Si parla anche di testamento biologico in campagna elettorale
Anche se appena menzionato, il testamento biologico sembra aver conquistato per la prima volta un posticino in campagna elettorale.
'Il programma del Pdl per il 23 aprile 2008 sembra scritto nei primi mesi del 2001'. Lo afferma Enrico Morando, responsabile programma del Pd. 'Nel frattempo, il mondo e' cambiato. Accade cosi' -fa osservare Morando- che non una parola sia dedicata al posizionamento dell'Italia nel nuovo contesto globale, che vede l'esaurimento dell'approccio unilaterale (Bush) e l'affermarsi del multilateralismo (Obama e Clinton, ma anche Mc Cain)'. 'L'Italia del Pdl -chiede Morando- vuole l'Europa massima possibile, per difendere attraverso l'Europa il suo interesse nazionale (minacciato dalla concorrenza sleale), o l'Europa minima indispensabile, dominata dai particolarismi nazionali?'. 'In tema di politiche fiscali -continua l'esponente democratico- campeggia un'abolizione dell'IRAP' (graduale, per carita') che si colloca in forte contrasto con la replica dei fatti: per ridurre davvero l'IRAP, ha potuto di piu' l'anno e mezzo di governo Prodi dei cinque anni di governo Berlusconi'. 'L'innalzamento della produttivita' non sembra l'obiettivo centrale: la proposta di detassazione si rivolge solo agli straordinari non alla quota di salario di secondo livello, come nel programma del Pd'. 'Bene il rafforzamento della prevenzione contro l'aborto, male il silenzio sulla 194; cosi' come e' significativo il silenzio sul testamento biologico, contro l'accanimento terapeutico'. 'Nelle prossime ore -conclude Morando- si potra' formulare un giudizio piu' approfondito: resta, per ora, l'impressione di una certa nostalgia per un'esperienza di governo - quella tra il 2001 e il 2006 - che gli italiani hanno gia' giudicato severamente'.
Dico, pillola abortiva, testamento biologico... Basta con il voto di coscienza. I temi etici, assicura l'ex segretario dei Ds Piero Fassino in un'intervista al "Quotidiano nazionale", non paralizzeranno l'azione di governo del Pd. "Metteremo Binetti Bonino intorno a un tavolo -spiega l'ex leader della Quercia- e non se andranno finche' non avremo trovato una soluzione". Fassino torna a parlare anche del mancato accordo con i socialisti. "Noi abbiamo proposto loro un percorso che prevede l'inclusione di candidati nelle nostre liste, poi il graduale ingresso nel Pd". Lo stesso schema proposto ai radicali? "Esatto -replica Fassino- e non si capisce come mai i socialisti che hanno condiviso con noi tutto il persorso nell'Ulivo, ora restino da soli". La rimonta del Pd si e' gia' esaurita? "Non credo proprio -risponde Fassino- Berlusconi e' all'inseguimento su tutto e a me pare che questo inseguimento non sia solo l'espressione di un ritardo organizzativo ma vuol dire che la destra non ha offerte per l'Italia". Fassino conferma infine di non essere tra gli esclusi dalla liste del Pd: verra' infatti ricandidato in Piemonte.
"Quando nella prossima legislatura il 'Pdr' (Partito democratico radicale, dopo l'accordo Veltroni-Pannella) dovra' esprimere una posizione su temi come il testamento biologico, la prevenzione dell'aborto o la liberta' di educazione, dovra' impegnarsi in lunghe riunioni per mediare fra le posizioni dei teodem, dei cattodemoratici, di Veronesi, della Bonino e di mille altri...". Lo dice il senatore di An Alfredo Mantovano, nel sottolinere che "il Pdl ha invece scritto parole chiare nel suo programma, in coerenza con la storia delle forze politiche lo hanno costituito: no a eutanasia, diretta o mascherata, rafforzamento dei consultori in chiave di prevenzione dell'aborto, possibilita' per un genitore di scegliere liberamente per il figlio fra scuola statale o non statale". Per questo, dice Mantovano, auguro agli amici teodem che il Pdl vinca le elezioni: per loro nella prossima legislatura la vita sara' certamente meno complicata".
