Sabato 5 settembre 2026
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Il 46% della spesa delle famiglie va in cibo, casa e trasporti

U.E.
Notizia ·

Quasi la metà di ogni euro spesa dalle famiglie europee finisce in tre voci imprescindibili: cibo, casa (con le relative utenze) e trasporti. Secondo i dati Eurostat riportati da Euronews, tra gennaio 2025 e gennaio 2026 questa quota si attesta al 46%: beni essenziali che servono a vivere, spostarsi per andare al lavoro e mantenere accese le luci di casa.

 

I numeri arrivano in un momento delicato per l'economia europea: l'inflazione nell'eurozona ha toccato un massimo degli ultimi tre anni, pari al 3,3%, mentre i costi dell'energia sono saliti del 14,3%. In un contesto simile ci si aspetterebbe una contrazione generalizzata dei consumi, ma i dati Eurostat mostrano una tendenza diversa: le famiglie non stanno chiudendo i cordoni della borsa, ma stanno piuttosto riorganizzando le proprie priorità per continuare a permettersi una vita quantomeno normale.

 

Casa e utenze restano infatti la voce di spesa più pesante per i bilanci familiari, un'eredità dei rincari energetici degli ultimi anni, ulteriormente sostenuta dalle tensioni geopolitiche che continuano a spingere verso l'alto i costi di carburanti e utenze domestiche.

 

Per riequilibrare i conti, le famiglie hanno tagliato altrove. La quota di spesa dedicata ai trasporti è scesa di 0,4 punti percentuali nell'arco dell'anno: pur restando una delle voci più pesanti del bilancio familiare, questa flessione indica come le famiglie stiano ottimizzando dove possibile i costi degli spostamenti per liberare risorse da destinare ad altro. Allo stesso tempo, anche la spesa per informazione e comunicazione è diminuita di 0,3 punti percentuali, segno che le famiglie stanno razionalizzando anche i costi fissi della connettività quando l'inflazione erode il reddito disponibile.

 

Le risorse liberate da questi risparmi non sono state accantonate, ma reindirizzate verso altre voci di spesa. La categoria che ha registrato l'aumento più marcato è quella di ricreazione, sport e cultura, cresciuta di 1,2 punti percentuali. Sono aumentate anche le spese per ristoranti e servizi di alloggio (+0,3 punti percentuali) e quelle per l'istruzione (+0,1 punti percentuali). Un segnale di una certa capacità di tenuta dei consumatori europei, che continuano a trovare margine per un biglietto per un concerto o una cena fuori, anche se devono stringere la cinghia al supermercato.

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