Staminali. Trapianto cellule umane efficace in topi malati di SLA
Il trapianto di cellule staminali umane durante un esperimento condotto dalla University of Wisconsin-Madison ha allungato la sopravvivenza e migliorato la funzione muscolare in alcuni topi usati come modello di Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica), la malattia che distrugge il controllo muscolare da parte dei nervi, causando la morte per crisi respiratoria.
L'approccio di Masatoshi Suzuki e del suo team, come si legge su Molecular Therapy, e' stato diverso da quello che mira a far trasformare le staminali in neuroni che sostituiscano quelli danneggiati. La Sla e' una malattia in cui vengono danneggiati, fra gli altri, i neuroni motori che innescano la contrazione dei muscoli delle gambe, ossia neuroni che hanno connessioni anche piu' lunghe di un metro, per cui "rimpiazzare queste cellule e' ancora una sfida difficile", ha spiegato Suzuki. La tecnica usata in questo caso si basa sulla modifica genetica di cellule staminali mesenchimali in modo da indurle a produrre fattori di crescita che supportino le cellule nervose danneggiate.
Le staminali mesenchimali - che hanno una minore probabilita' di indurre tumori rispetto a quelle embrionali - cosi' modificate sono state iniettate nella giunzione neuro-muscolare, la connessione fra neurone e muscolo, che gli scienziati sospettavano essere uno dei primi luoghi colpiti dalla degenerazione indotta dalla malattia. Gli studiosi hanno cosi' ottenuto la creazione del fattore di crescita vascolare endoteliale, che ha ritardato l'insorgenza della malattia e il declino della funzione muscolare. Si tratta di un risultato che ha ripetuto gli esiti di un precedente esperimento simile, sempre condotto al gruppo di Suzuki, nel quale pero' si era ottenuto il fattore Gdnf (glial cell line-derived neurotropic factor) e che aveva prodotto benefici simili. ''Inoltre, abbiamo ottenuto benefici ancora superiori usando cellule staminali che hanno prodotto entrambi i fattori di crescita: la combinazione ha prodotto risultati ancora piu' potenti e fa ben sperare per il futuro della ricerca su questa terribile malattia'', ha concluso Suzuki.
L'approccio di Masatoshi Suzuki e del suo team, come si legge su Molecular Therapy, e' stato diverso da quello che mira a far trasformare le staminali in neuroni che sostituiscano quelli danneggiati. La Sla e' una malattia in cui vengono danneggiati, fra gli altri, i neuroni motori che innescano la contrazione dei muscoli delle gambe, ossia neuroni che hanno connessioni anche piu' lunghe di un metro, per cui "rimpiazzare queste cellule e' ancora una sfida difficile", ha spiegato Suzuki. La tecnica usata in questo caso si basa sulla modifica genetica di cellule staminali mesenchimali in modo da indurle a produrre fattori di crescita che supportino le cellule nervose danneggiate.
Le staminali mesenchimali - che hanno una minore probabilita' di indurre tumori rispetto a quelle embrionali - cosi' modificate sono state iniettate nella giunzione neuro-muscolare, la connessione fra neurone e muscolo, che gli scienziati sospettavano essere uno dei primi luoghi colpiti dalla degenerazione indotta dalla malattia. Gli studiosi hanno cosi' ottenuto la creazione del fattore di crescita vascolare endoteliale, che ha ritardato l'insorgenza della malattia e il declino della funzione muscolare. Si tratta di un risultato che ha ripetuto gli esiti di un precedente esperimento simile, sempre condotto al gruppo di Suzuki, nel quale pero' si era ottenuto il fattore Gdnf (glial cell line-derived neurotropic factor) e che aveva prodotto benefici simili. ''Inoltre, abbiamo ottenuto benefici ancora superiori usando cellule staminali che hanno prodotto entrambi i fattori di crescita: la combinazione ha prodotto risultati ancora piu' potenti e fa ben sperare per il futuro della ricerca su questa terribile malattia'', ha concluso Suzuki.
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