Staminali contro l'infarto, 600mila euro al S.Matteo di Pavia
Il Policlinico San Matteo di Pavia puo' contare su 600 mila euro stanziati dal Ministero della Salute per trovare una cura per l'infarto del miocardio con le cellule staminali adulte, con una ricerca guidata da Massimiliano Gnecchi.
Il progetto, il primo ad essere finanziato a Pavia nell'ambito del bando per giovani ricercatori, e' stato valutato da una commissione internazionale e scelto tra circa mille progetti presentati da ricercatori italiani con meno di 40 anni.
'Sino a oggi le cellule staminali sono state utilizzate prevalentemente per rigenerare sangue o tessuti danneggiati, come ossa e cartilagini - spiega Gnecchi - ma non sono mai state impiegate in cardiologia. I risultati preliminari sono incoraggianti e quindi condurre la ricerca in questa direzione assume particolare importanza'.
Lo studio si basa sull'uso di cellule staminali 'modificate', capaci di rilasciare molecole protettive per il tessuto cardiaco colpito da ischemia. 'Invece di somministrare farmaci si usano cellule staminali che liberano sostanze ancora piu' efficaci all'interno del paziente stesso'.
'Per noi e' un grandissimo risultato - afferma il direttore Scientifico del San Matteo Remigio Moratti - perche' il progetto di Gnecchi ha ricevuto commenti molto positivi dai revisori internazionali. Il riconoscimento di questo finanziamento e' una ulteriore conferma dell'eccellenza del San Matteo in un settore di ricerca estremamente competitivo e strategicamente fondamentale per il futuro della medicina'.
Il progetto, il primo ad essere finanziato a Pavia nell'ambito del bando per giovani ricercatori, e' stato valutato da una commissione internazionale e scelto tra circa mille progetti presentati da ricercatori italiani con meno di 40 anni.
'Sino a oggi le cellule staminali sono state utilizzate prevalentemente per rigenerare sangue o tessuti danneggiati, come ossa e cartilagini - spiega Gnecchi - ma non sono mai state impiegate in cardiologia. I risultati preliminari sono incoraggianti e quindi condurre la ricerca in questa direzione assume particolare importanza'.
Lo studio si basa sull'uso di cellule staminali 'modificate', capaci di rilasciare molecole protettive per il tessuto cardiaco colpito da ischemia. 'Invece di somministrare farmaci si usano cellule staminali che liberano sostanze ancora piu' efficaci all'interno del paziente stesso'.
'Per noi e' un grandissimo risultato - afferma il direttore Scientifico del San Matteo Remigio Moratti - perche' il progetto di Gnecchi ha ricevuto commenti molto positivi dai revisori internazionali. Il riconoscimento di questo finanziamento e' una ulteriore conferma dell'eccellenza del San Matteo in un settore di ricerca estremamente competitivo e strategicamente fondamentale per il futuro della medicina'.
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