Domenica 13 settembre 2026
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Stop UE alla carne dal Brasile: a rischio la produzione di bresaola IGP (!)

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Il blocco deciso dalla Commissione Europea alle importazioni di carne dal Brasile sta creando forte preoccupazione nella filiera della bresaola della Valtellina, prodotto a Indicazione Geografica Protetta che dipende in larga misura dalla materia prima sudamericana, e che viene spacciata come  prodotto ad Indicazione Geografica Protetta (IGP). Come riportato da diverse testate italiane, tra cui Il Sole 24 Ore, dal 3 settembre 2026 è scattato il divieto di esportazione verso l'Unione Europea di carne bovina, equina e avicola, oltre a prodotti dell'acquacoltura, uova, miele e budella provenienti dal Brasile.

 

Il provvedimento nasce dalla mancata certificazione, da parte degli operatori brasiliani, del non utilizzo di un antimicrobico vietato in Europa negli allevamenti bovini. Il direttore dell'Assica, l'associazione degli industriali dei salumi, Davide Calderone, ha precisato che non si tratta di un rischio sanitario per il consumatore, ma di un problema legato alla mancanza di un sistema di certificazione che il Brasile, a differenza di Argentina, Paraguay e Uruguay, altri firmatari dell'accordo Ue-Mercosur, non ha ancora messo in atto.

 

Il punto critico riguarda proprio la dipendenza della filiera dalla carne brasiliana. Il presidente del Consorzio della Bresaola della Valtellina IGP, Mario Moro, ha spiegato al Sole 24 Ore che la bresaola italiana è prodotta per l'82% con carne sudamericana, di cui il 60% proviene dal Brasile. Questo significa che lo stop farà venir meno, nell'immediato, almeno un quarto della materia prima necessaria alla produzione.

 

Le conseguenze si fanno già sentire sui prezzi: secondo il Consorzio, le quotazioni della carne destinata alla bresaola sono aumentate del 15% da giugno, cioè da quando la misura europea era stata annunciata. Le aziende del settore, che secondo quanto riporta Il Post riuniscono 13 realtà produttive con circa 1.500 dipendenti, hanno prodotto nel 2025 quasi 12mila tonnellate di bresaola per un valore al consumo di circa 502 milioni di euro. Gli stock di materia prima accumulati potrebbero coprire al massimo due o tre mesi di produzione, mentre i produttori stanno cercando di aumentare gli acquisti da altri paesi sudamericani, la cui disponibilità resta però limitata.

 

Il disciplinare della bresaola della Valtellina IGP impone che la lavorazione avvenga in provincia di Sondrio, ma non che la carne utilizzata sia italiana: da qui la forte dipendenza dall'estero, in particolare da tagli magri come quelli ricavati dallo zebù Nellore, particolarmente adatti alla lavorazione del salume. Nel 2025 i paesi europei hanno importato dal Brasile circa 83.300 tonnellate di carne bovina fresca o congelata, quantità che superano le 300mila tonnellate se si considera anche il pollame.

 

Sul fronte politico, Confagricoltura ha accolto positivamente la decisione della Commissione, ritenendo che il Brasile applichi standard produttivi meno rigorosi di quelli europei e chiedendo maggiore reciprocità nelle regole commerciali. Posizioni simili sono state espresse da Coldiretti e Filiera Italia. Il blocco potrà essere revocato solo quando il Brasile dimostrerà di aver adeguato i propri sistemi di controllo agli standard sanitari dell'Unione Europea, reinserendo così il paese nell'elenco di quelli autorizzati a esportare prodotti di origine animale nel mercato comunitario.

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