Martedì 9 giugno 2026
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Societa' neonatologia: potenziare strutture per aiutare i grandi prematuri

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Il problema delle terapie intensive neonatali e' scottante oggi in Italia. Con il miglioramento dell'assistenza ostetrico-neonatologica c'e' un aumento progressivo di questa popolazione di neonati che nascono prematuri: oggi sono l'1%, 550 mila circa ogni anno". E' Claudio Fabris, presidente della Societa' italiana di neonatologia, a richiamare l'attenzione sul problema dei bambini nati prematuramente e della loro assistenza. Lo fa in occasione della prossima "Riunione delle terapie intensive neonatali del Lazio", che si terra' a Roma, all'Hotel Exedra, dal 3 al 4 luglio prossimi, master di II livello di neonatologia presieduto dal docente de 'La Sapienza' Mario De Curtis. "Se un bambino nasce prima delle 38esima settimana significa che e' nato prima del termine, ma da seguire con attenzione- sono i veri prematuri, cioe' quelli sotto le 32 settimane di gestazione e sotto i 1.500 grammi". Con il miglioramento dell'assistenza ostetrica, sottolinea Fabris, "nascono oggi dei bambini che invece un tempo morivano in utero e nello stesso tempo, grazie alla migliorata assistenza neonatologica, sopravvivono coloro che un tempo non sarebbero riusciti a farlo. E mentre sotto le 22 settimane non c'e' possibilita' di sopravvivenza, sopra le 23 le possibilita' di sopravvivenza ci sono". Si tratta di una popolazione di bimbi, 550 mila circa ogni anno, che ha bisogno di adeguata assistenza.
"La madre che ha una minaccia di aborto prematuro deve organizzarsi per partorire in un centro di terzo livello ginecologico, cioe' con un'alta specializzazione nell'assistenza ostetrica e ginecologica che deve essere fatta insieme. L'ostetrica monitorizza bene la mamma e a quella bassa eta' riuscire a guadagnare un giorno o una settimana e' importantissimo. Nello stesso tempo si puo' intervenire e farlo nascere se c'e' rischio di aborto". In questi centri, prosegue il presidente Sin, "ci deve essere la possibilita' per il bambino di rimane accanto alla mamma e di non essere trasferito altrove, perche' la vicinanza e' fondamentale.
Chi partorisce prematuramente, infatti, ha bisogno di sapere che potra' vedere il proprio bambino, come nel nostro centro a Torino, 24 ore su 24, e di potergli fornire il proprio latte, in maniera da compensare la sensazione di non aver portato a compimento sino in fondo il proprio compito di madre e riappropriarsi del proprio ruolo". E centri di questo tipo, ad altissima specializzazione, in Italia ce ne sono. "Il problema e' che occorre assolutamente potenziare questi reparti con medici e personale infermieristico. Invece, con differenze da regione a regione, c'e' una gravissima sofferenza per la carenza di personale". Ci sarebbe bisogno "di un rapporto di uno o due infermieri per ogni bambino, ma con i blocchi delle assunzioni questo non e' possibile. Nei centri di terapia intensiva, e non di quella neonatale, questi limiti dovrebbero essere sempre esclusi".
Di fatto, conclude il presidente dei neonatologi, "andrebbero economizzate le risorse evitando di darle ai centri che assistono pochi nati. Sotto i 500 neonati l'anno non ci dovrebbe essere nessun centro in Italia, cosi' si focalizzano le risorse dove ce ne e' veramente bisogno".
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