prendere la Ru486 in Francia, Svizzera e Austria".
Un fai da te che pero' si rivela pericoloso per la salute visto che circa l'11% delle donne che hanno optato per l'acquisto della pillola online sono poi state costrette a correre in ospedale per l'interruzione di gravidanza chirurgica. In alcuni casi, infatti, il feto non e' stato completamente espulso o si e' verificato un sanguinamento eccessivo. Il sito internet Women on Web (www.womenonweb.org/), fornisce la possibilita' di acquistare il farmaco altrimenti proibito. E in base a un sondaggio effettuato su 2.00 donne che ne hanno fatto ricorso, emerge che il 58% si e' dichiarata soddisfatta della possibilita' offerta, e il 31% stressata ma tutto sommato ha ritenuto accettabile l'esperienza. Il sito internet assicura l'invio il farmaco solo a quelle donne che vivono in nazioni in cui la legge e' fortemente restrittiva, e che sono a meno di 9 settimane di gravidanza.
EXELGYN: ATTENZIONE, E' PARACETAMOLO - L'azienda produttrice della pillola abortiva Ru486 ha presentato una denuncia nei confronti del sito internet 'Women on Web' per la vendita on line di farmaci contraffatti 'spacciati' per il loro prodotto. Non a base di mifepristone, ma di paracetamolo. "Abbiamo proceduto in questo modo - spiegano all'Adnkronos Salute fonti interne dell'industria francese Exelgyn Laboratoires - perche' all'interno di quelle pillole non c'e' il principio attivo della Ru486, cioe' il mifepristone, bensi' del paracetamolo", molecola presente nei comuni medicinali utilizzati contro i sintomi influenzali.
"Alle italiane non serve acquistare online la pillola abortiva Ru486, che non e' in commercio nel nostro Paese, perche' ci sono alternative praticabili. Ma non bisogna demonizzare la vendita sul web di questo farmaco per chi non puo' avere accesso all'interruzione di gravidanza nel proprio Paese". Silvio Viale, ginecologo e alfiere in Italia della sperimentazione dell'aborto farmacologico, commenta cosi', all'Adnkronos Salute. "Iniziamo col distinguere l'aspetto legale da quello medico. Chi acquista su Internet un farmaco vietato nel proprio Paese, viola le leggi. Ma dal punto di vista sanitario non corre particolari pericoli. Basta che a casa arrivi il farmaco vero e proprio, e che sia corredato dalle corrette informazioni, anche sul luogo in cui rivolgersi in caso di complicazioni", assicura. Viale ricorda che "in alcune nazioni dove la pillola Ru486 e' disponibile, la supervisione dell'aborto e' affidata a un paramedico. E, nei fatti l'espulsione del feto a seguito dell'assunzione del farmaco non e' diversa da un comune aborto spontaneo, come se ne verificano 70 mila ogni anno in Italia tra le mura domestiche".
Il fatto che l'11% delle donne che hanno acquistato online la Ru486 sia poi dovuto andare comunque in ospedale, per eccessivo sanguinamento o non completa espulsione del feto, "non cambia la mia opinione. Si tratta di una percentuale bassa.
Anche il 2% di chi sceglie l'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) chirurgica deve sottoporsi a un secondo intervento per complicazioni sottostimate. E i dati sulla sperimentazione della Ru486 condotta dalla mia equipe all'ospedale S'Anna di Torino hanno mostrato la necessita' di un raschiamento solo per il 6,7% delle donne".
Insomma, per il ginecologo ed esponente dei Radicali, "la vendita online e' la soluzione per chi vive in un Paese dove l'aborto e' vietato dalla legge. E sono la maggior parte. In Europa l'Ivg e' ancora vietata solo in Irlanda, Polonia, Malta e le piccole nazioni come San Marino, Monaco, Andorra. Ma nel resto del mondo l'aborto e' vietato quasi ovunque".
Quanto poi alla questione della scappatoia della rete Internet, Viale spiega che "per combatterla non servono campagne manichee di demonizzazione, ma invece la disponibilita' dei farmaci richiesti nei canali ufficiali. E in condizioni di sicurezza. Non dimentichiamoci che i modi per aggirare leggi e divieti sono tanti. E anche in Italia sempre piu' donne cominciano a varcare il confine per prendere la Ru486 in Francia, Svizzera e Austria".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti