Martedì 9 giugno 2026
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Scienza & Vita d'accordo con documento Fnomceo su fine vita, molto simile al proprio

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Scienza & Vita applaude al documento della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri su testamento biologico, eutanasia e accanimento terapeutico, varato nei giorni scorsi ad Udine.
Scienza e Vita, associazione nata per la difesa della vita, giudica "di particolare rilievo la posizione assunta a riguardo del testamento biologico" da parte della federazione di chirurghi e odontoiatri. "Essa spazza via il pregiudizio diffuso da alcuni ambienti politici, in base al quale la maggioranza dei medici italiani sarebbe favorevole al varo di una legge che disciplini la materia".
Il pregio del documento della Fnomceo sta nel fatto che "non viene espressa alcuna esplicita esigenza di una legge sul testamento biologico e vengono rivolti appelli al legislatore affinche' venga introdotto nel nostro ordinamento uno strumento di questo tipo". Dal documento pensato dalla federazione "traspare chiaramente l'esigenza di consolidare l'alleanza terapeutica tra il paziente e il medico e che si convoglino maggiori risorse pubbliche in direzione delle cure palliative, in grado di aiutare i medici nell'accompagnamento del paziente nelle ultime fasi della vita".
Che il documento delle gerarchie mediche italiane trovasse il consenso di associazioni fortemente religiose come Scienza & Vita era peraltro prevedibile. Nel suo documento, infatti, la Fnomceo ha fatto proprio il nome della campagna di Scienza & Vita contro il diritto all'autodeterminazione e alla libera scelta del paziente: "No all'accanimento terapeutico, no all'eutanasia".

"No a strumentalizzare il documento della Federazione degli ordini dei medici Fnomceo". Lo afferma il presidente della commissione Sanità del Senato Ignazio Marino.
"Il documento elaborato dalla Fnomceo, presentato al Convegno di Udine - rileva Marino in una nota - è assolutamente valido in quanto esprime per la prima volta la posizione ufficiale dei medici. I risultati della ricerca che è stata presentata sono chiarissimi: il 55% dei medici italiani è favorevole alle dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari e il 64% ritiene doveroso attenersi alle indicazioni del paziente rispetto al non attuare o interrompere trattamenti di sostegno vitale. Questi sono dati obiettivi - aggiunge - e come tali non vanno manipolati per avvallare idee contrarie a quelle espresse dai medici. Probabilmente chi afferma che i medici non vogliono una legge sul testamento biologico lo fa senza avere letto i dati".
La Federazione dei medici, prosegue Marino, "ha posto al centro delle sue considerazioni le esigenze dei pazienti e sottolineato l'importanza di garantire a tutti, in maniera omogenea nel Paese, l'assistenza in ogni fase della malattia, comprese le cure palliative per i malati terminali. un atto di civiltà di cui il nostro Servizio Sanitario Nazionale si deve fare carico. Sono riflessioni assolutamente valide su cui ci siamo trovati in pieno accordo - conclude Marino - con la senatrice Paola Binetti e Mario Melazzini, presidente dell'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA)".

'Siamo assolutamente contrari alla legge sul testamento biologico. Ora sappiamo che anche dai medici italiani non e' arrivata nessuna richiesta in tal senso'. Lo afferma Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia.
'Provvedimenti del genere, ovunque sono stati approvati - rileva Bertolini in una nota - sono stati utilizzati come grimaldello per spalancare la porta all'utanasia. E assolutamente necessario invece, che tutti gli organismi che operano nel sociale, e auspichiamo anche tutte le Istituzioni, si adoperino per fornire una maggiore e piu' qualificata assistenza non solo materiale (anche con l'ampliamento delle cure palliative) ma anche morale a tutte quelle famiglie che quotidianamente devono assistere persone sofferenti'.


I Medici sono 'a favore della vita' e il documento della Fnomceo e' 'un'ulteriore conferma dell'attenzione con cui i medici italiani guardano al momento della morte e al percorso che la precede'. Lo sottolineano le senatrici dell'Ulivo Paola Binetti e Emanuela Baio, componenti della Commissione Sanita' del Senato.
'Tutti concordi - affermano in una nota - nel chiedere al ministro risorse umane e materiali per garantire un accompagnamento del malato fino al termine della sua vita con una palliazione che consenta davvero di immaginare una vita che si spenga senza dolore e senza inutili accelerazioni. La presentazione dei dati di una ricerca condotta su 12.000 medici aveva impropriamente lasciato credere che una percentuale sia pure minima fosse disponibile ad interventi di tipo eutanasico.
La Fnomceo - proseguono le senatrici - ribadisce con chiarezza e fermezza il suo no all'eutanasia. Un no deciso a cui ci uniamo con convinta determinazione'.
Il documento, rilevano Binetti e Baio, 'mostra una volta di piu' il rifiuto assoluto dei medici nei confronti dell eutanasia e di ogni altra misura che pretenda di accelerare la morte. La Fnomceo lancia un messaggio ulteriore di speranza e di sicurezza a tutti i pazienti, in ogni condizione, terminali o in coma. Il patto con la vita resta chiarissimo e caratterizza l'alleanza medico-paziente senza se e senza ma'. Con il proprio testamento biologico, concludono, 'i pazienti potranno solo chiedere le migliori condizioni possibili per affrontare la malattia fino alla fine. Nessun medico si dichiara disponibile ad abbreviarne il corso, ma tutti sono disposti a non lasciare solo il paziente, ad accompagnarlo per garantire l umanita' e la dignita' della sua morte'.

'Salutiamo positivamente la presa di posizione della Federazione nazionale degli ordini dei medici e odontoiatri sulla 'contrarieta' all'eutanasia e ad ogni forma di accanimento terapeutico, cosi' come sancito dal Codice di Deontologia medica'. Questo dimostra, come affermato autorevolmente anche da Scienza e Vita, che la legge sul testamento biologico non e' necessaria, in quanto i diritti del malato possono essere tutelati gia' con l'applicazione delle leggi in vigore. Altre sono le priorita' (ad esempio l'implemento delle cure palliative). L'accanimento del presidente Marino e di altri senatori della sinistra non deriva dunque dal soddisfare le esigenza manifestate dal mondo medico, ma e' frutto di una scelta ideologica'. Lo afferma il senatore della Lega Nord Padania Massimo Polledri.

"Una legge sul testamento biologico non serve: occorrono, invece, un'allenza teraperutica tra paziente e medico, indipendenza dei medici, una legge di tutela dei soggetti deboli e maggiore disponibilita' per le cure palliative proprio per ribadire il rispetto di quei valori etico-civili presenti nel codice deontologico dei medici italiani, a partire dal diritto di chi soffre di essere accompagnato con competenza, solidarieta' e amore nel momento della morte". Lo afferma Luisa Capitanio Santolini, deputata Udc e vice presidente della commissione affari sociali della Camera.
"Quanto affermato dal Consiglio nazionale della Federazione dei medici- sottolinea Santolini- spazza via, senza equivoci, ogni tentativo di far approvare in fretta al Senato una legge sul testamento biologico in quanto necessaria e richiesta dalla categoria medica". In questo senso, continua la parlamentare, "stupisce la pervicacia e l'incredibile insistenza del presidente Marino e di alcuni esponenti della maggioranza a voler approvare una legge pericolosa e inutile".
Conclude Santolini: "Ci auguriamo che questo stop dei medici induca a una maggiore riflessione la commissione Sanita' del Senato, che ha il dovere di ascoltare la voce di chi e' in prima fila nel difficile compito del rispetto della vita, dal concepimento alla morte naturale".

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