'E' un 8 marzo in cui esserci. Con orgoglio e fiducia. Per scandire parole di autonomia e liberta' nelle piazze, nelle citta', nelle istituzioni. Per raccontare la lunga storia della responsabilita' femminile, proprio quando il fanatismo nel mondo e i conservatorismi in Italia cercano di colpire la dignita' delle donne e, tramite noi, la dignita' di tutti'. E' con questa motivazione che il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, annuncia la sua adesione alla manifestazione nazionale indetta per sabato prossimo a Roma da Cgil-Cisl-Uil, in occasione del Centenario della Giornata Internazionale della Donna. Sottolineando come si viva 'un presente ricco di forze, intelligenze e leadership femminili' in Italia e nel mondo, e ricordando donne simbolo come Ingrid Betancourt o come Aung San Suu Kyi, Pollastrini aggiunge che 'e' bello essere in tante in questo 8 marzo anche per restituire un'etica alle parole'. 'Perche' - spiega - e' inaccettabile paragonare un patibolo a una sala operatoria. In questo, l'amore per la vita ci appartiene. Amore per come si nasce, per come si curano i piccoli o per come si muore. Amore per le altre. Per le migranti da non lasciare sole nella battaglia per i loro diritti. Amore per la salute, e quindi sostegno alla medicina e alla scienza alla prevenzione'. Ma non solo. Barbara Pollastrini sottolinea con forza la necessita' di difendere la legge 194. 'Amore per la vita - continua - e' unire, avere uno sguardo laico e dialogante. Amore per la vita e' memoria e, per quanto ci riguarda, orgoglio di una storia. E noi abbiamo memoria di che cos'era per le donne l'interruzione della gravidanza prima della 194. Una legge saggia, da difendere e applicare pienamente. Ma amore per la vita significa oggi testamento biologico, correzioni della legge 40, azioni contro la violenza, la tratta, le norme contro stalking e omofobia oggi interrotte in Parlamento, scuola e spazi pubblici, legge per le coppie di fatto'. 'Amore per la vita - conclude - e' allargare le possibilita' di lavoro, soprattutto al Sud, ma e' anche impegnarsi ovunque nel riconoscimento dei diritti e dei meriti nelle carriere, della parita' salariale, della tutela della maternita' e della sicurezza'.
'Il programma del Pdl per il 23 aprile 2008 sembra scritto nei primi mesi del 2001'. Lo afferma Enrico Morando, responsabile programma del Pd. 'Nel frattempo, il mondo e' cambiato. Accade cosi' -fa osservare Morando- che non una parola sia dedicata al posizionamento dell'Italia nel nuovo contesto globale, che vede l'esaurimento dell'approccio unilaterale (Bush) e l'affermarsi del multilateralismo (Obama e Clinton, ma anche Mc Cain)'. 'L'Italia del Pdl -chiede Morando- vuole l'Europa massima possibile, per difendere attraverso l'Europa il suo interesse nazionale (minacciato dalla concorrenza sleale), o l'Europa minima indispensabile, dominata dai particolarismi nazionali?'. 'In tema di politiche fiscali -continua l'esponente democratico- campeggia un'abolizione dell'IRAP' (graduale, per carita') che si colloca in forte contrasto con la replica dei fatti: per ridurre davvero l'IRAP, ha potuto di piu' l'anno e mezzo di governo Prodi dei cinque anni di governo Berlusconi'. 'L'innalzamento della produttivita' non sembra l'obiettivo centrale: la proposta di detassazione si rivolge solo agli straordinari non alla quota di salario di secondo livello, come nel programma del Pd'. 'Bene il rafforzamento della prevenzione contro l'aborto, male il silenzio sulla 194; cosi' come e' significativo il silenzio sul testamento biologico, contro l'accanimento terapeutico'. 'Nelle prossime ore -conclude Morando- si potra' formulare un giudizio piu' approfondito: resta, per ora, l'impressione di una certa nostalgia per un'esperienza di governo - quella tra il 2001 e il 2006 - che gli italiani hanno gia' giudicato severamente'.
