Giovedì 11 giugno 2026
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Stacco' il respiratore. Infermiere condannato a meno di un anno con pena sospesa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'anestesista di Piergiorgio Welby, Mario Riccio, e' stato prosciolto dall'accusa di omissione di referto all'autorita' giudiziaria, nell'ambito di un'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Lodi su una presunta vicenda di eutanasia che coinvolgeva un infermiere 32enne. Il giovane, che lavorava all'ospedale di Codogno (azienda ospedaliera di Lodi), era stato accusato di avere staccato il respiratore che teneva in vita un uomo di 86 anni operato all'anca.

Il caso risaliva al 4 gennaio 2006. E vedeva coinvolti anche Valerio Tagliaferri, direttore sanitario dell'ospedale, e Giuseppe Rivolta, direttore del Dipartimento di anestesia al quale fa capo l'Unita' di anestesia e rianimazione di cui Riccio era primario all'epoca dei fatti. "Oggi, in udienza davanti al Gup, sono stato prosciolto perche' il fatto non costituisce reato", riferisce Riccio all'Adnkronos Salute.

"Fin dall'inizio di questa vicenda mi sono dichiarato sereno e intenzionato a chiedere io stesso ragione di alcune carte processuali. E ora sono stato prosciolto. Un fatto che non fa quasi piu' notizia perche' vengo prosciolto sempre", ironizza.
"All'infermiere era stato contestato il reato di omicidio volontario ed esercizio abusivo della professione medica. Ma ieri la Procura ha proposto il cambio di imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo. L'infermiere ha quindi patteggiato ed e' stato condannato a meno di un anno, con sospensione della pena. Quanto a Tagliaferri e Rivolta, accusati di favoreggiamento e omissione di atti d'ufficio, sono stati prosciolti dall'accusa di favoreggiamento, mentre l'omissione d'atti d'ufficio verra' discussa in dibattimento", dice.

Ribadendo la propria "soddisfazione per la riconosciuta innocenza", Riccio spiega di stare ancora valutando alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa in novembre da Piergiorgio Spaggiari, direttore generale dell'azienda ospedaliera di Lodi alla quale fa capo l'ospedale di Codogno: "Fino ad ora io e il mio avvocato ci siamo concentrati sull'udienza col Gup. Ora cercheremo di chiarire se esiste un profilo diffamatorio nelle parole di Spaggiari, quindi l'opportunita' o meno di una querela".
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