Sanità, in Paesi industrializzati sempre più medici stranieri
Sono oltre 60 milioni gli operatori sanitari nel mondo. E sono sempre di piu' quelli che emigrano dal proprio Paese in stati piu' ricchi per lavorare ed essere formati all'estero. Negli ultimi 30 anni la migrazione di medici e infermieri e' aumentata del 5% all'anno in molti paesi europei e nei Paesi dell'area Ocse, circa il 20% dei medici e' straniero. Tra questi ci sono oltre 56mila medici indiani e circa 110mila infermiere filippine. In Italia, come fa sapere il centro elaborazione dati della Fnomceo, sono 2188 i medici e odontoiatri stranieri che operano nel nostro Paese. A delineare invece i contorni di questo fenomeno a livello globale e' un rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms).L'indagine Oms evidenzia come ormai l'afflusso degli operatori sanitari dai Paesi a medio reddito verso quelli sviluppati sia molto alto, sia perch‚ nei Paesi piu' ricchi non sono sufficienti, sia perch‚, a causa dell'invecchiamento della popolazione, le malattie croniche sono sempre piú diffuse.
Gli effetti di questa migrazione sono negativi e positivi. I paesi d'origine hanno infatti il doppio problema della perdita della forza lavoro su cui hanno investito durante la formazione, e dell'indebolimento del proprio sistema sanitario a causa della mancanza di personale, che spesso non riesce a garantire la cura per i proprio abitanti. D'altra parte, pero', gli operatori che percepiscono redditi elevati all'estero hanno la possibilità di inviare a casa del denaro, che aiuta l'economia del Paese d'origine. Un altro aspetto positivo è il fatto che, quando i migranti tornano al Paese d'origine, portano con s‚ tecniche e conoscenze acquisite durante il periodo di lavoro all'estero. Si emigra per guadagnare meglio, avere migliori opportunita' di carriera o anche scappare da guerre o situazioni politiche pericolose. Ma in molti Stati c'e' anche l'emigrazione dal settore pubblico a quello privato, principalmente per motivi economici.
Nella top ten dei Paesi da cui emigra il piu' alto numero di medici, ci sono Antigua e Barbados, Grenada, Guyana, Mozambico, Angola, Fiji, Sierra Leone, Tanzania, Saint Vincent e Grenadine, Haiti. L'India e le Filippine invece sono gli Stati da cui esce il maggior numero di operatori sanitari, quindi oltre ai medici anche infermieri, ostetriche e tecnici di laboratorio.
Per ovviare a questo problema l'Oms ha prodotto un codice di pratiche per l'assunzione internazionale di operatori sanitari (la cui applicazione e' volontaria) che prevede un supporto a quei Paesi in cui gli operatori sanitari non sono in numero sufficiente, in modo che la loro formazione diventi una priorità; investimenti nella ricerca e nei sistemi d'informazione, per monitorare la migrazione internazionale degli operatori sanitari e sviluppare politiche adeguate; la creazione da parte dei Paesi Ocse di una propria forza lavoro, e la maggiore considerazione delle esigenze dei propri operatori sanitari; l'uguaglianza dei diritti tra lavoratori del settore sanitario immigrati e personale locale.
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