Dico, pillola abortiva, testamento biologico... Basta con il voto di coscienza. I temi etici, assicura l'ex segretario dei Ds Piero Fassino in un'intervista al "Quotidiano nazionale", non paralizzeranno l'azione di governo del Pd. "Metteremo Binetti Bonino intorno a un tavolo -spiega l'ex leader della Quercia- e non se andranno finche' non avremo trovato una soluzione". Fassino torna a parlare anche del mancato accordo con i socialisti. "Noi abbiamo proposto loro un percorso che prevede l'inclusione di candidati nelle nostre liste, poi il graduale ingresso nel Pd". Lo stesso schema proposto ai radicali? "Esatto -replica Fassino- e non si capisce come mai i socialisti che hanno condiviso con noi tutto il persorso nell'Ulivo, ora restino da soli". La rimonta del Pd si e' gia' esaurita? "Non credo proprio -risponde Fassino- Berlusconi e' all'inseguimento su tutto e a me pare che questo inseguimento non sia solo l'espressione di un ritardo organizzativo ma vuol dire che la destra non ha offerte per l'Italia". Fassino conferma infine di non essere tra gli esclusi dalla liste del Pd: verra' infatti ricandidato in Piemonte.
"Quando nella prossima legislatura il 'Pdr' (Partito democratico radicale, dopo l'accordo Veltroni-Pannella) dovra' esprimere una posizione su temi come il testamento biologico, la prevenzione dell'aborto o la liberta' di educazione, dovra' impegnarsi in lunghe riunioni per mediare fra le posizioni dei teodem, dei cattodemoratici, di Veronesi, della Bonino e di mille altri...". Lo dice il senatore di An Alfredo Mantovano, nel sottolinere che "il Pdl ha invece scritto parole chiare nel suo programma, in coerenza con la storia delle forze politiche lo hanno costituito: no a eutanasia, diretta o mascherata, rafforzamento dei consultori in chiave di prevenzione dell'aborto, possibilita' per un genitore di scegliere liberamente per il figlio fra scuola statale o non statale". Per questo, dice Mantovano, auguro agli amici teodem che il Pdl vinca le elezioni: per loro nella prossima legislatura la vita sara' certamente meno complicata".
'E' un 8 marzo in cui esserci. Con orgoglio e fiducia. Per scandire parole di autonomia e liberta' nelle piazze, nelle citta', nelle istituzioni. Per raccontare la lunga storia della responsabilita' femminile, proprio quando il fanatismo nel mondo e i conservatorismi in Italia cercano di colpire la dignita' delle donne e, tramite noi, la dignita' di tutti'. E' con questa motivazione che il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, annuncia la sua adesione alla manifestazione nazionale indetta per sabato prossimo a Roma da Cgil-Cisl-Uil, in occasione del Centenario della Giornata Internazionale della Donna. Sottolineando come si viva 'un presente ricco di forze, intelligenze e leadership femminili' in Italia e nel mondo, e ricordando donne simbolo come Ingrid Betancourt o come Aung San Suu Kyi, Pollastrini aggiunge che 'e' bello essere in tante in questo 8 marzo anche per restituire un'etica alle parole'. 'Perche' - spiega - e' inaccettabile paragonare un patibolo a una sala operatoria. In questo, l'amore per la vita ci appartiene. Amore per come si nasce, per come si curano i piccoli o per come si muore. Amore per le altre. Per le migranti da non lasciare sole nella battaglia per i loro diritti. Amore per la salute, e quindi sostegno alla medicina e alla scienza alla prevenzione'. Ma non solo. Barbara Pollastrini sottolinea con forza la necessita' di difendere la legge 194. 'Amore per la vita - continua - e' unire, avere uno sguardo laico e dialogante. Amore per la vita e' memoria e, per quanto ci riguarda, orgoglio di una storia. E noi abbiamo memoria di che cos'era per le donne l'interruzione della gravidanza prima della 194. Una legge saggia, da difendere e applicare pienamente. Ma amore per la vita significa oggi testamento biologico, correzioni della legge 40, azioni contro la violenza, la tratta, le norme contro stalking e omofobia oggi interrotte in Parlamento, scuola e spazi pubblici, legge per le coppie di fatto'. 'Amore per la vita - conclude - e' allargare le possibilita' di lavoro, soprattutto al Sud, ma e' anche impegnarsi ovunque nel riconoscimento dei diritti e dei meriti nelle carriere, della parita' salariale, della tutela della maternita' e della sicurezza'.
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