Sondaggio Exit: maggioranza dei cittadini vuole diritto ad autodeterminazione nel fine vita
Nei mesi di settembre e ottobre 2007, l'associazione per l'assistenza al suicidio Exit ha condotto un sondaggio tra 760 persone della Svizzera tedesca dai 15 ai 74 anni d'eta', dove l'appartenenza all'associazione non rivestiva alcuna importanza. Ecco i risultati. Il 72% degli intervistati e' sostanzialmente favorevole al diritto della persona "di decidere da se' quando abbandonare questo mondo con dignita'". Non viene pero' approfondito il termine dignita'. Di questo 72%, la maggioranza respinge comunque un allargamento del diritto all'autodeterminazione sulla propria morte: il 56% ritiene che la condizione per esercitarlo sia la sofferenza legata a una malattia che porta alla morte entro poco tempo; non basta invece il desiderio di morire, solo "perche' e' cessato il senso della vita". Sempre il 72% dice no alla posizione della chiesa, secondo cui l'uomo non ha il potere di decidere della propria vita. In caso di malattia incurabile, il 62% degli intervistati preferisce morire piuttosto che si faccia "tutto il possibile" per prolungargli la vita. C'e' comunque un quarto del campione che non sa rispondere a questa domanda, legata a una situazione difficilmente valutabile a priori. Exit ravvisa una contraddizione nel fatto che solo l'8% del campione abbia redatto il testamento biologico su cio' che vorrebbe gli accadesse qualora non fosse piu' in grado d'esprimersi.
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